The dressmaker 11951, Dungatar, Australia. Sono già calate le ombre della notte quando dal pullman che collega il piccolo centro sperduto alla grande città scende l’elegante stilista Myrtle ‘Tilly’ Dunnage, di ritorno al paese natale dopo molti anni trascorsi tra le più grandi capitali europee dell’alta moda.
Tilly è tornata per ritrovare la madre abbandonata da tutti, Molly la pazza che vive isolata sulla collina, dopo esser stata cacciata venticinque anni prima in circostanze mai chiarite, trascinata in collegio a soli dieci anni perché colpevole dell’omicidio di un compagno di scuola: Stewart Pettyman figlio di un influente politico locale.
Meschini, malvagi e bugiardi, ognuno omissivo depositario di un frammento di verità, i paesani mostrano subito ostilità per il ritorno di quella figlia maledetta, la cui semplice presenza costringe tutti a un confronto col passato che si vorrebbe invece sepolto e dimenticato. Ognuno si è reso colpevole di qualche cattiva azione nella cacciata della piccola Myrtle, ma adesso nessuno può sfuggire al suo fascino cosmopolita.
Gli sguardi maschili sono irrimediabilmente attratti dalla seducente femminilità delle sue curve fasciate in abiti mozzafiato, le donne non potranno fare a meno d’implorare il suo talento nel confezionare vestiti raffinati, capaci di farle apparire come vorrebbero essere piuttosto che come sono davvero, consegnando così nelle mani della stilista l’arma sottile attraverso cui mettere in atto la sua anelata vendetta.
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Tratto dal romanzo omonimo di Rosalie Ham, The dressmaker – il diavolo è tornato ritrae con sarcastico humor nero la piccola comunità di un’immaginaria cittadina persa nel nulla tra le distese australiane del sud, lo stesso ambiente rurale in cui la scrittrice ha trascorso la sua infanzia, così remoto che finite le locali scuole primarie doveva affrontare ogni giorno cinque ore di pullman per andare alla St Margaret’s School di Melbourne.
La figura della protagonista del romanzo Tilly Dunnage è ispirata alla madre dell’autrice, un’abile sarta che negli anni ’50 per il solo fatto di essere divorziata si era attirato il malevolo clamore del paese in cui abitavano.
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L’australiana Jocelyn Moorhouse torna alla regia a diciotto anni dal suo film precedente, dopo aver firmato da produttore titoli come Le nozze di Muriel o Peter Pan diretti dal marito P. J. Hogan, con un’opera tutta al femminile, una commedia caustica e divertente che mette in primo piano donne vessate da maschi violenti e prevaricatori, pronte al riscatto anche tardivo del proprio destino, in cui il tema della vendetta è il motore principale della propulsione narrativa.
Ma anche un bisogno assolutorio di estinguere il proprio senso di colpa è l’altro tema portante, sottolineato dai molti rimandi al Macbeth di William Shakespeare.
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The dressmaker – il diavolo è tornato può contare sul ritratto psicologico profondo e complesso, a tratti commovente, di tutti i suoi personaggi per portare sullo schermo una storia in cui si alternano diversi toni narrativi solo in apparenza incompatibili.
Comico nell’esilarante sequenza in cui una madre tenta di mostrare al figlio la sposa prima della cerimonia nella speranza di far saltare le nozze, sottilmente erotico nella scena in cui Tilly è costretta suo malgrado a prendere le misure al corpo dell’atletico Teddy Mc Swiney – pretendente rifiutato a dispetto di un evidente reciproco interesse – o drammatico con venature horror per un delitto all’arma bianca improvviso e imprevisto.
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Kate Winslet, nel ruolo principale, è al solito garanzia di una straordinaria presenza scenica anche se a tratti il suo carisma divistico prende il sopravvento sul personaggio, mentre una ritrovata Judy Davis nel ruolo della madre Molly offre l’interpretazione maiuscola, straziante e ironicamente cinica, di una donna alla deriva che ha sepolto in un’alcolica amnesia le sue sofferenze.
