Da febbraio è necessario passare almeno una giornata a Milano per chi desidera conoscere a fondo quel movimento che a fine ‘800 era diventato il modo di opporsi alle mode e alla cultura imperante: si tratta del Simbolismo.

Questo movimento artistico è nato in Francia prima nel campo della letteratura poi, seguendo in parte le teorie dei neo-impressionisti, si è espanso alle arti figurative: gli artisti hanno guardato soprattutto alla natura come ispiratrice dei soggetti da riprendere e trasferire nelle loro opere soprattutto per raggiungere e sottolineare un simbolismo dedicato a un pubblico sicuramente colto e capace di percepire e decifrare i contenuti complessi immessi nelle opere.

In poche parole i simbolisti vogliono arrivare a superare la pura visualità desiderando che nello spettatore si vivacizzi la capacità di percepire i collegamenti tra il mondo oggettivo e le pure sensazioni soggettive cercando così di recuperare la spiritualità di tutto ciò che esiste nella natura ma che l’occhio umano di solito non riesce a vedere.

E’ facile capire che gli artisti diventano simbolisti perché tentano di riuscire a fare scoprire i loro sentimenti più nascosti e segreti compiendo delle opere con sempre maggiori sottintesi non facili da vedere e interpretare per raccontare la complessità del loro “io”.
Nella mostra “Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Epoque alla Grande Guerra” aperta a Milano nel Palazzo Reale sino al 5 giugno sono esposti un centinaio di quadri alcuni dei quali veramente indimenticabili, una scultura e tantissime opere grafiche per consentire di conoscere a fondo e confrontare i simbolisti europei e quelli italiani alcuni dei quali sono sicuramente da rivalutare.

Questa esposizione, come succede spesso quando alcune opere un po’ mal conservate vengono riesumate per metterle in una mostra temporanea, è servita anche per restaurare e ripulire, un certo numero di dipinti come il polittico di Giulio Aristide Sartorio “Le Vergini Savie e Le Vergini Stolte”, oltre a molte cornici d’epoca.

I curatori Ferdinando Mazzocca e Claudia Zevi hanno deciso di creare ben 18 diverse sezioni tematiche suggerite da poesie di Beaudlaire presenti nella raccolta “I fiori del male” per raggiungere quella oniricità che aiuta a interpretare i simbolismi che vanno dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon (Bordeaux 1840 – Parigi 1916) al vitalismo di Ferdinand Hodler (Berna 1853 – Ginevra 1918), al colorismo dei Nabis (considerati i discepoli di Gauguin).

Per quanto riguarda gli italiani ci sono opere tra le altre del magico decoratore Galileo Chini (Firenze 1873 – Lido di Camaiore 1956), dell’interprete dell’amore Gaetano Previati (Ferrara 1852 – Lavagna 1920) oltre a quelle di artisti quasi dimenticati e da riscoprire come Luigi Bonazza, seguace di Klimt e alcuni scultori come il piemontese Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato 1859 – Torino 1933) dallo stile classicheggiante e intriso di forte personalità.

I pezzi esposti sono tutti tra i più importanti e rappresentativi degli artisti simbolisti come la straordinaria donna/ghepardo di Fernad Khnopff che allude molto bene al concetto che la donna è fonte di piacere selvaggio per portare poi dispiacere e morte.

Con il cervello pieno di tante notizie ricevute dagli scritti presenti in ogni sala, gli occhi sfavillanti per le belle opere viste e il cuore appagato e felice si può decidere o di proseguire con il simbolismo andando a vedere, sempre a Palazzo Reale, “Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau” il pittore ceco (Ivančice 1860 – Praga 1930) che ritrasse soprattutto donne e che consente di tuffarsi nel mondo prezioso ed elegante del Liberty con evidenti e raffinate ricerche psicologiche.

Oppure con una breve e simpatica passeggiata sino al Castello Visconteo si può andare a vedere la “Pietà Rondanini” la preziosa ed emozionante scultura incompiuta di Michelangelo che ora si trova, per gustarla meglio, al centro di una sala oppure gli altri musei e sono tanti che si trovano dentro il Castello.
Didascalie immagini
- Franz von Stuck, Lucifero, 1891, Olio su tela, 161 x 152 cm, Sofia, The National Gallery (© National Gallery, Sofia)
- Galileo Chini, La Primavera classica, 1914, Tempera, olio, inserti metallici, pastiglia su tela, due pannelli: 395 x 201 cm; 395 x 131 cm, Montecatini Terme, Fondazione del Credito Valdinievole, Accademia d’Arte (© Fondazione del Credito Valdinievole, Accademia d’ Arte)
- Leo Putz, Parsifal, 1900, Olio e tempera su tavola, 155 x 138 cm, Collezione Siegfried Unterberger (Courtesy Archivio Sigfried Unterberger)
- Gustave Moreau, Esiodo e la Musa, 1891, Olio su tavola, 59 x 34,5 cm, Parigi, Musée d’Orsay (© RMN / Hervé Lewandowski / RMN – Réunion des Musées Nationaux / distr. Alinari)
- Giulio Aristide Sartorio, Le Vergini savie e le Vergini stolte, 1890-1891, Olio su tavola, 188 x 205 cm, Roma, Galleria d’Arte Moderna (© De Agostini Picture Library / Getty Images – Courtesy Roma Capitale)
- Odilon Redon, “Il Polipo difforme ondeggiava sulle rive, sorta di ciclope sorridente e orrido”, dalla serie Les Origines, 1883, Litografia, 214 x 199 mm, Milano, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli (© Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli – Castello Sforzesco, Milano – © Comune di Milano)
- Galileo Chini, Paravento. Onde, damigelle di Numidia e scorfano, 1911-15, Olio su tavola, 200 x 270 cm, Collezione privata (Courtesy Galleria Gomiero, Milano-Padova)
- Leo Putz, Vanitas, 1896, Olio su tela, 220 x 115 cm, Collezione Siegfried Unterberger (Courtesy Archivio Sigfried Unterberger)
- Vittorio Zecchin Le principesse e i guerrieri (pannello del ciclo Le mille e una notte), 1914, Olio e stucco dorato su tela, 171 × 188 cm, Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro (© 2016. Archivio Fotografico – Fondazione Musei Civici di Venezia)
In copertina:
Galileo Chini, Paravento. Onde, damigelle di Numidia e scorfano, 1911-15, Olio su tavola, 200 x 270 cm, Collezione privata
[particolare]
(Courtesy Galleria Gomiero, Milano-Padova)
orari di apertura: lunedì 14,30 – 19,30 martedì – mercoledì – venerdì – Domenica 9,30 – 19,30 giovedì – sabato 9,30 – 22,30
Dove e quando
Evento: Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra
- Fino al: – 05 June, 2016
- Sito web