Scusate faccio commedie, non sono abituato a vincere premi!” prende tempo un emozionato Paolo Genovese – evocando l’eterno pregiudizio che ovunque penalizza il genere ritenuto più leggero – nel non trovare le parole di ringraziamento per un premio tanto meritato quanto imprevisto, la conquista del David di Donatello al miglior film assegnato al suo Perfetti sconosciuti.
Una film amaro e divertente nella miglior tradizione del nostro cinema, nato dalla brillante intuizione di costruire l’incontro/scontro tra sette personaggi materializzando l’incubo moderno di una vita parallela, l’esistenza virtuale e segreta che più o meno tutti nascondono nel proprio inseparabile apparecchio elettronico portatile. Non più semplice cellulare, ma vera e propria scatola nera delle nostre esistenze.
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Il premio più importante a una commedia di successo non è l’unica novità di questa 60ª edizione del premio David di Donatello. Finalmente anche la serata di premiazione è stata uno spettacolo di classe, ricalcando a volte anche pedissequamente il copione degli Oscar, l’edizione 2016 ha detto addio all’imbarazzante dilettantismo condito di triviali battute a doppio senso che ha contraddistinto le passate edizioni.
Finalmente un po’ di stile anche per il premio più importante del cinema italiano, che nella diretta tv ha omesso l’assegnazione dei David al film straniero e a quello dell’Unione Europea, comunque annunciati nelle candidature e solitamente ritirati dai distributori italiani, a sottolineare forse lo scarso prestigio che dall’estero i candidati irrimediabilmente assenti attribuiscono al premio.
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Un fantasy come Il racconto dei racconti che Matteo Garrone ha tratto dalle novelle di Giambattista Basile, vera e propria scommessa per gli standard italiani, ha fatto man bassa di riconoscimenti tecnici portando a casa sette statuette tra cui quella del miglior regista.
Con altrettanti premi conquistati il vero trionfatore della serata è però Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, originale opera prima arrivata a muovere le acque immobili di un cinema nostrano troppo spesso piatto e ripetitivo, che anche quando ha qualcosa da dire finisce col renderlo banale in una forma di linguaggio cinematografico non all’altezza.
Tra i candidati di quest’anno Io e lei o La felicità è un sistema complesso incarnano perfettamente il prototipo di film interessante nel contenuto ma deludente, a tratti persino irritante, nella confezione infarcita senza senso da troppe anonime canzoni, rigorosamente in inglese, quasi a confessare l’insicurezza degli autori che per creare emozioni delegano tutto a un’infelice colonna sonora.
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Lo chiamavano Jeeg Robot conquista tutti e quattro i premi agli attori con Claudio Santamaria e Luca Marinelli conferme di un talento già affermato, affiancati alle scoperte di Antonia Truppo e dell’esordiente assoluta Ilenia Pastorelli, indimenticabile nel dare tenera fragilità al suo personaggio, che ha trionfato a sorpresa come attrice protagonista su altre sei colleghe ben più titolate di lei.
Il film di Gabriele Mainetti frutto di un percorso produttivo difficile, rifiutato da più parti per la sua originalità, mischia insieme borgate romane e supereroi con la musica leggera italiana e i cartoon giapponesi, e col suo successo regala la speranza che per il futuro i produttori sappiano rischiare di più su progetti meno omologati.
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Delusione per un maggior riconoscimento al valore di un film amaro e bellissimo come Non essere cattivo, opera postuma di Claudio Caligari che, partito con sedici candidature al pari di Lo chiamavano Jeeg Robot, si è dovuto accontentare soltanto del David di Donatello al miglior fonico di presa diretta.
Le briciole rimaste, visto la schiacciante supremazia dei film di Garrone e Mainetti: due statuette a Youth – la giovinezza di Paolo Sorrentino per canzone e colonna sonora, una al miglior documentario S is for Stanley [trent’anni dietro al volante per Stanley Kubrick] di Alex Infascelli sul rapporto tra il grande cineasta e il suo autista personale, l’italiano Emilio D’Alessandro, e il David Giovani assegnato da seimila studenti delle scuole di tutta la Penisola a La corrispondenza di Giuseppe Tornatore.
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Momenti importanti della serata il ricordo di Ettore Scola, autore di tanti meravigliosi capolavori ormai parte del patrimonio collettivo, e il ringraziamento ancora di Paolo Genovese per la miglior sceneggiatura di Perfetti sconosciuti che nel ribadire il tema del suo film – omissioni e menzogne quotidiane – ha dedicato la vittoria alla verità sulla vicenda di Giulio Regeni, un diritto da rivendicare con forza per l’intera umanità.
La serata, divertente e molto riuscita anche per la simpatia del presentatore Alessandro Cattelan, si è chiusa con frammenti del miglior cinema italiano accompagnati alla voce di Franco Battiato con la versione dal vivo de La cura: vera e propria dichiarazione d’intenti che fa ben sperare per il rilancio del cinema italiano che dalla promozione di eventi come il premio David di Donatello deve iniziare.
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A seguire elenco completo di vincitori e candidati al David di Donatello per la stagione 2015/2016:

