Cari Amici.
La tragedia di Bruxelles, la notizia di numerose infiltrazioni fra il personale stabile dell’aeroporto di Zaventem, sembrano evidenziare un malfunzionamento nella gestione di informazioni tra il sistema giudiziario, la polizia e i servizi di intelligence, tanto che il governo ha deciso di ampliare le misure antiterrorismo. Se è inconfutabile come da sempre fimminghi e valloni siano “separati in casa” e manchi il dialogo primario, figuriamoci lo scambio di notizie, di certo non si può ritenere che tali carenze rendano, il democratico Belgio, il solo luogo dove le cellule terroristiche possano muoversi con agilità. Nessuno stato può stare tranquillo perchè l’obiettivo è colpire lo stile di vita europeo, la Nostra libertà intellettuale.
Crediamo fortemente di doverci difendere non avendo paura e continuando a vivere senza modificare le abitudini, o, peggio ancora chiudersi in casa, magari auguarndoci che le istituzioni facciano sempre e soltanto gli interessi della collettività e non i propri (per fortuna ancora esistono anche le intercettazioni telefoniche!)
La Redazione
Firenze, 1°aprile 2016