La mostra “Eurasia, fino alle soglie della Storia” promossa dal Comune di Cagliari e dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo – che mette a disposizione oltre 350 opere eccezionali affiancate a 130 manufatti provenienti dai musei sardi e a significativi prestiti italiani – racconta il progresso della civiltà nell’Eurasia dal Neolitico fino al I millennio a.C. in uno spettacolare percorso curato da Marco Minoja, Annamaria Montaldo e Yuri Piotrovsky. Dai popoli del Caucaso alla cultura nuragica, tra relazioni e parallellismi, un viaggio delle idee di cui siamo ancora debitori, in un allestimento di grande suggestione firmato da Angelo Figus. L’ esposizione intende offrire al visitatore uno spaccato della preistoria dell’uomo vista in una fase di accelerazione dei processi di trasformazione che hanno cambiato il volto della storia e del mondo. Nella diversità culturale e distanza cronologica che esiste tra i materiali esposti, sono stati individuati quei fili conduttori che, in archi cronologici diversi, hanno determinato il cambiamento dello stile di vita delle popolazioni in ambiti geografici differenti.

Popoli che, ciascuno per il proprio specifico comparto geografico, seppero costruire ponti e forme di contatto, a livello continentale e a livello mediterraneo, tali da assicurare una posizione preminente nelle dinamiche di scambio e circolazione delle idee, dei saperi, delle innovazioni culturali e tecnologiche. Il Caucaso in tutti i periodi della storia dell’umanità, per la sua posizione geografica, ha svolto un ruolo speciale di ponte tra l’Europa e l’Asia. Dal grande museo di San Pietroburgo giungeranno dunque anche materiali Neolitici risalenti al V millennio a.C. testimonianze dello sviluppo di una cultura materiale simile a quelle che emerge dai materiali europei. A fare da palinsesto nella transizione attraverso i millenni che conducono dal tardo Neolitico fin quasi alla fine dell’età dei metalli (VIII sec. a.C.) i materiali sardi, provenienti in gran parte dai musei nazionali dell’Isola, racconteranno una storia di evoluzioni parallele e conformi, in grado di rappresentare per il pubblico della mostra il quadro dell’evoluzioni strutturali che attraversa nel corso della preistoria più recente il grande continente euroasiatico. Le diverse tematiche del percorso espositivo sono suddivise in quattro sezioni:

TUTTIGIORNI Dal Neolitico all’età dei metalli si affermò progressivamente e si diffuse l’utilizzo di materie e di strumenti innovativi; l’argilla per le lavorazioni delle ceramiche; la pietra scheggiata e levigata, e poi le leghe dei diversi metalli; strumenti che cambiarono in grande l’economia globale e in piccolo ogni ora della giornata degli uomini. Il concetto rivoluzionario della stanzialità è rappresentato attraverso un’astrazione del rifugio, la casa, il riparo, costruito per restare e durare e agglomerarsi ad altre unità. Al centro della sala, come al centro di un nuovo mondo.
Un simbolo intimo privato che custodisce nelle sue pareti le nostre memorie e i bellissimi reperti di argilla, pietra e le prime leghe metalliche che sanciscono la fine del nomadismo. Un paesaggio tattile e materico, che richiama le coltivazioni, fa da cornice all’installazione centrale, oltre che da supporto alle proiezioni che estenderanno l’esperienza attraverso immagini e testi legati al paesaggio.

RIVOLUZIONEMETALLI L’uso dei nuovi utensili in metallo, così duttili e riproducibili, non è che il terminale di un percorso molto complesso, al cui interno si articolano e si susseguono le fasi dell’estrazione e ancor prima della ricerca dei minerali, del prelievo e dello scambio, del trasporto e della lavorazione.Il processo di rivoluzione della lavorazione dei metalli è rappresentata da un’installazione ispirata alle mutazione e trasformazione della materia. Dalla pietra al metallo. Processo di trasformazione che permise all’uomo la possibilità della produzione in serie, un nuovo modo di produrre, commerciare e di creare ricchezze.

