Wilde salome 1Questa è la storia di un’ossessione
                                                         Al Pacino

Presentato fuori concorso alla 68ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Wilde Salomè segna il ritorno alla regia di Al Pacino a quindici anni di distanza dall’esordio dietro la macchina da presa con Riccardo III – un uomo un re (1996) e, sulla scia della stessa ispirazione con cui allora scandagliava il dramma shakespeariano, realizza un oggetto filmico libero e sperimentale mettendo a nudo la sua passione per l’opera più cupa di Oscar Wilde.
Ossessionato da un impellente bisogno espressivo il divo di Carlito’s way che ha già portato in scena due volte a New York la Salomè, con questo film documenta le difficoltà di un nuovo allestimento al Wadsworth Theatre di Los Angeles ripercorrendo insieme il destino della piece teatrale, tra scandali e censura, ma anche la vicenda umana e artistica del suo controverso autore.
Dopo averla vista rappresentata una prima volta a Londra nel 1988 Al Pacino ha inseguito da allora la possibilità di realizzare una sua Salomè capace di unire la potenza del cinema alla verità del teatro per tirare fuori dal testo tutte le emozioni contrastanti che lo animano.
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Oscar Wilde scrisse Salomè a Parigi in lingua francese durante un prolungato soggiorno tra il 1892 e il 1893, ma lo spettacolo che doveva andare in scena a Londra con la divina Sarah Bernhardt protagonista fu subito proibito applicando una vecchia legge, del tempo della riforma anglicana, che vietava spettacoli ispirati o tratti da testi biblici.
In realtà la storia scabrosa di un patrigno bramoso di lussuria per la figlia di sua moglie, unita al ritratto di una Salomè non più strumento di sua madre ma esempio perverso di femminilità erotica e incline alla necrofilia, andava per l’ennesima volta a scardinare l’ipocrisia inglese della società vittoriana, che voleva salve le apparenze pur coltivando nell’ombra i costumi più inconfessabili.
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Ancora giovane studente e già famoso, per l’arguzia della sua brillante conversazione e per l’originale abbigliamento quando non aveva ancora pubblicato nessuna opera degna di nota, Oscar Wilde ebbe in vita la soddisfazione di saper rappresentata la sua Salomè una volta soltanto – a Parigi il 12 febbraio 1896 – durante i due anni di lavori forzati che gli furono inflitti per omosessualità, mentre in Gran Bretagna il testo fu pubblicato in volume ma portato in scena solo dopo la sua morte nel 1905.
La società inglese non perdonò al grande scrittore la sfrontatezza nel vivere apertamente al di sopra delle sue regole ipocrite, ma anche l’impudente imprudenza con cui nelle commedie metteva in risalto pregiudizi e contraddizioni vittoriani.
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Nel film Al Pacino percorre con devozione, come tappe di un pellegrinaggio laico, luoghi importanti nella biografia di Wilde fino al ‘santuario’ della stanza d’hotel parigina da cui abbandonò questa vita, emarginato in solitudine, per fare il suo ingresso nell’eternità.
Nella messa in scena teatrale Wilde Salomè predilige la rappresentazione del dramma lasciando da parte l’ironia del testo originale, forse più articolata da contestualizzare, ma efficacia della confezione cinematografica e bravura degli interpreti costituiscono gli elementi di una potente visione unica e travolgente, emozione visiva di alta qualità.
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L’allora poco conosciuta Jessica Chastain, oggi più di una conferma dopo due candidature all’Oscar per The help di Tate Taylor e Zero dark thirty di Kathryn Bigelow o film come 1981: indagine a New York di J.C. Chandor e Crimson Peak di Guillermo Del Toro, è straordinaria nel trasmettere la carica di erotismo maledetto di una Salomè seducente, inquieta e selvaggia, prototipo malsano e tipico della donna nell’arte del Simbolismo, oggetto del desiderio e portatrice di morte; non a caso vediamo l’autore della fotografia, il francese Benoît Delhomme, mostrare e proporre al regista Al Pacino come fonte d’ispirazione visiva l’opera più famosa del simbolista parigino Gustave Moreau.
