Zona d ombra 1Pittsburgh, Pennsylvania, USA, settembre 2002.
Il dottor Bennet Omalu è il neuropatologo della città. Arrivato dalla Nigeria, cattolico praticante, per lui ogni volta che deve effettuare un’autopsia si tratta di un’esperienza mistica, la cultura tribale da cui proviene e il profondo rispetto per l’anima di quelle povere spoglie lo inducono a parlare col defunto, chiedendogli aiuto per comprendere cosa è accaduto, quali sono state circostanze e cause della morte.
Un giorno giunge sul suo tavolo il corpo di Mike ‘Iron’ Webster, superstar del football americano, morto per arresto cardiaco a cinquant’anni dopo una decade di grossi problemi neurologici che l’hanno portato alla follia, senzatetto e con inclinazioni autolesioniste.
Fedele al suo mandato e spinto dalla curiosità che porta avanti ogni ricerca scientifica il dottor Omalu, a proprie spese perché le finanze statali non lo consentono, fa eseguire specifiche e accurate analisi sul cervello del grande giocatore fino a trovare tracce di una nuova patologia ancora senza nome, quella che lui battezzerà CTE – Encefalopatia Traumatica Cronica.
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Con straordinaria intelligenza e un’apertura mentale fuori del comune Bennet Omalu ha studiato altre specie viventi come il picchio, con una lingua che partendo dal becco si estende alle narici circondando tutto il cranio e fungendo da ammortizzatore quando colpisce un tronco, e arrivando a teorizzare sul fatto che l’uomo non è attrezzato per i contrasti violenti che il football americano implica.
Ogni colpo ricevuto alla testa provoca microtraumi invisibili a qualsiasi rilevamento diagnostico, l’unico modo di accertare la malattia è postumo sezionando il cervello, che nei giocatori professionisti ha portato in moltissimi casi alla pazzia, con stati confusionali e aggressività incontrollata terminati il più delle volte col suicidio.
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Esistono studi sulle conseguenze dei traumi nel pugilato fin dagli anni ’50 ma nel football americano no, a lungo si è dolosamente preferito pensare ai disturbi neurologici degli ex campioni come a un insorgere precoce dell’Alzheimer o alla conseguenza di stili di vita alimentare critici, così quando i risultati dei suoi studi vennero pubblicati il neuropatologo si attirò addosso le ostilità della potente National Football League.
Bersaglio di intimidazioni e minacce, il dottor Omalu e sua moglie Prema Mutiso hanno pagato un prezzo emotivo molto alto sull’altare della verità, che li ha costretti infine a lasciare la Pennsylvania.
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Il regista Peter Landesman, con un passato di giornalista investigativo, partendo da un articolo di Jeanne Marie Laskas – che per la prima volta non dipingeva Omalu come un terrorista straniero che attentava allo stile di vita americano – ha scritto e diretto il film Zona d’ombra – una scomoda verità per raccontare la battaglia durata dieci anni per il riconoscimento di una dignità scientifica inconfutabile per gli studi del neuropatologo nigeriano, diventato successivamente cittadino degli Stati Uniti.
Il film racconta anche la disillusione dal sogno americano quando il protagonista, che dalla Nigeria immaginava gli Stati Uniti come la terra delle opportunità benedetta da Dio, è costretto a prendere atto della prevaricazione di forze potenti senza scrupoli nel voler negare una verità che nuoce al profitto.
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Will Smith con un’interpretazione arricchita da un perfetto accento nigeriano torna al livello delle sue prove migliori, come quella indimenticabile in Alì di Michael Mann, incarnando purezza e dignità di un uomo fuori del comune, determinato nel resistere contro ogni subdola delegittimazione per affermare una semplice evidenza scientifica.
Nel cast Alec Baldwin è l’ex medico di squadra dei Pittsburgh Steelers importante alleato di Omalu, Albert Brooks nel ruolo di Cyril Wecht, medico legale che ha dato prestigiose consulenze su casi come quello di John Fitzgerald Kennedy o Elvis Presley, è il superiore di Bennet Omalu a Pittsburgh colpito da denuncia dell’FBI per ottantaquattro inesistenti crimini federali, mirati a screditare la scoperta della CTE.
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Il vero dottor Omalu è stato consulente scientifico per la realizzazione del film che segna una nuova tappa nella sua battaglia, perché il problema dei microtraumi cerebrali che la pratica del football americano può causare devono essere tra i rischi conosciuti di chi, nelle piccole squadre giovanili, porta i propri figli alla pratica agonistica di uno sport che negli States ha lo stesso rilievo del campionato di calcio in Italia.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Will Smith è il dottor Bennet Omalu
  3. I traumi nascosti di uno sport violento
  4. Gugu Mbatha-Raw è Prema, moglie del dottor Omalu / A colloquio sul tavolo operatorio con una delle sue ‘anime’
  5. Il lungo viaggio per l’affermazione della verità, dal buio alla luce, tra alleanze e ostruzionismi
  6. Alec Baldwin è il dottor Julian Bailes / Albert Brooks è il dottor Cyril Wecht / Il vero dottor Bennet Omalu sul set tra Will Smith e il regista Peter Landesman
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    (© 2015 Columbia Pictures Industries Inc. / LSC Film Corporation)

In copertina:
Will Smith è il dottor Bennet Omalu
[particolare della locandina originale]
(© 2015 Columbia Pictures Industries Inc. / LSC Film Corporation)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Concussion
  • Regia: Peter Landesman
  • Con: Will Smith, Alec Baldwin, Gugu Mbatha-Raw, Arliss Howard, Paul Reiser, Luke Wilson, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Mike O’Malley, David Morse, Albert Brooks, L. Scott Caldwell, Hill Harper, Richard T. Jones, Eddie Marsan, Stephen Moyer, Bitsie Tulloch, Matthew Willig, Dan Ziskie, Sara Lindsay, Brittani Johnson, Jason Davis, Alison Moir, Eme Ikwuakor, Joni Bovill, Randy Kovitz, Robert Mc Kay, Rocky Paterra
  • Sceneggiatura: Peter Landesman basata sull’articolo “Game Brain” scritto da Jeanne Marie Laskas
  • Fotografia: Salvatore Totino
  • Musica: James Newton Howard
  • Montaggio: William Goldenberg
  • Scenografia: David Crank
  • Costumi: Dayna Pink
  • Produzione: Ridley Scott, Giannina Scott, David Wolthoff, Larry Shuman e Elizabeth Cantillon con Amal Baggar per Scott Free, The Shuman Company, Cara Films e The Cantillon Company
  • Genere: Drammatico
  • Origine: USA, 2015
  • Durata: 123’ minuti