In continuo fermento e con una collezione di premi e riconoscimenti già cospicua, passa da residenze artistiche a festival portando avanti i suoi progetti con determinazione. É Daniele Ninarello, giovane danzatore e autore torinese, formatosi alla Rotterdam Dance Academy, attivo come coreografo dal 2007 e dal 2013 alla testa della propria compagnia. Atteso al Festival Interplay di Torino, cui è particolarmente legato, con il suo Maps in prima italiana alle Fonderie Teatrali Limone il 28 maggio, Ninarello ci parla dei suoi progetti e della sua arte.
1 daniele ninarello foto birkenholz
-Ninarello, di recente lei ha vinto il Premio Prospettiva Danza Teatro 2016 con “Still”. Quali riflessioni e bilanci sente di fare sulla sua carriera coreografica?
“Questo premio rappresenta un’ottima opportunità per realizzare la mia nuova creazione, sia per un primo periodo di residenza sia per il contributo economico alla produzione. Still è un progetto che ho iniziato a scrivere da più di un anno, ormai, e sul quale ho raccolto già molto materiale di studio. Il lavoro parte da alcune riflessioni sull’opera visiva e scultorea di Alberto Giacometti. Osservando le sue Figure desidero indagare nel corpo e nell’azione coreografica, questa idea di persistenza, di resistenza, come una vocazione innata dell’uomo, e insieme questo essere continuamente disorientati o in cerca di un orientamento in uno spazio che è vortice e che risucchia. Penso il mio lavoro come una ricerca in continua evoluzione e cambiamento, per me solo lo studio produce cambiamento. I bilanci sono spesso burocratici e ultimativi. Ma non posso non sottolineare l’importanza dei sostegni che ho avuto, sia a livello produttivo dai vari enti e strutture, sia da parte degli interpreti che sono, sempre più, parte fondamentale del mio lavoro”.
2 still daniele ninarello-foto giorgio valli
-Quali esperienze considera siano state seminali per definire il suo modo di fare coreografia e su cosa si basa la sua poetica?
“Credo siano davvero molte le esperienze che oggi ritrovo nei segni e nelle tracce del mio fare coreografico. A volte capita che in fase di ricerca riemergano strumenti e abilità apprese diversi anni prima. Avendo iniziato tardi, verso i diciotto anni, il desiderio di danzare è nato quasi insieme a quello di scrivere la danza. Credo che il mio coreografare si sia nutrito del mio danzare per vari autore che ho incontrato nel mio percorso formativo. Con Bruno Listopad ho compreso l’importanza nel pensare che il movimento, seppur scritto, avviene sempre nel qui e ora, e che non viene mai replicato. Dunque ho imparato a pensare a un dispositivo coreografico che abbia al suo interno la possibilità del rischio e del mistero. Con Sidi Larbi Cherkaoui ho imparato l’importanza dell’esattezza. Probabilmente Virgilio Sieni è stato l’artista che più ha alimentato il mio desiderio di pensare la danza. Con lui ho capito quanto fosse importante per me che la scrittura coreografica avesse origine nel corpo e che al corpo tornasse. Penso alla coreografia come un’espansione del corpo e del suo inscriversi attraverso un’indagine precisa e prossima ai temi che incontra. Ciò che oggi più mi interessa riguarda l’orientamento, o meglio il disorientamento. Ho sempre danzato per comprendere ciò che mi circonda”.
3 land where is my love daniele ninarello-foto giulia martini
-La prossima settimana verrà presentato in prima italiana al festival Interplay il suo lavoro Maps, creato per un gruppo di dieci danzatori. Di cosa si tratta e come ha impostato il rapporto autore e interpreti?
Maps è l’esito finale del Laboratorio Permanente di Ricerca e Composizione Il Corpo Intuitivo, giunto alla terza edizione. Da tre anni ormai Interplay, che da sempre sostiene il mio lavoro, offre ai partecipanti di questo laboratorio della durata di un anno, la possibilità di presentare un lavoro finale durante il festival. Il laboratorio, ora sostenuto anche da Piemonte dal Vivo e Lavanderia a Vapore, coinvolge altri formatori oltre ai partecipanti provenienti da discipline anche estranee alla danza. Quest’anno abbiamo lavorato molto sul corpo come archivio di memorie, su cosa lo muove e in quale direzione. Sul riconoscersi attraverso il movimento e nell’osservare il muoversi come un continuo spiegarsi ed esprimersi. Maps ha al centro l’idea dell’identità in continuo divenire, e insieme il continuo stratificarsi e accumularsi di movimenti come memorie, alcune si disperdono altre diventano segni incisivi che danzano sul corpo. La mia tendenza è di pensare al danzatore come a un essere compositivo e responsabile. La mia sfida è quella di indagare, insieme all’interprete, le strade possibili per i più giusti sistemi compositivi e renderlo indipendente. Lavoro molto sul corpo, parto sempre dal corpo. Scavo costantemente e consegno a esso alcune regole per orientarsi meglio. Improvvisiamo molto e lavoriamo molto su svariate letture e materiale visivo di ogni genere. Cerco di riprendere il più possibile filmando le varie sessioni e poi le passo al setaccio per trovare ciò che più vale. Il rapporto con i miei interpreti è sempre un rapporto di scambio e condivisione”.
4 daniele ninarello-foto viola berlanda
-Cosa pensa dell’attuale panorama della danza italiana? E da creatore crede che siano al momento sufficienti le strategie messe in campo dagli operatori per supportare la danza contemporanea?
“Nel panorama di oggi avverto la voglia di continuare a creare e di persistere da parte di tutti. Certamente c’è ancora molta strada da fare perché la danza venga riconosciuta e conosciuta, e questo potrà avvenire anche grazie al maggior dialogo tra artisti e programmatori, nella ricerca di strategie comuni. La situazione della danza contemporanea in Italia è lo specchio del lavoro di cui tutti e a vario titolo siamo stati capaci”.