Miglior film: Perfetti sconosciuti (prodotto da Medusa Film)
Fuocoammare (21uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecittà, Rai Cinema, Les Films d’Ici con Arte France Cinéma)
Il racconto dei racconti (Archimede, Rai Cinema)
Non essere cattivo (Kimera Film con Rai Cinema e Taodue Film)
Youth – La giovinezza (Indigo Film)

Miglior Regista: Matteo Garrone per Il racconto dei racconti
Gianfranco Rosi per Fuocoammare
Claudio Caligari per Non essere cattivo
Paolo Genovese per Perfetti sconosciuti
Paolo Sorrentino per Youth – La giovinezza

Miglior Regista esordiente: Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot
Carlo Lavagna per Arianna
Adriano Valerio per Banat – Il viaggio
Piero Messina per L’attesa
Fabio Bonifacci e Francesco Micciché per Loro chi?
Alberto Caviglia per Pecore in erba 
David donatello 2016 07
Miglior Sceneggiatura: Perfetti Sconosciuti (F.Bologna, P.Costella, P.Genovese, P.Mammini, R.Ravello)
Il racconto dei racconti (E.Albinati, U.Chiti, M.Garrone, M.Gaudioso)
Lo chiamavano Jeeg Robot (N.Guaglianone, Menotti)
Non essere cattivo (C.Caligari, G.Meacci, F.Serafini)
Youth – La giovinezza (Paolo Sorrentino)

Miglior produttore: Gabriele Mainetti (Goon Films) per Lo chiamavano Jeeg Robot
Fuocoammare (21uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecittà, Rai Cinema, Les Films d’Ici con Arte France Cinéma)
Il racconto dei racconti (Archimede, Rai Cinema)
Non essere cattivo (Paolo Bogna, Simone Isola e Valerio Mastrandrea per Kimera Film, con Rai Cinema e Taodue Film, produttore associato Pietro Valsecchi, in collaborazione con Leone Film Group
Youth – La giovinezza (Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori per Indigo Film)

Miglior Attrice protagonista: Ilenia Pastorelli per Lo chiamavano Jeeg Robot
Àstrid Bergès-Frisbey per Alaska
Paola Cortellesi per Gli ultimi saranno ultimi
Sabrina Ferilli per Io e lei
Juliette Binoche per L’attesa
Valeria Golino per Per amor vostro
Anna Foglietta per Perfetti sconosciuti  
David donatello 2016 08
Miglior Attore protagonista: Claudio Santamaria per Lo chiamavano Jeeg Robot
Alessandro Borghi per Non essere cattivo
Luca Marinelli per Non essere cattivo
Marco Giallini per Perfetti sconosciuti
Valerio Mastrandrea per Perfetti sconosciuti

Miglior Attrice non protagonista: Antonia Truppo per Lo chiamavano Jeeg Robot
Piera Degli Esposti per Assolo
Elisabetta De Vito per Non essere cattivo
Sonia Bergamasco per Quo vado?
Claudia Cardinale per Ultima fermata

Miglior Attore non protagonista: Luca Marinelli per Lo chiamavano Jeeg Robot
Valerio Binasco per Alaska
Fabrizio Bentivoglio per Gli ultimi saranno ultimi
Giuseppe Battiston per La felicità è un sistema complesso
Alessandro Borghi per Suburra 
David donatello 2016 09
Miglior Autore della Fotografia: Peter Suschitzky per Il racconto dei racconti
Michele D’Attanasio per Lo chiamavano Jeeg Robot
Maurizio Calvesi per Non essere cattivo
Paolo Carnera per Suburra
Luca Bigazzi per Youth – La giovinezza

Miglior Musicista: David Lang per Youth – La giovinezza
Alexandre Desplat per Il racconto dei racconti
Ennio Morricone per La corrispondenza
Michele Braga e Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot
Paolo Vivaldi con la collaborazione di Alessandro Sartini per Non essere cattivo

Miglior Canzone Originale: Simple Song #3 [musica e testi di David Lang] per Youth – La giovinezza
Torta di noi [musica e testi di Niccolò Contessa] per La felicità è un sistema complesso
A cuor leggero [musica e testi di Riccardo Sinigallia] per Non essere cattivo
Perfetti sconosciuti [musica di Bungaro e Cesare Chiodo, testi Fiorella Mannoia] per Perfetti sconosciuti
La prima Repubblica [musica e testi di Luca Medici alias Checco Zalone] per Quo vado?            
David donatello 2016 10
Miglior Scenografo: Dimitri Capuani e Alessia Anfuso per Il racconto dei racconti
Maurizio Sabatini per La corrispondenza
Massimiliano Sturiale per Lo chiamavano Jeeg Robot
Giada Calabria per Non essere cattivo
Paki Meduri per Suburra [e per Alaska se non fosse proibita doppia candidatura nella stessa categoria]
Ludovica Ferrario per Youth – La giovinezza

Miglior Costumista: Massimo Cantini Parrini per Il racconto dei racconti
Gemma Mascagni per La corrispondenza
Mary Montalto per Lo chiamavano Jeeg Robot
Chiara Ferrantini per Non essere cattivo
Carlo Poggioli per Youth – La giovinezza

