Il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita dal 13 febbraio al 1° maggio 2016 “Via Crucis, La Passione di Cristo” di Fernando Botero, mostra promossa dalla Repubblica della Colombia, Ambasciata della Colombia in Italia, Roma Capitale e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con il Museo d’Antioquia di Medellín e Glocal Project Consulting.
Cristo ha muerto, 2011 Cristo è morto / Christ has Died Olio su tela / Oil on canvas 134 x 191,1 cm Medellín, Museo de Antioquia
La personale via crucis di Botero, rappresentata in 27 dipinti a olio e 36 disegni, è stata realizzata tra il 2010 e il 2011 come un percorso completo attraverso la sofferenza del Figlio dell’uomo. La mostra giunge a Roma dopo una tournée internazionale che ha toccato New York, Medellín, Lisbona e Panama e dopo una prima tappa italiana a Palermo, lo scorso anno.
Jesús y la multitud, 2010 Cristo e la moltitudine Jesus and the Crowd Olio su tela / Oil on canvas 106 x 81 cm Medellín, Museo de Antioquia
Come spiega il critico d’arte Conrado Uribe, autore del saggio in catalogo, per la prima volta nelle opere di Botero fa incursione il dramma, ed è per questa ragione che il suo lavoro può essere considerato come un nuovo corso. La confortante pienezza delle figure del maestro colombiano, diventa il veicolo del pathos, esperimento non del tutto nuovo, per la verità, al catalogo dell’artista. A tal proposito si ricordano le serie La Violencia en Colombia (1999-2004) e Abu Ghraib (2005), nelle quali è trattato il dramma della delinquenza, della guerra civile e della tortura. Proprio dalla serie Abu Ghraib derivano alcuni dettagli come il colore verde usato per i corpi martoriati, il sangue cremisi e i volti contratti dal dolore, che ritroviamo in alcune stazioni della via crucis. Un gusto della sofferenza si fa strada nelle rappresentazioni, si veda ad esempio la piccola tela intitolata I chiodi, dove, con un’incredibile zoomata, l’artista ci mostra il dettaglio della mano di Cristo mentre viene inchiodata, con tanto di sangue zampillante.
El beso de Judas, 2010 Il bacio di Giuda / The Kiss of Judas Olio su tela / Oil on canvas 138 x 159 cm Medellín, Museo de Antioquia
Al centro della prima sala lo spettatore può ammirare due tele di uguale soggetto esposte una di fronte all’altra: la Crocifissione di Cristo. Delle due, quella ambientata al Central Park di New York, descrive un’umanità non sempre consapevole e disposta ad accettare la sofferenza. Sullo sfondo, infatti, alle spalle dell’imponente Cristo, si vedono ignari passanti di dimensioni microscopiche continuare la loro passeggiata sul viale, con il tipico menefreghismo delle grandi metropoli.
Madre de Cristo, 2010 Madre di Cristo Mother of Christ Olio su tela / Oil on canvas 45 x 36 cm Medellín, Museo de Antioquia
Modernità e quotidianità irrompono via via in ogni tela, grazie a dettagli mutuati dalla vie moderne. Nell’opera Entierro de Cristo, ad esempio, la scena è ambientata in un cimitero contemporaneo, con tanto di skyline dei loculi sullo sfondo che assumono la curiosa forma di casette olandesi. La composizione della scena è quella tradizionale, la deposizione del corpo avviene alla presenza di Maria, Maddalena, san Giovani e Nicodemo. Quest’ultimo, unico personaggio ad indossare abiti moderni, potrebbe essere un autoritratto dell’artista nei panni di Nicodemo, come fece il grande Michelangelo nella pietà Bandini. In primo piano teschi dall’inquietante ghigno assolvono alla funzione di  memento mori.
María y Jesús muerto, 2011 Maria e Gesù morto Mary and Dead Jesus Olio su tela / Oil on canvas 207 x 113 cm Medellín, Museo de Antioquia
Sicura maestria e molteplicità dei livelli di lettura caratterizzano l’opera di Botero. La sua interpretazione dei grandi maestri del passato testimonia l’importante riflessione condotta dall’artista sui testi del Rinascimento europeo ed in particolare  italiano, fulcro della sua formazione giovanile avvenuta a Firenze. Nelle tele Cristo fra la moltitudine e Il bacio di Giuda, sono immediatamente riconoscibili molteplici citazioni, da Bosch a Paolo Uccello.

