Nessuno dei detrattori che sancirono il fiasco della prima – il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma – poteva immaginare che Il barbiere di Siviglia sarebbe diventata un’opera che non ha conosciuto oblio e non è mai uscita dalla programmazione di tutti i teatri del mondo. Se è vero che fin da subito girò la voce di spettatori pagati da Giovanni Paisiello per fischiare, è certo come da lì ebbe inizio la parabola di Gioachino Rossini (Pesaro, 29 febbraio 1792 – Passy, 13 novembre 1868) e il suo Barbiere oscurò il precedente lavoro del compositore tarantino. Ricordo un interessante confronto del 1994 quando, al Teatro Verdi di Firenze, vennero proposte le due opere: una sera il Barbiere di Rossini e la successiva quello di Paisiello.
Il Teatro Comunale di Bologna ha festeggiato i due secoli dell’opera rossiniana con nuovo allestimento realizzato in coproduzione con la Greek National Opera di Atene, dove ha debuttato con successo a febbraio. Ho assistito alla nona e ultima replica – teatro sempre esaurito – e mi sono apparse gratuite certe critiche di chi, forse, si aspettava quanto visto e rivisto… magari perché non ci sarebbe stato bisogno di impegnarsi e pensare.
Spesso le opere vengono rilette senza il supporto di un valido progetto o un’ideea brillante, però non è questo il caso in quanto, il Barbiere di Francesco Micheli, lontano dalla routine di merletti e pizzi, è moderno e attuale con metafore incisive come l’idea della casa piccola che, man mano l’opera va avanti, si ingrandisce e con spunti di pregio come quando Rosina finisce per entrare in una casa deserta, eterna prigioniera in una sorta di premonizione del futuro. Del resto il regista aveva spiegato: “Approfondendo la lettura del Barbiere di Siviglia, capolavoro che segna il passaggio fra l’opera buffa settecentesca e il dramma borghese dell’Ottocento, mi sono concentrato sulla figura di Rosina che vive la ‘tragedia’ di una qualsiasi ragazza segregata in casa, dramma tipico dell’adolescenza di tutti i tempi, da Antigone a Giulietta a Janis Joplin. Rossini dà voce al bisogno di ribellione di un intero sesso e di un’intera generazione.

Dentro quest’opera c’è il dinamismo dei giovani contro la stasi opprimente dei vecchi, in un susseguirsi di accesi contrasti. Ancor prima che l’industria cinematografica inventasse il sistema dei ‘prequel’ e dei ‘sequel’ per sfruttare i titoli più fortunati, il Barbiere non è soltanto il più significativo esempio della ricezione delle Nozze di Figaro di Mozart ma ne rappresenta il ‘prequel’: Rosina passerà da prigioniera ribelle della casa di Don Bartolo a nostalgica Contessa, nuovamente prigioniera di quel palazzo e dell’amore per il quale aveva lottato.

La caleidoscopica trasposizione scenica di questa nuova produzione sfrutta lo sguardo verso il presente (Rosina), il passato prossimo (Figaro) e l’obsoleto (Don Bartolo e Don Basilio) attraverso riferimenti al mondo musicale del pop, dalla psichedelia al rock progressivo, al metal: proprio all’inizio delle prove abbiamo appreso della morte di David Bowie, modello contemporaneo e ‘classico’ degli stessi travestimenti, della modernità e degli scontri generazionali cui alludono i personaggi dell’opera”.

Orchestra ben diretta da Carlo Tenan e coro ben istruito da Andrea Faidutti per un coinvolgente allestimento con scene e luci di Nicolas Bovey e i costumi di Gianluca Falaschi che sono una gioia visiva. Un cast con interpreti rossiniani come Paolo Bordogna e René Barbera che hanno cantato, e interpretato, da manuale Don Bartolo e il conte d’Almaviva. Julian Kim, ormai conteso da molti teatri, sì è distinto nel ruolo di Figaro per il timbro e lo spessore di voce.

