Sabato 9 aprile gli irriducibili melomani europei erano al Théâtre des Champs Elysées per il grande evento della stagione, il debutto di Juan Diego Flórez, fra i tenori più acclamati, nel ruolo di Werther – in forma di concerto – e sembrava proprio ci fossimo dati appuntamento a Parigi. Esaurito in ogni ordine di posto, erano molti anni che non vedevo, fuori da un teatro, così tante persone che agitavano cartelli in cerca di un introvabile biglietto.
Nessuno voleva perdere quell’amore impossibile per Charlotte nel dramma lirico in quattro atti composto da Jules Émile Frédéric Massenet Saint-Étienne, 12 maggio 1842 – Parigi, 13 agosto 1912) nel 1857 su libretto di Edouard Blau, Paul Milliet e Georges Hartmann e tratto dal romanzo epistolare di Johann Wolfgang Goethe I dolori del giovane Werther. Nel 1774, quando Goethe pubblicò la pietra miliare del movimento letterario Sturm und Drang ottenne un successo così vasto, addirittura da arrivare alla “Werther mania” nei giovani che, imitando gli eroi romantici, erano disposti a tutto per amore, anche al suicidio. Più di un secolo dopo, al culmine del romanticismo francese, Massenet ne trasse ispirazione utilizzandola per quella che sarebbe diventata la sua opera maggiore (andata in scena per la prima volta, con libretto tradotto in tedesco da Max Kalbeck, il 16 febbraio 1892 al Wiener Staatsoper ed esattamente undici mesi dopo debutterà in Francia, il 16 gennaio 1893, al Théâtre national de l’Opéra-Comique della Ville Lumière).
Wherther, probabilmente composto da Massenet per seguire una necessità personale e non soddisfare ancora critica e pubblico, è certamente una partitura poco convenzionale e ci volle tanto coraggio nel mettere in musica il personaggio di Goethe. Lo fece cercando un linguaggio sonoro diverso con sfumature della lingua parlata. Forse, non avendo letto Die Leiden des jungen Werther in lingua originale, ma solo una traduzione in francese, l’impatto sia stato involontariamente addolcito così da non rendere nell’opera la cruda disperazione espressa da Goethe. Spesso criticato, dopo anni di relativo oblio, le produzioni recenti hanno restituito tutta la potenza al Werther di Massenet che cerca nella morte la soluzione al suo amore impossibile e agli eccellenti duetti con Charlotte, combattuti tra il desiderio di felicità e il rispetto delle intransigenti convenzioni sociali e familiari che la giovane donna non può trascendere. Il musicista, sfruttando tutte le risorse della grande orchestra sinfonica, ha creato un’atmosfera intima e pervasiva dove pianissimo e decrescendo in alcuni passaggi fermano il battito del cuore.

Tornando al 9 aprile, se molti francesi hanno decretato «le concert a failli être mémorable, n’eût été le manque de français dans certaines bouches…» criticando fortemente la pronuncia di Joyce Di Donato, personalmente ritengo che abbia catato benissimo e la sua voce è indiscutibile.
Juan Diego Flórez – che rivedremo ancora in Werther il prossimo dicembre al Teatro Comunale di Bologna – ha “fatto venire giù” il teatro per gli applausi dopo l’aria «Pourquoi me réveiller, ô souffle du printemps…» cantando sempre con virtuosismo, ma anche colore, fraseggio, agilità e potenza.

Valentina Nafornita ha superato brillantemente ogni insidia di Sophie, mentre John Chest ha cantato con autorità e tono fermo facendo trasparire tutta la gelosia di Albert. Molto bene anche il Johan di Nicolas Rivenq.
L’orchestra National de France, magistralmente diretta da Jacques Lacombe, è riuscita a comunicare tutte le atmosfere volute da Massenet e, nel contempo, ha espresso solisti di talento.

Come un personaggio simbolico, il Coro di voci bianche ha interpretato eccellentemente le arie che aprono e chiudono l’opera.
Alla fine standing ovation per tutti, augurandoci di riascoltare un cast così.
Chapeau!
Didascalie immagini
- Locandina disegnata da Eugène Grasset per la prima rappresentazione in Francia (Parigi, 16 gennaio 1893) (fonte)
- Joyce Di Donato ringrazia il pubblico a braccia aperte (© 2016 Stefano Sartini)
- Juan Diego Flórez ringrazia il pubblico (© 2016 Stefano Sartini)
- Jacques Lacombe, che ha diretto la Orchestre National de France, ringrazia il pubblico (© 2016 Stefano Sartini)
In copertina:
uan Diego Flórez entra sul palco per ringraziare il pubblico (© 2016 Stefano Sartini)
Werther
dramma lirico on quattro atti di Jules Massenet
Direttore Jacques Lacombe
Juan Diego Flórez – Werther
Joyce Di Donato – Charlotte
John Chest – Albert
Luc Bertin-Hugault – Le Bailly
Valentina Nafornita – Sophie
Nicolas Rivenq – Johan
Marc Larcher – Schmidt
Orchestre National de France
Maîtrise de Radio France
Théâtre des Champs Elysées
9 aprile 2016