Legend brian helgeland 1La prima volta che ho sentito una storia sui Kray era una bugia. Ed è stato il modo più giusto per conoscerli”.
                                                                          Brian Helgeland

I gemelli Reginald e Roland Kray, a capo di un impero criminale nella Londra degli anni ’60, sono ormai figure leggendarie del folklore locale al pari di personaggi sinistri come il sanguinario barbiere Sweeney Todd e Jack Lo Squartatore.
Ispirandosi al volume The Profession of Violence: the rise and fall of the Kray twins pubblicato nel 1972 dal giornalista John Pearson che aveva conosciuto personalmente i gemelli, il regista premio Oscar per la sceneggiatura di L.A. Confidential Brian Helgeland ha scritto e diretto Legend con l’intento di portare sullo schermo la tragica vicenda dei fratelli Kray, in una versione quanto più possibile vicina alla realtà.
In mezzo a cinquant’anni di pettegolezzi e di esclusive dei giornali scandalistici la verità su questi gangster corteggiati da personaggi ricchi e famosi, sempre presenti sulle pagine della cronaca rosa e dipinti di volta in volta come moderni Robin Hood o violenti assassini psicopatici, incarnazione del lato oscuro della Swinging London, si dissolve nel mito nostalgico di un tempo che non tornerà più.
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Individuando Frances Shea, fidanzata e poi moglie di Reginald ‘Reggie’ Kray, come voce narrante il film sceglie un taglio inedito per raccontare ascesa e caduta del potere dei due fratelli.
Partiti dai quartieri poveri dell’East End dove erano nati e dove la criminalità spesso rappresentava l’unica strada verso il successo, con estorsioni e rapine i gemelli sono arrivati a gestire la vita notturna della capitale grazie ai loro nightclub in cui si esibivano personaggi del calibro di Frank Sinatra e Shirley Bassey, alleati con la mafia americana per cui riciclavano denaro sporco proveniente dagli Stati Uniti pagavano con cadenza settimanale giudici e poliziotti condizionando per anni ogni attività a Londra e dintorni.
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Reggie venuto al mondo con qualche minuto di vantaggio era il maggiore dei due, il più equilibrato e quello che teneva le redini delle attività tentando di mantenere sotto controllo le intemperanze del fratello, affetto da schizofrenia paranoide, incline a improvvisi sanguinari scatti di violenza.
Fedele innamorato della moglie Frances, sempre elegante e vestito secondo lo stile dei grandi stilisti italiani, Reginald rappresentava la facciata di legalità della banda con la direzione dei locali notturni spesso frequentati da nobili e attori del cinema.
Il gemello Ronnie che apertamente dichiarava le sue preferenze sessuali, in un’epoca in cui l’Inghilterra ancora puniva l’omosessualità con la reclusione, attraverso le telecamere nascoste nel suo appartamento raccoglieva materiale per ricattare gli uomini politici che partecipavano alle sue orge.
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Tom Hardy, fresco candidato all’Oscar come non protagonista per Revenant – redivivo e nuovo Mad Max per George Miller, offre una prova d’attore straordinaria nel doppio ruolo di entrambi i fratelli Kray che può tranquillamente competere con la grandezza del Jeremy Irons di Inseparabili, che solo con le sfumature della recitazione definisce la differenza tra i due gemelli.
Con il supporto di una controfigura e piccoli espedienti di trucco l’attore inglese in Legend conferma il suo incredibile trasformismo e la sua predilezione per le sfide, come quella di Locke (2013) di Steven Knight in cui recita da solo alla guida di un’auto per tutta la durata del film, arrivando a interagire con se stesso sullo schermo senza mai tradire l’illusione di due individui separati e distinti.
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Discutibile la scelta del titolo che proviene da una foto vera del carro funebre di Reggie Kray in cui una composizione di garofani bianchi andava a formare la parola Legend, non solo perché già utilizzato per la fiaba fantasy firmata Ridley Scott del 1985 ma soprattutto perché tradisce una certa tendenza a mitizzare criminali e assassini comune a tutti i capolavori del genere a cui il film di Brian Helgeland fa riferimento: da Il padrino di Francis Ford Coppola a Scarface di Brian De Palma, a Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. I gemelli Reginald e Ronald Kray, interpretati da un doppio Tom Hardy, insieme sullo schermo
  3. L’affascinante Reggie Kray
  4. Lo psicotico Ronnie Kray
  5. Colin Morgan è Frank Shea cognato di Reggie Kray / Tara Fitzgerald è la suocera di Reggie / L’amore tra Reggie e Frances / Duffy è Timi Yuro / Emily Browning è Frances Shea / Christopher Eccleston è il commissario Nipper Read /
    David Thewlis è il contabile dei gemelli Leslie Payne
    (© 2015 StudioCanal S.A.)

In copertina:
Tom Hardy & Tom Hardy sono rispettivamente Reggie e Ronnie Kray (© 2015 StudioCanal S.A.)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Legend
  • Regia: Brian Helgeland
  • Con: Tom Hardy, Emily Browning, David Thewlis, Christopher Eccleston, Chazz Palminteri, Taron Egerton, Paul Anderson, Joshua Hill, Colin Morgan, Tara Fitzgerald, Nicholas Farrell, Adam Fogerty, Mel Raido, Johnson Finley, Millie Brady, Chris Mason, Stephen Thompson, Sam Spruell, Alex Ferns, Martin Mc Creadie, Shane Attwooll, Richard Riddell, Huggy Leaver, Sam Hoare, Frankie Fitzgerald, Christopher Adamson, Alex Giannini, Duffy, Samantha Pearl, Mark Theodore, Lara Cazalet, Charley Palmer Rothwell, Tim Faraday, John Sessions, Kevin Mc Nally, Tim Woodward, Nick Hendrix, Robert Ashby, Geoffrey Beevers, Jane Wood, Jon Mc Kenna, John Sears, Stephen Lord, Lorraine Stanley, Ashley Byam
  • Sceneggiatura: Brian Helgeland
  • Fotografia: Dick Pope
  • Musica: Carter Burwell
  • Montaggio: Peter McNulty
  • Scenografia: Tom Conroy
  • Costumi: Caroline Harris
  • Produzione: Tim Bevan, Eric Fellner, Chris Clark, Quentin Curtis e Brian Oliver con Jane Robertson per Working Title Films e Cross Creek Pictures in associazione con Studio Canal, Anton Capital Entertainment e Amazon Prime Instant Video
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Gran Bretagna, 2015
  • Durata: 131’ minuti