Liam Hemsworth ha la prestanza fisica perfetta per dare corpo a fascino e purezza del personaggio di Teddy ma risulta troppo raffinato per incarnarne anche la rozzezza rurale. Hugo Weaving a vent’anni da Priscilla la regina del deserto, nel ruolo del sergente Farrat, ritrova un personaggio fanatico di lustrini ed è semplicemente una gioia godere la visione della sua gustosa performance.
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Dichiaratamente ispirato ai film di Sergio Leone per l’atmosfera western sottolineata anche dal tono epico della stupenda colonna sonora originale di David Hirschfelder, The dressmaker – il diavolo è tornato mischia l’amarezza del dramma alla dolcezza di una storia d’amore romantica, guarnita di spiazzante ironia per creare un’opera ricca e imprevedibile come la vita, che ha il coraggio di sterzate improvvise che rimettono tutto in gioco quando il racconto sembrava avviato verso una banale e prevedibile conclusione. Divertimento assoluto, da non perdere.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il pullman verso Dungatar / Kate Winslet incarna fragilità e glamour di Tilly Dunnage
  3. Judy Davis è Polly, madre alcolista di Tilly / La casa delle Dunnage sulla collina / Frammenti di un trauma
  4. Meschini, malevoli, pettegoli e opportunisti: gli abitanti di Dungatar
  5. Tilly prende le misure a Teddy Mc Swiney, suo l’atletico pretendente interpretato da Liam Hemsworth
  6. Hugo Weaving è il sergente Farrat / Anime fragili, fuori posto a Dungatar / La visione di Viale del tramonto
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    (© 2015 Film Art Media (The Dressmaker) Holdings Pty Ltd / White Hot Productions / Soundfirm / Film Victoria / Screen Australia )

In copertina:
Kate Winslet è la stilista Tilly Dunnage armata della sua inseparabile Singer (© 2015 Film Art Media (The Dressmaker) Holdings Pty Ltd / White Hot Productions / Soundfirm / Film Victoria / Screen Australia )

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: The dressmaker
  • Regia: Jocelyn Moorhouse
  • Con: Kate Winslet, Judy Davis, Liam Hemsworth, Hugo Weaving, Julia Blake, Shane Bourne, Kerry Fox, Rebecca Gibney, Caroline Goodall, Gyton Grantley, Tracy Harvey, Sacha Horler, Shane Jacobson, Genevieve Lemon, James Mackay, Hayley Magnus, Simon Maiden, Terry Norris, Barry Otto, Rory Potter, Sarah Snook, Alison Whyte, Darcey Wilson, Mark Leonard Winter, Amanda Woodhams, Stan Leman, Madeleine Hogan, Sage Barreda, Eric Beach, Caroline Lee, Gregory Quinn, Genevieve Picot, Margot Knight, Francesca Waters, Fletcher Humphrys, Lucy Moir, Grace Rosebirch, Olivia Sprague, Alex De Vos, Jason Buckley, Katia Nizic, Spike Hogan, Roy Barker, Judah Hobbs, Lanie Lane, Sandra Talty, Howard Cairns, Steve Grant, Malcolm Cole, Simon Farrow, Richard Anastasios, Mike Snow, Adrian Pickering, Charlotte Friels, Alex Yakimov, Harley Durst, Clint Dodd, Andrea Sertori, Cynthia Ziebell, Philli Anderson
  • Soggetto: Rosalie Ham dal suo romanzo omonimo
  • Sceneggiatura: Jocelyn Moorhouse & P. J. Hogan
  • Fotografia: Donald M. Mc Alpine
  • Musica: David Hirschfelder
  • Montaggio: Jill Bilcock
  • Scenografia: Roger Ford
  • Costumi: Marion Boyce e Margot Wilson per gli abiti di Tilly Dunnage
  • Produzione: Sue Maslin per Film Art Media in associazione con White Hot Productions, Screen Australia, Film Victoria e Soundfilm con Motion Picture Lighting, Embankment Film e Ingenious Senior Film Fund
  • Genere: Commedia
  • Origine: Australia, 2015
  • Durata: 118’ minuti