Da sempre il lavoro di Niccolò Fabi è contraddistinto da un doppio binario che scorre sommerso in tutta la sua produzione, i brani che in una carriera ormai ventennale ci ha regalato possono essere grossomodo divisi tra quelli nati da un’analisi intima legata agli eventi personali della sua biografia e quelli che rispondono a un’istanza etica di valori umani, ma anche politici nel senso più nobile di questa parola.
Esempio del primo gruppo ormai indissolubile dal mio vivere, anche la riflessione più personale affidata al pubblico diventa sentimento universale in cui riconoscersi, è il brano che dava il titolo all’ultimo album Ecco pubblicato nel 2012, la promessa espressa a quell’affetto così ingiustamente strappato alla vita: “Io certo non ti lascerò mai andare, di certo non ti lascerò sparire, ecco.”

Non sfugge a questa riflessione neppure il nuovo disco del cantautore romano Una somma di piccole cose pubblicato lo scorso 22 aprile, anche se nei nove brani inediti che contiene una vera divisione tra le due anime della sua poetica non è poi così nettamente tracciabile.
Dopo il successo collettivo de Il padrone della festa, progetto discografico e tour portati avanti coi sodali Daniele Silvestri e Max Gazzé, Niccolò Fabi ha sentito il bisogno di ritirarsi in solitudine in campagna per realizzare un disco spoglio ed essenziale, con chitarra, voce, pensieri intimi e pochi altri strumenti.
Una necessità espressiva ad alto rischio per un autore che non teme di mettersi in gioco, perché se da un lato l’isolamento consente di esprimersi eliminando ogni filtro e tirando fuori la propria verità, dall’altro nega riscontri sulla bontà del risultato esponendo alla possibilità di un’opera talmente intima da essere commercialmente improponibile.

Invece quello che ne è scaturito è un disco di rara intensità, personale e controcorrente rispetto a tutto ciò che solitamente propone il mercato discografico, potente nel contrasto tra sommessa intimità di una voce persino flebile a tratti e la forza di parole importanti, mai aggressive, nel denunciare questi tempi difficili: “…facciamo finta che tu sei diverso e che malgrado questo io non ti voglio ammazzare…”
Quello che soprattutto conquista, ma non stupisce chi da anni segue la parabola artistica di Niccolò Fabi, è l’alto valore poetico di testi capaci di racchiudere un universo in una parola soltanto.
In questo senso gli esempi sono molteplici e sublimi, come in Filosofia Agricola il passaggio che recita “ritorneremo liberi come quelli che non sanno” o ancor di più nel commovente Una mano sugli occhi – forse il brano più bello – col rimando cristologico a “un piatto di spine” per esprimere eloquentemente il dolore di chi ha dovuto sperimentare “com’è avvicinarsi al confine” o semplicemente desiderare “solo un giorno normale”.

Ironiche intuizioni, come i dittatori a cui piace scherzare perché lo stringere gli occhi dell’ilarità impedisca la visione delle loro azioni, si fondono a sfumature di disillusione – conclamata nel brano Non vale più: “la speranza reale di una sveglia collettiva oggi non vale più oggi non basta più” – senza pessimismo, ma con animo positivo aperto a un futuro che può essere a dispetto di tutto migliore.
Ha spazio tra le righe anche la sincerità di una confessione come “io scrivo d’amore ma poi mi nascondo” che sembra trovare conferma nel brano Le chiavi di casa, nella pudica tenerezza di semplici parole intrise di sentimento: “ti prenderò mano nella mano per non perdersi o restando indietro ad osservarti di nascosto”.
Chissà se è casuale o studiato il rimando all’omonimo film di Gianni Amelio sul tema della paternità?