Ma l’artista ricorre continuamente anche a suggestioni tipicamente popolari e appartenenti al suo vissuto. Le sante donne ammantate in abiti religiosi dai colori vividissimi, introducono lo spettatore nell’immaginario sacro e popolare sudamericano, indelebile milieu di provenienza dell’artista. Il cammino del Cristo porta-croce si snoda per le stradine dei villaggi colombiani con le case basse e coloratissime, dalle quali si affacciano paesani spaventati e urlanti. Gli aguzzini quasi sempre vestiti con abiti moderni, indossano pesanti catene d’oro al collo e orologi dorati, stile narcos.
Madre afligida, 2010 Madre afflitta / Sorrowful Mother Olio su tela / Oil on canvas 71 x 58 cm Medellín, Museo de Antioquia
Infine il tempo si riavvolge conducendo il visitatore verso uno scrigno inaspettato, sede del momento creativo per eccellenza. L’ultima sala ospita infatti 36 disegni realizzati a matita e acquerello che mettono a nudo la riflessione prodotta dall’artista intorno al tema del sacro. Una riflessione pura sul tema della sofferenza umana, mai ironica e sempre commovente. Di grande bellezza alcuni brani come la pietà, Donna afflitta, ancora più michelangiolesca della  versione su tela, la testa del Cristo di profilo e un’intensa Crocifissione, dove il biancore della figura del Cristo emerge dal fondo per gran parte colorato di nero. 
Cabeza de Cristo, 2010 Testa di Cristo / Head of Christ Olio su tela / Oil on canvas 45 x 108 cm Medellín, Museo de Antioquia
Un nutrito gruppo di disegni sul tema di Simone che aiuta Cristo a sostenere la croce, svela la curiosa scelta dell’autore di rappresentarlo di spalle nella tela dipinta. L’unico personaggio positivo, anch’egli vestito alla moderna, orologio al polso e jeans, non ha dunque volto. Gli studi a matita e acquerello invece lo ritraggono in differenti pose. Che la scelta finale di oscurarne il volto sia un escamotage per far sì che ognuno possa immedesimarsi in quella figura positiva? O che sia piuttosto una critica al genere umano?
Una mostra che vale sicuramente la pena di vedere, per tutti coloro che vogliano conoscere il “lato oscuro”, si fa per dire, di Botero.

Didascalie immagini

  1. Cristo ha muerto, 2011 Cristo è morto / Christ has Died Olio su tela / Oil on canvas 134 x 191,1 cm Medellín, Museo de Antioquia
  2. Jesús y la multitud, 2010 Cristo e la moltitudine Jesus and the Crowd Olio su tela / Oil on canvas 106 x 81 cm Medellín, Museo de Antioquia
  3. El beso de Judas, 2010 Il bacio di Giuda / The Kiss of Judas Olio su tela / Oil on canvas 138 x 159 cm Medellín, Museo de Antioquia
  4. Madre de Cristo, 2010 Madre di Cristo Mother of Christ Olio su tela / Oil on canvas 45 x 36 cm Medellín, Museo de Antioquia
  5. María y Jesús muerto, 2011 Maria e Gesù morto Mary and Dead Jesus Olio su tela / Oil on canvas 207 x 113 cm Medellín, Museo de Antioquia
  6. Madre afligida, 2010 Madre afflitta / Sorrowful Mother Olio su tela / Oil on canvas 71 x 58 cm Medellín, Museo de Antioquia
  7. Cabeza de Cristo, 2010 Testa di Cristo / Head of Christ Olio su tela / Oil on canvas 45 x 108 cm Medellín, Museo de Antioquia

In copertina:
El beso de Judas, 2010 Il bacio di Giuda / The Kiss of Judas Olio su tela / Oil on canvas 138 x 159 cm Medellín, Museo de Antioquia
(particolare)

Dove e quando

Evento: Botero. Via Crucis. La Passione di Cristo
  • Fino al: – 01 May, 2016