POTEREVANITAS Le trasformazioni dei sistemi di produzione e il determinarsi delle nascenti ricchezze introdussero le prime articolazioni e distinzioni all’interno delle comunità e con esse gli oggetti e gli strumenti per rappresentarle, così in vita come in morte. Manufatti in oro, in alcuni casi di fattura pregevolissima e inimitata a quelle quote cronologiche, palesano il segno della regalità e del comando. L’istallazione di questa sezione della mostra, valorizza i reperti più preziosi. Oro, argento, ambre, pietre turchesi, gioielli “trofeo” di rarissimi denti atrofici di cervo, pendenti.

BOVEMACHINA L’uomo inizia un rapporto diverso con gli animali, di convivenza e di mutuo scambio. Gli animali cacciati non sono più solamente un mero sostentamento, ma simbolo di una capacità e di una potenza eccezionale o superiore. Il cavallo è il primo ingranaggio di una nuova modalità di comunicazione, insieme alla ruota dà vita a una straordinaria epopea di trasporti. Gli animali reali, affrancati dal proprio statuto di mero cibo da consumare, si trasformano in simboli e a volte in animali regali.A questa “unione” e intersezione s’ispira l’installazione al centro della sala. Un ibrido a metà tra un carro e un animale meccanico. Trasporta in se l’idea stessa del movimento e del cambiamento e le bellissime opere “animali”. L’ambiente è buio, profondo, materico, avvolgente, nero. Le proiezioni sullo sfondo nero raccontano di questo speciale rapporto tra animale e uomo, che da allora in poi è patrimonio collettivo diffuso. Una narrazione poetica in una lingua-non lingua, tanto arcaica quanto futura, accompagna il visitatore in questa passeggiata, i diversi effetti sonori sottolineano le diverse atmosfere delle sale.

“Eurasia” è certamente un evento espositivo di rilevanza internazionale alla riscoperta delle origini comuni delle civiltà, testimonianza visiva e tangibile di radici che hanno dato vita a percorsi paralleli eppure capaci di sfiorarsi e contaminarsi già millenni fa.
Per chi non ce la facesse ad andare a Cagliari, è finalmente pronto il catalogo (Silvana Editoriale) che sarà presentato martedì prossimo a Milano. Il volume contiene saggi e contributi di importanti studiosi russi e italiani, con numerose novità sui più recenti studi e ritrovamenti. Una visione trasversale della grande rivoluzione neolitica nell’Eurasia proprio grazie ai testi, non solo di archeologi e storici, ma anche filosofi, antropologi, economisti, storici dell’arte.
Didascalie immagini
- Statuetta di toro, Tumulo di Majkop, Seconda metà del 4000 a.C, oro, Lunghezza 7,6 San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage
- Fibbia a forma di cavallo nell’atto di saltare, Sepoltura kobana, Bronzo
- Filo (?) di perline, Tumulo di Majkop, Seconda metà del 4000 a.C, Oro, Lunghezza della perlina 1,0, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage
- Uomo su bove in bronzo, Alt cm 8; lung cm 8, Nulvi, nuraghe S’Orcu, Cagliari, Museo Archeologico Nazionale Archivio fotografico della Soprintendenza Archeologia della Sardegna
- Bicchiere campaniforme, Alghero, tomba III di Anghelu Ruju. Cagliari, Museo Archeologico Nazionale Archivio fotografico della Soprintendenza Archeologia della Sardegna
- Capo tribo-Uta, Cagliari,Museo Archeologico Nazionale, Archivio fotografico della Soprintendenza Archeologia della Sardegna
In copertina:
Placche con “leone che cammina sulla destra”, Tumulo di Majkop, Seconda metà del 4000 a.C Oro, Lunghezza 6,0 San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage
Dove e quando
- Fino al: – 10 April, 2016