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Rivestendo un triplice ruolo di regista, investigatore sulle tracce dell’autore e attore nella parte di Erode, Al Pacino incontra il pronipote dello scrittore Merlin Holland, intervista drammaturghi prestigiosi come Gore Vidal e Tom Stoppard, tradendo l’identificazione con l’uomo Oscar Wilde quando ne indossa i panni nell’ipotetica ricostruzione dell’ultimo incontro con l’amato Bosie prima dell’arresto.
In questo anelito di condivisione dei sentimenti, con l’immedesimazione del grande attore nella capacità dello scrittore di lanciarsi nell’ignoto incurante delle conseguenze, l’Arte rivela il suo potere sublime nell’abbattere anche le barriere del tempo e rendere possibile la comunicazione diretta tra due anime affini ma temporalmente distanti.
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Con il brano Salomè cantato ed eseguito dagli U2 sui titoli di coda – Bono appare anche tra le personalità intervistate – a cinque anni dalla sua realizzazione Wilde Salomè è finalmente disponibile in sala anche per il pubblico italiano, grazie all’encomiabile attenzione per la qualità di Distribuzione Indipendente.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Al Pacino attore nel ruolo di Erode & regista dietro le quinte
  3. Un giovane Oscar Wilde / La divina diva Sarah Bernhardt / Wilde con il suo amato Bosie
  4. Erode sedotto da Salomè / Iokanaan il battista e le guardie di palazzo / Roxanne Hart è la regina Erodiade
  5. Al Pacino nell’ultima camera di Oscar Wilde / La luna vero e proprio personaggio del dramma / Salomè e l’attrazione per il Battista / Ciak sul set / Allestimento moderno di Salomè
  6. Jessica Chastain è Salomè per Al Pacino / Acquarello del simbolista Gustave Moreau, bozzetto per il suo dipinto ‘La visione’ (1876)
  7. Al Pacino nei panni di Oscar Wilde / Merlin Holland nipote & biografo dello scrittore / Gore Vidal / Tom Stoppard
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    (© 2011 Salomè Productions LLC / Chal Productions LLC / George Ann Mason)

In copertina:
Al Pacino, autore del film, nel ruolo del Tetrarca Erode (© 2011 Salomè Productions LLC / Chal Productions LLC / George Ann Mason)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Wilde Salomè
  • Regia: Al Pacino
  • Con: Jessica Chastain, Al Pacino, Kevin Anderson, Roxanne Hart, Estelle Parsons, Merlin Holland, Gore Vidal, Tom Stoppard, Tony Kushner, Bono, Geoffrey Owens, Joe Roseto, Rene Rivera, Steve Roman, Daryl Dismond, Jack Maxwell, Brian Delate, Bob Heller, Ralph Guzzo, Ed Setrakian, Jack Stehlin, Jill Alexander, Michael Aronov, Yukio Tsuji, Jack Huston, Richard Cox, Adam Godley, Lawrence Grobel, Barry Navidi, Robert Fox, Pasquale Buba, Osman Soykut, Corie Lee Loiselle, Mousa Kraish, Caia Coley, Anselm Clinard, Phillip Rhys, Matt Ferrucci, Brent Fidler, Poncho Hodges, Maury Rogow, Ary Kian, Jerry Freedman, Trevor Kimball, Serdar Bruhan Kalsin, Timothy Dvorak, Luke Toma, Rocky Abou-Sakher, Tony Scheina, Peter Sanusi, Peter Franzen, Yangzom Brauen, Helana Charbila, Marisela Gozalez, Serena Khan, Lucila Sola, Natalie Stone, Jill Elizabeth, Cinzia Roccaforte, Epiphany Alexander, Gisella Marengo, Rhonda Marie Alston, Jason Trevits, Charley Rossman
  • Sceneggiatura: Al Pacino sull’opera Salomè di Oscar Wilde
  • Fotografia: Benoît Delhomme
  • Musica: Jeff Beal
  • Montaggio: Roberto Silvi e David Leonard con Pasquale Buba e Stan Salfas
  • Scenografia: Cassandra Fuote, Nicole Ruby
  • Costumi: Shukkan Hue, Annie Prager
  • Produzione: Barry Navidi e Robert Fox con Joyce San Pedro in coproduzione con Enrica De Biasi e Pierluigi Navoni per Chal Productions, Barry Navidi Productions e Salomè Productions LLC in coproduzione con Buena Onda International in associazione con Stone Lock Pictures
  • Genere: Documentario
  • Origine: USA, 2011
  • Durata: 95’ minuti