Aya Wakizono, mezzosoprano giapponese “fiore all’occhiello” dell’Accademia della Scala e dell’Accademia Rossiniana di Pesaro, ci ha regalato una Rosina poco incline all’obbedienza e prigioniera in una casa rosa cofetto, una toy girl dalla voce molto gradevole.
Il Basilio di Abramo Rosalen è stato una sorpresa in particolare per la voce possente mentre una conferma è venuta dalla veterana Laura Cherici nei panni di Berta.
Applausi per tutti e fa piacere osservare, fra il pubblico, quanti fossero i giovani entusiasti segnale che qualcosa sta cambiando e concludo esortando l’educazione alla buona musica e la bella iniziativa rivolta proprio al futuro dell’opera.

Infatti, nel foyer, sono stati esposti i fumetti realizzati dai bambini della scuola primaria Romagnoli del rione Pilastro di Bologna, che hanno partecipato a un laboratorio – nato dalla collaborazione tra il Teatro Comunale e l’associazione Canicola – dove il linguaggio del fumetto diviene strumento di alfabetizzazione al teatro d’opera (disponibile una pubblicazione che ha raccolto testi e disegni realizzati dagli studenti).
Didascalie immagini
- Frontespizio del libretto originale di Cesare Sterbin de ‘Il barbiere di Siviglia’ di Gioachino Rossini (fonte)
- Una scena de ‘Il barbiere di Siviglia’ al Teatro Comunale di Bologna dal 5 al 15 maggio 2016 (foto © Rocco Casaluci)
- Una scena de ‘Il barbiere di Siviglia’ al Teatro Comunale di Bologna dal 5 al 15 maggio 2016 (foto © Rocco Casaluci)
- Una scena de ‘Il barbiere di Siviglia’ al Teatro Comunale di Bologna dal 5 al 15 maggio 2016 (foto © Rocco Casaluci)
- Julian Kim -Figaro- e Aya Wakizon -Rosina- in una scena de ‘Il barbiere di Siviglia’ al Teatro Comunale di Bologna dal 5 al 15 maggio 2016 (foto © Rocco Casaluci)
- Una scena de ‘Il barbiere di Siviglia’ al Teatro Comunale di Bologna dal 5 al 15 maggio 2016 (foto © Rocco Casaluci)
In copertina:
Una scena de ‘Il barbiere di Siviglia’ al Teatro Comunale di Bologna dal 5 al 15 maggio 2016 (foto © Rocco Casaluci)
Gioachino Rossini
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Commedia con musica in due atti
Libretto di Cesare Sterbini da Le barbier de Seville di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
Direttore Carlo Tenan
Regia Francesco Micheli
Scene e luci Nicolas Bovey
Costumi Gianluca Falaschi
Progetto video Panagiotis Tomaras
Assistenti alla regia Erika Natati e Valentina Brunetti
Costumista collaboratore Gianmaria Sposito
Maestro del Coro Andrea Faidutti
Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna in coproduzione con il Greek National Opera Atene
Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Personaggi e interpreti
- Il conte d’Almaviva René Barbera (5, 7, 10, 12, 15 maggio) /
Alessandro Luciano (6, 8, 11, 14 maggio) - Bartolo Paolo Bordogna (5, 7, 10, 12, 15 maggio) /
Marco Filippo Romano (6, 8, 11, 14 maggio) - Rosina Aya Wakizono (5, 7, 10, 12, 15 maggio) /
Raffaella Lupinacci (6, 8, 11, 14 maggio) - Figaro Julian Kim (5, 7, 10, 12, 15 maggio) /
Vittorio Prato (6, 8, 11, 14 maggio) - Basilio Luca Tittoto (5, 6, 7, 8, 10 maggio) /
Abramo Rosalen (11, 12, 14, 15 maggio) - Berta Laura Cherici
- Fiorello Gabriele Ribis
- Un ufficiale Raffaele Costantini (5, 7, 10, 12, 15 maggio) /
Sandro Pucci (6, 8, 11, 14 maggio)