Miglior Truccatore: G.Tamagnini, V.Casotto, L.D’Andrea, L.Cruciano per Il racconto dei racconti
Enrico Iacoponi per La corrispondenza
Giulio Pezza per Lo chiamavano Jeeg Robot
Lidia Minì per Non essere cattivo
Maurizio Silvi per Youth – La giovinezza  
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Miglior Acconciatore: Francesco Pegoretti per Il racconto dei racconti
Elena Gregorini per La corrispondenza
Angelo Vannella per Lo chiamavano Jeeg Robot
Sharim Sabatini per Non essere cattivo
Aldo Signoretti per Youth – La giovinezza

Miglior Montatore: Andrea Maguolo [collaborazione di F.Conforti] per Lo chiamavano Jeeg Robot
Jacopo Quadri per Fuocoammare
Consuelo Catucci per Perfetti sconosciuti
Patrizio Marone per Suburra
Cristiano Travaglioli per Youth – La giovinezza

Miglior Fonico di presa diretta: Angelo Bonanni per Non essere cattivo
Maricetta Lombardo per Il racconto dei racconti
Valentino Giannì per Lo chiamavano Jeeg Robot
Umberto Montesanti per Perfetti sconosciuti
Emanuele Cecere per Youth – La giovinezza
David donatello 2016 12
Migliori Effetti Digitali: Makinarium per Il racconto dei racconti
EDI – Effetti Digitali Italiani per Game Therapy
Chromatica per Lo chiamavano Jeeg Robot
Visualogie per Suburra
Peerless per Youth – La giovinezza

Miglior Documentario Lungometraggio: S is for Stanley di Alex Infascelli
Harry’s bar di Carlotta Cerquetti
I bambini sanno di Walter Veltroni
Louisiana (The Other Side) di Roberto Minervini
Revelstoke – un bacio nel vento di Nicola Moruzzi

Miglior Film dell’Unione Europea: Il figlio di Saul (Ungheria) di Laszlo Nemes
45 anni (Gran Bretagna) di Andrew Haigh
Dio esiste e vive a Bruxelles (Belgio) di Jaco Van Dormael
Perfect day (Spagna) di Fernando Leon de Aragona
The danish girl (Gran Bretagna) di Tom Hooper        
David donatello 2016 13
Miglior Film Straniero: Il ponte delle spie (USA) di Steven Spielberg
Carol (USA) di Todd Haynes
Il caso Spotlight (USA) di Tom McCarthy
Inside Out (USA) di Pete Docter & Ronnie Del Carmen
Remember (Canada) di Atom Egoyan

Miglior Cortometraggio: Bellissima di Alessandro Capitani
A metà luce di Anna Gigante
Dove l’acqua con altra acqua si confonde di Gianluca Mangiasciutti e Massimo Loi
La ballata dei senzatetto di Monica Manganelli
Per Anna di Andrea Zuliani

David Giovani: La corrispondenza di Giuseppe Tornatore
Alaska di Claudio Cupellini
Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno
Non essere cattivo di Claudio Caligari
Quo vado? di Gennaro Nunziante

Didascalie immagini

  1. Paolo Genovese col David al Miglior Film per la sua commedia Perfetti sconosciuti
  2. Matteo Garrone Miglior Regista per Il racconto dei racconti / Sul set pugliese di Castel del Monte
  3. Gabriele Mainetti candidato come regista esordiente, produttore e compositore ha vinto due statuette su tre
  4. I quattro David di Donatello agli attori di Lo chiamavano Jeeg Robot / Ilenia Pastorelli e Claudio Santamaria in una scena del film
  5. Alessandro Borghi vera rivelazione della stagione con due candidature andate a vuoto in Non essere cattivo di Claudio Caligari e Suburra di Stefano Sollima
  6. Stanley Kubrick e il suo autista personale Emilio D’Alessandro / Locandina di S is for Stanley / Il regista Alex Infascelli durante la lavorazione
  7. I candidati al David di Donatello 2016 per il Miglior Film
  8. I sette protagonisti di Perfetti sconosciuti nel film e sul palco della vittoria al Miglior Film 2016
  9. Luca Marinelli straordinario attore non protagonista in Lo chiamavano Jeeg Robot
  10. Ilenia Pastorelli esordiente e subito incoronata Miglior Attrice per Lo chiamavano Jeeg Robot
  11. Lo chiamavano Jeeg Robot: Gabriele Mainetti miglior produttore alla prima esperienza / Antonia Truppo miglior attrice non protagonista alla prima candidatura / Claudio Santamaria delinquente dai superpoteri
  12. Peter Suschitzky Miglior Autore della Fotografia per Il racconto dei racconti di Matteo Garrone
  13. Il presentatore Alessandro Cattelan / Youth – la giovinezza di Paolo Sorrentino / Locandina del David Giovani La corrispondenza di Giuseppe Tornatore

In copertina:
Lo chiamavano Jeeg Robot, particolare della locandina con David di Donatello
[elaborazione grafica Andrea Mancaniello]