Un’altra riflessione merita il bellissimo brano conclusivo Vince chi molla, che facendo un elogio della resa in una società votata alla competitività più esasperata suona quasi come un atto rivoluzionario.
Ascoltandone l’intimità scaturita dall’interpretazione di Niccolò Fabi, che dà quasi l’illusione di un dialogo a due sussurrato tra l’autore e ogni singolo ascoltatore, il testo sembra rimandare anche a quei momenti in cui davanti si ha solo un percorso obbligato senza vie d’uscita e ci vuole un’enorme dose di coraggio per lasciar cadere anche la paura suprema di abbandonarsi a quel Viaggio senza ritorno.
Forse però, soprattutto sul finale, è solo un invito a stati meditativi da cui far scaturire l’unica vera risposta alla frenesia della vita che ci consuma.
Un disco che è una gemma preziosa, da ascoltare e riascoltare per assaporarne ogni sfumatura.
Didascalie immagini
- Niccolò Fabi, Una somma di piccole cose (foto di Shirin Amini)
- Niccolò Fabi, Una somma di piccole cose,
copertina del cd - Niccolò Fabi, Una somma di piccole cose (foto di Shirin Amini)
- Un ritratto fotografico di Niccolò Fabi, versione mosaico
In copertina:
Niccolò Fabi, Una somma di piccole cose
[immagine interna al cd / foto di Shirin Amini rielaborata da Andrea Mancaniello]
Niccolò Fabi
Una somma di piccole cose
Tracce
1. Una somma di piccole cose
2. Ha perso la città
3. Facciamo finta
4. Filosofia agricola
5. Non vale più
6. Una mano sugli occhi
7. Le cose non si mettono bene
8. Le chiavi di casa
9. Vince chi molla
Scritto, suonato e registrato da Niccolò Fabi a Campagnatico di Roma tra Novembre 2015 e Febbraio 2016
Parole e musica di Niccolò Fabi
Edizioni: Ovest Srl
Tranne: “Le cose non si mettono bene” degli Hellosocrate
Parole e musica di Alessandro Dimito e Marcello Spina
Discografia
- Il giardiniere (1997): Il giardiniere / Capelli / Ostinatamente / Parlami sempre / Senza rabbia / Rosso / Sudore / Dica / La cosa che già c’è / Il vento / Vorrei essere come te / Lalala / Non ti amo più
- Niccolò Fabi (1998): Lasciarsi un giorno a Roma / Vento d’estate [con Max Gazzé] / Il sole è blu / Il male minore / Monologhi paralleli / Immobile [con Frankie hi-ngr mc] / Perché mi odi / Assenza di gioia / C’è qualcosa in te che io mi ero perso / Sangue del mio sangue
- Sereno ad ovest (2000): Qualcosa di meglio / Se fossi Marco / Acqua / Zerosei / Scherzo / La politica / Sembravi / Lunedì / 10 centimetri / Il mio stato
- La cura del tempo (2003): E’ non è / Il negozio di antiquariato / Mimosa / Offeso [con Fiorella Mannoia] / Nel centro / Ora e qui / Senza prudenza / Lentamente / Essere speciale / Quello che volevo / Risveglio
- Novo Mesto (2006): Novo Mesto (l’aria intorno) / Oriente / Mettere le ali / Costruire / Rapporti / Meraviglia / Evaporare / La bellezza / Dentro / So lonely [versione di un brano dei The Police]
- Dischi Volanti 1996-2006 (2006) – raccolta: Ostinatamente / Rosso / Capelli / Dica / Vento d’estate / Il male minore / Assenza di gioia / Lasciarsi un giorno a Roma / Sangue del mio sangue / Qualcosa di meglio / Se fossi Marco / Agua [versione spagnola con Jorge Drexler] / Il mio stato / E’ non è / Offeso / Nel centro / Mimosa / Il negozio di antiquariato / Ora e qui / Costruire / Oriente / Mettere le ali / Evaporare / La bellezza / I wish / Milioni di giorni [inedito]
- Solo un uomo (2009): Solo un uomo / Attesa e inaspettata / La promessa / Fuori e dentro / Aliante / Successo / Parti di me / La mia fortuna / Questo pianeta / Parole che fanno bene
- Ecco (2012): Una buona idea / Io / I cerchi di gesso / Indipendentemente / Elementare / Le cose che non abbiamo detto / Sedici modi di dire verde / Lontano da me / Verosimile / Indie / Ecco
- Il padrone della festa (2014) con Max Gazzé e Daniele Silvestri: Alzo le mani / Life is sweet / L’amore non esiste / Canzone di Anna / Arsenico / Spigolo tondo / Come mi pare / Giovanni sulla terra / Il Dio delle piccole cose / L’avversario / Zona Cesarini / Il padrone della festa
- Una somma di piccole cose (2016): Una somma di piccole cose / Ha perso la città / Facciamo finta / Filosofia agricola / Non vale più / Una mano sugli occhi / Le cose non si mettono bene / Le chiavi di casa / Vince chi molla