Non ho mai fatto mistero nel ritenere una follia far viaggiare inutilmente troppe opere, a volte fragili, lasciando i musei di appartenenza per mostre spesso inutili. Non è certamente il caso della Madonna della Misericordia di Piero della Francescaattualmente in prestito a Forlì di cui è immagine guida dell’imperdibile Piero della Francesca indagine su un mito. Un plauso quindi agli Amministratori del Comune di Sansepolcro, in particolare all’assessore alla cultura Chiara Andreini, per aver avuto il coraggio, e la lungimiranza, di rinunciare per quasi cinque mesi al capolavoro di PIero, ma con il risultato che adesso, nell’anno del Gibileo Straordinario, è divenuta universamente nota proprio come icona della Misericordia.
Piero della Francesca, Madonna della Misericordia, 1445-1462, olio su tavola. Museo Civico, Sansepolcro
Inoltre, al termine della mostra forlivese arriverà nello splendido borgo della Valtiberina, un’opera giovanile di PIero – databile 1435 circa – la Madonna con Bambino della Collezione Alana di Newark nel Delaware, per essere temporaneamente esposta accanto al Polittico della Misericordia nella definitiva ricostruzione. 
Però, chi si reca già adesso a Sansepolcro, trova una piacevole sorpresa all’interno del Museo Civico – proprio nella sala dove è in corso il restauro a vista della Resurrezione ultimata intorno al 1460 – con la mostra “Indagini sulla Resurrezione” che propone un confronto iconografico sul tema profondamente legato all’identità stessa di Sansepolcro e magistralmente interpretato da Piero.
Il capolavoro, “iconograficamente obbligato e nei suoi particolari non innovatore”” così definito nel 1971 da Eugenio Battisti (tra i maggiori studiosi di Piero della Francesca) dove “l’obbigo” che lo stringerebbe all’interno di confortanti certezze rappresentative è tutt’altro che scontato.
Piero della Francesca - Resurrezione 1460 ca. Museo Civico di Sansepolcro
Se sembra dimostrato che il Sepolcro di Cristo rappresentasse già prima del Quindicesimo Secolo l’emblema eponimo della cittadina, e nonostante gli evidenti riferimenti al precedente costituito dal Polittico di Niccolò di Segna, la Risurrezione di Piero costituisce un’opera in qualche misura eccentrica rispetto a qualunque tradizione precedente. Louis Réau, già nel 1957, elencava le diverse posture assunte dal Risorto in altrettante varianti iconografiche: in sepulchro (in piedi, all’interno); con un piede sul bordo; in atto di scavalcare il bordo; extra sepulchrum (in piedi, davanti al sepolcro); supra sepulchrum (in piedi sul coperchio). Altri fattori, quali il paesaggio, o il ruolo delle guardie ai piedi del sepolcro, caratterizzano rappresentazioni con le quali la Resurrezione di Piero presenta indubbie assonanze, senza mai, peraltro, giungere a un’adesione totale nei temi e nei motivi. 
Il visitatore ha la possibilità, di approfondire e ingrandire ogni centimetro dell’opera attraverso un touch screen digitale con un software di nuovissima generazione che ne descrive lo stato di conservazione, la tecnica usata e le giornate impiegate per realizzarla con i dettagli dell’intervento. Sfogliarlo è semplicissimo, anche la parte con le immagini ad alta definizione e particolari inediti ancora in fase di studio.
Un particolare del restauro in corso della 'Resurrezione' di Piero della Francesca
La mostra curata da Paola Refice presenta, attraverso tre capolavori, le soluzioni iconografiche adottate tra Trecento e Cinquecento, così da aiutare a comprendere la la portata dell’’originalità di Piero e agevolare lettura.
Un dialogo-confronto attraverso con l’affresco staccato di Pietro Lorenzetti (1280/85-1348) del Cristo Risorto proveniente dal Museo Diocesano di Siena, la Resurrezione di Giorgio Vasari (1511-1574), dipinto su tavola proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Siena, e il Polittico della Resurrezione di Marcantonio Aquili (1505-1521), dipinto su tavola proveniente dal museo civico di Rieti.
Pietro Lorenzetti, 1280/85-1348 Cristo Risorto affresco staccato, Siena, Museo Diocesano (da San Francesco)
La differenza principale fra le opere è immediata – spiega la Curatrice – ed è individuabile nel sepolcro. La Resurrezione è quasi sempre caratterizzata dal coperchio aperto o quasi aperto a dimostrare che il Cristo ne è uscito. L’unico che non si attarda a scoprirlo è Piero: il contenuto teologico dell’opera è immenso, anche se il significato civico ha il sopravvento. La Resurrezione di Piero della Francesca è infatti al contempo l’opera più civile di tutto il Rinascimento europeo.”
Giorgio Vasari (1511-1574) Resurrezione dipinto su tavola, Siena, Pinacoteca Nazionale (dalla coll. Bellanti, poi Ospedale di Santa Maria della Scala)
Per una visita esaustiva, suggerisco la pubblicazione che accompagna la mostra, il numero monografico della rivista “1492” edita dalla Fondazione Piero della Francesca i cui studi ci auguriamo di trovare presto fruibili nel sito. Il professor Carlo Bertelli, che ne curato la prefazione, sottolinea come “Questa mostra a Sansepolcro tocca un punto cruciale della cultura e della fede Cristiana a pochi passi dal Museo, presso la Chiesa di San Rocco, c’è la Resurrezione di Raffaellino del Colle e nella cattedrale il Polittico di Niccolò di Segna.
Marcantonio aquili polittico della resurrezione
Sono testimonianze artistiche, teologiche ed intellettuali di altissima importanza della religione cristiana nell’anno della Misericordia. Agli artisti è concessa ampia libertà di interpretazione della Resurrezione, perché il Vangelo non spiega come questa sia avvenuta. La tomba del Cristo di Lorenzetti è scavata nella roccia e il Risorto è quasi esitante; nel trittico di Aquili c’è un’idea di festa e un’aria primaverile e ancora il Vasari dà conto di un evento con riferimenti al grande lusso mediceo, con un sarcofago scavato. Piero è l’unico che riesce a conciliare perfettamente le due nature di Cristo, quella divina e quella di uomo, il che ci svela quanto profonda fosse la mente dell’artista biturgense
”.

Didascalie immagini

  1. Piero della Francesca, Madonna della Misericordia, 1445-1462, olio su tavola. Museo Civico, Sansepolcro
  2. Piero della Francesca – Resurrezione 1460 ca. Museo Civico di Sansepolcro
    (prima dell’intervento di restauro in corso)
  3. Un particolare del restauro in corso della ‘Resurrezione’ di Piero della Francesca
  4. Pietro Lorenzetti, 1280/85-1348 Cristo Risorto affresco staccato, Siena, Museo Diocesano (da San Francesco)
  5. Giorgio Vasari (1511-1574) Resurrezione dipinto su tavola, Siena, Pinacoteca Nazionale (dalla coll. Bellanti, poi Ospedale di Santa Maria della Scala)
  6. Marcantonio Aquili (doc. 1505-1521) Polittico della Resurrezione dipinto su tavola Rieti, Museo Civico (dall’Oratorio di S. Pietro Martire presso S. Domenico)

In copertina:
Un particolare di: Piero della Francesca – Resurrezione 1460 ca. Museo Civico di Sansepolcro
(prima dell’intervento di restauro in corso)

Orario:
tutti i giorni 10-13 e 14.30-18
dal 15 giugno 10-13.30 e 14.30-19

 

Dove e quando

  • Fino al: – 17 July, 2016