La stampa inglese coniò il termine ‘Sufragette’ con una punta di sarcastica irrisione per definire le attiviste impegnate a chiedere il diritto di voto per le donne, intelligentemente il movimento adottò questo nome neutralizzando ogni intento derisorio.
La battaglia per il suffragio universale che estendesse il voto anche alle donne fu la prima di molte altre legittime istanze sulla via di un riconoscimento sociale, come testa d’ariete contro il pregiudizio fu obbiettivo perseguito per arginare la completa mancanza di diritti femminili, che costringeva a subire molestie in silenzio o a non avere alcun potere decisionale sul destino dei propri figli.
Dopo cinquant’anni di lotte pacifiche del movimento femminile la costituzione di un ala armata, fondato dalla ricercata Emmeline Pankhurst costretta a vivere in latitanza, portò ad azioni violente contro strutture pubbliche e proprietà private con attentati alle linee del telegrafo e sabotaggi alle cassette della posta.
Suffragette di Sarah Gavron racconta quell’epoca di lotta a Londra nel biennio 1912/1913 in cui la ‘causa’ riuscì a conquistare l’attenzione generale, è la prima volta che un’opera cinematografica affronta il tema in tono serio dopo le caricature del passato, in film come il disneyano Mary Poppins (1964) in cui l’adesione alla lotta della signora Banks è ritratta come un divertente diversivo alla noia quotidiana.

L’attrice londinese Carey Mulligan – già apprezzata in film come Non lasciarmi di Mark Romanek, Drive di Nicolas Winding Refn, Shame di Steve Mc Queen o A proposito di Davis dei fratelli Joel & Ethan Coen – interpreta la protagonista Maud Watts, personaggio costruito dalla sceneggiatrice Abi Morgan per incarnare in modo esemplare la condizione femminile nella società britannica degli anni ’10 del Novecento, così fortemente maschilista e patriarcale.
Orfana a quattro anni, Maud lavora nella stessa lavanderia dall’età di sette anni, con turni di tredici ore al giorno e con uno stipendio inferiore a quello dei colleghi maschi, addetti a mansioni meno massacranti che non prevedono il contatto con le sostanze tossiche dei lavaggi.

Una sera mentre si trova in città per una consegna a domicilio di biancheria, la giovane assiste a un improvviso atto di protesta: alcune donne lanciano pietre nascoste in una carrozzina contro le vetrine dei negozi gridando ‘voto alle donne‘.
E’ il primo contatto accidentale con il movimento di lotta femminile, la sua curiosità e la frustrazione per le molte ingiustizie subite in prima persona che è costretta a vedere quotidianamente reiterate su compagne più giovani, porteranno Maud a partecipare attivamente alle riunioni segrete e alla battaglia sul campo, mettendo a repentaglio il rapporto col marito.

Le ottime prove di tutti i protagonisti sono supportate, mai come in questo caso, da una sorta di ‘dote’ che ogni interprete porta con sé da ruoli precedenti, che vanno a costruire nell’immaginario del pubblico un profilo del carattere che l’attore porge in dono al personaggio.
Così Ben Whishaw nel ruolo del marito Sonny, dopo aver interpretato uomini inclini alla dolcezza in film come Bright Star di Jane Campion o Cloud Atlas diretto da Andy & Lana Wachowski con Tom Tykwer, nonostante la durezza con cui accoglie la militanza della moglie riesce bene a rappresentare il conflitto di un uomo diviso tra i sentimenti intimi per la madre di suo figlio e il disonore agli occhi del vicinato, la sua debolezza espressa nell’incapacità di non soccombere al giudizio degli altri.

Helena Bonham Carter è la farmacista Edith Ellyn, che nel retro del suo negozio accoglie riunioni clandestine per pianificare azioni destinate ad attirare l’attenzione negata.
L’irlandese Brendan Gleeson è Arthur Steed, l’ispettore di Scotland Yard incaricato di pedinare e perseguitare le suffragette, la cui consapevolezza di applicare legittimamente la legge non riesce a sopprimere un certo senso di disagio.
Meryl Streep nel ruolo più breve di tutta la sua carriera, offre il suo carisma alla leader in clandestinità Emmeline Pankhurst impegnata a infondere coraggio e determinazione nella folla di donne accorse ad ascoltare i suoi comizi notturni clandestini.

Abbattendo lo stereotipo consolidato delle suffragette brutte, vecchie, acide e zitelle il film di Sarah Gavron racconta un passato non troppo lontano per riflettere sulle battaglie di oggi, dalle disparità nelle opportunità professionali tra uomo e donna alla violenza domestica come piaga di proporzioni mondiali.
Suffragette mostra in modo eloquente l’entità del sacrificio di queste donne coraggiose per ottenere cambiamenti radicali, mai del tutto raggiunti perché è una certa mentalità di base che deve cambiare.
Nell’etimologia di parole simili per origine come matrimonio [da matris-monium] e patrimonio [da patris-monium] e nell’enorme distanza di significato del loro uso comune, tra obbligo a un vincolo e gestione di un possesso, la prova dello squilibrio di diritti tra i sessi così ben radicato nella cultura di cui siamo tutti figli.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Suffragette per le strade di Londra in un’immagine del 1913 / Suffragette del film davanti a Westminster
- Maud Watts: faticoso risveglio quotidiano tra gioia della maternità e lavoro usurante
- Maud a un comizio clandestino / Interrogatorio in carcere / Brendan Gleeson è il commissario Steed
- Romola Garai è Alice Haughton, attivista moglie di un politico / Ben Whishaw è Sonny Watts marito di Maud / Anne-Marie Duff è Violet
- La vera Emmeline Pankhurst e quella cinematografica col volto di Meryl Streep / Helena Bonham Carter è Edith Ellyn / Natalie Press è Emily Wilding Davison
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(© 2015 Pathé Productions Limited / Channel Four Television Corporation / The British Film Institute)
In copertina:
Carey Mulligan, al centro tra Helena Binham Carter e Anne-Marie Duff, è la protagonista Maud Watts
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(© 2015 Pathé Productions Limited / Channel Four Television Corporation / The British Film Institute)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Suffragette
- Regia: Sarah Gavron
- Con: Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Brendan Gleeson, Anne-Marie Duff, Ben Whishaw, Romola Garai, Meryl Streep, Finbar Lynch, Natalie Press, Samuel West, Geoff Bell, Grace Stottor, Amanda Lawrence, Shelley Longworth, Adam Michael Dodd, Sarah Finigan, Drew Edwards, Lorraine Stanley, Adam Nagaitis, Nick Henrix, Clive Wood, Morgan Watkins, Ross Green, Adrian Schiller, Col Needham, Jamie Ballard, Joyce Henderson, Raewyn Lippert, Joanna Neary, Annabelle Dowler, Catherine Tomelty, Susie Baxter, Lisa Dillon, Matt Blair, Jacob Krichefski, Jonathan Cullen, John Cummins, Daniel Tatarsky, James Ward, Adam Harley, Simon Gifford
- Sceneggiatura: Abi Morgan
- Fotografia: Eduard Grau
- Musica: Alexandre Desplat
- Montaggio: Barney Pilling
- Scenografia: Alice Normington
- Costumi: Jane Petrie
- Produzione: Alison Owen e Faye Ward per Ruby Films con Pathé, Film 4 e BFI British Film Institute in associazione con Ingenious Media con la partecipazione di Canal+ e Ciné+
- Genere: Drammatico
- Origine: Gran Bretagna, 2015
- Durata: 106’ minuti