Sembra impossibile, ma la prima immagine di Michelangelo che ci dà questo libro è quella di un uomo stanco, pervaso dalla voglia di voler abbandonare tutto “Non ci crederai, ma non è la prima volta che
sono sul punto di mollare tutto. Prenderei i miei scalpelli e li getterei nel Tevere. Raccoglierei martelli, subbie, bocciarde e li abbandonerei nelle rapide del fiume all’Isola Tiberina. Brucerei tutti i disegni, perché so che ormai non mi rimangono più il tempo e le forze per farne sculture”. Il lungo flashback delle pagine successive ci riporta invece al temperamento che ben conosciamo, quello di un bambino “nutrito più con la polvere di marmo che con il latte”, di uno scultore superbo (usiamo pure il termine nella sua doppia accezione…) che suo malgrado si presta a essere pittore per il papa altrettanto superbo e terribile come Giulio II, di un artista che come pochi ha dato forma e sostanza al Rinascimento. Michelangelo. Io sono fuoco (Sperling & Kupfer) è il nuovo libro di Costantino D’Orazio: dopo Caravaggio, Leonardo e Raffaello, l’autore, storico dell’arte e curatore presso il museo MACRO di Roma, si confronta con un altro grande (il più grande?) della storia dell’arte italiana, ma stavolta è lo stesso Michelangelo che ci racconta la sua vita (anzi, la racconta a suo nipote Leonardo, e noi origliamo dietro la porta…) le sue mille contraddizioni, il bisogno costante di lavorare, la passione per la scultura, la rivalità – se non l’ostilità o l’invidia – per gli artisti suoi contemporanei…insomma, una personalità del genere poteva essere raccontata solo in prima persona. Chissà cosa penserebbe del libro il terribile Michelangelo?
Didascalie immagini
- Io sono fuoco,
copertina del volume
In copertina:
Michelangelo Buonarroti, autoritratto (fonte)