-In ambito contemporaneo è tema ricorrente la commistione dei linguaggi artistici, spesso però senza riflettere sull’identità stessa della danza. Come distinguere, quindi, ciò che è danza da ciò che non lo è?
“Personalmente sono felice quando trovo una reale aderenza tra i vari elementi utilizzati all’interno di un lavoro e quando avverto la necessità di ogni singola scelta fatta al di là della provenienza di tali elementi. Forse la domanda ‘che cos’è la danza?’ esiste al di là del fatto che si possa comprendere e o decidere cosa non lo sia, pensando al presente e al contemporaneo credo sia importante aprire i confini, osservare ‘questi intrusi’ come indizi per comprendere meglio, per meglio indagare i propri materiali. È vero che spesso accade di non riflettere sull’identità stessa della danza, e forse questa mancanza deriva da una carenza di studio o di consapevolezza rispetto alla materia che si tratta. Vi è una tendenza a pensare che la figura del danzatore contemporaneo sia inglobata in quella del performer, come in generale si avverte molto differenza fra chi ricerca nel movimento e chi invece si affida a una grammatica del movimento già consolidata. Come autore scelgo di rimanere sul corpo e con il corpo continuare a chiedermi che cosa sia la danza, forse quando avrò una risposta potrò smettere di danzare”.
5 21 ragazzi daniele ninarello-foto andrea macchia
-Progetti per il futuro a medio e lungo termine?
“Debutterò con la nuova produzione Kudoku insieme a Dan Kinzelman il 17 giugno alla Biennale Danza di Venezia e poi seguiranno alcune altre date. Saremo infatti ospiti in un evento all’interno del programma di Operaestate Festival Veneto, Mirabilia Festival e Bolzano Danza dove farò una residenza insieme alla compagnia per Still. A luglio inoltre farò parte della fase finale del progetto Teatri Diffusi a Matera. Da settembre ripartiranno le residenze artistiche per Still e il tour di Kudoku”.

Didascalie immagini

  1. Daniele Ninarello (© Birkenholz)
  2. Still (cor. D. Ninarello) (© Giorgio Valli)
  3. L.A.N.D. Where is my love? (cor. D. Ninarello) (© Giulia Martini)
  4. Daniele Ninarello (© Viola Berlanda)
  5. 21 ragazzi (cor. D. Ninarello) (© Andrea Macchia)

In copertina:
Daniele Ninarello
[particolare]
(© Birkenholz)

16mo Festival Interplay

28 maggio ore 20:30
Fonderie Teatrali Limone
Maps
coreografia di Daniele Ninarello

 

 

Dove e quando

Evento: 16th INTERPLAY FESTIVAL