Ciò che esiste è l’eternità maschile e l’eternità femminile.
La prima è il giorno, la seconda la notte.

(Antico proverbio egiziano)

Osiride, figlio di Geb e di Nut, fratello e sposo di Iside, viveva felicemente nella terra bagnata dal Nilo ed era sovrano di grande saggezza e liberalità. Egli aveva insegnato ai suoi sudditi a lavorare la terra per ottenere frutti abbondanti, aveva insegnato loro ad adorare gli dèi, a celebrare le lodi nelle cerimonie religiose, per le quali aveva inventato strumenti musicali come l’arpa e il sistro. Era stato inoltre per gli uomini d’Egitto un grande legislatore. Per diffondere la civiltà su tutta la Terra, Osiride, nel ventottesimo anno del suo regno, compì un lungo viaggio. Proprio mentre faceva ritorno a casa, il perfido e geloso fratello Seth gli tese un agguato nella palude. Qui lo uccise e lo rinchiuse in un sarcofago, che abbandonò alla corrente del Nilo.
1 locandina osiris mysteres engloutis d egypte
Disperata, Iside cercò a lungo il cadavere dell’amato sposo e con l’aiuto della sorella Neftis ritrovò il sarcofago sulle coste della fenicia. Pietosamente le due donne riportarono il cadavere di Osiride in Egitto e per sottrarlo al malvagio Seth lo nascosero tra le canne del delta. Seth, venuto a sapere del ritrovamento, rintracciò la salma del fratello e come estremo oltraggio la smembrò in quattordici pezzi, che disseminò per tutto l’Egitto. Iside, non rassegnata, si mise in camino alla ricerca dei miseri resti; ritrovati i vari pezzi, li raccolse e magicamente, con l’aiuto di Anubi, li rimise insieme fasciandoli con strisce di tessuto di lino confezionando così la prima mummia. Poi si trasformò in uccello, avvolse Osiride nelle sue ali e lo riportò in vita. Ma Osiride, già toccato dal soffio della morte, non sentiva più amore per la vita. Rifiutò perciò di tornare a vivere sulla Terra e scelse di diventare il signore dei morti, lasciando il regno dei vivi a suo figlio e vendicatore Horus. Inconsolabile, Iside continuò a piangere lo sposo perduto e a ogni anniversario della morte di Osiride le sue lacrime facevano straripare il Nilo.

Uno dei miti più antichi al mondo per introdurre un’esposizione che solleva il velo da una delle cerimonie più sacre e affascinanti di tutti i tempi, i Misteri di Osiride.
2 statuette in bronzo divinita osiriche baia di abukir-foto christoph gerigk
L’Institut du monde arabe di Parigi, simbolo inconfondibile della diffusione e della tutela delle culture dei paesi arabi in tutta la loro diversità, ospita proprio in questi mesi una mostra unica nel suo genere: oltre 250 oggetti rinvenuti nei fondali sottomarini nel corso degli ultimi dieci anni di ricerca sono collocati all’interno di un’eccezionale scenografia accanto a una quarantina di opere provenienti dai musei de Il Cairo e di Alessandria che per la prima volta lasciano l’Egitto alla volta dell’Europa. Si tratta di scoperte dall’incommensurabile valore storico, scelte per confluire in un’occasione che intende evocare i lineamenti di questa grande cerimonia che commemorava e rinnovava annualmente uno dei miti fondatori di tutta la civiltà egiziana. Osiris, mystères engloutis d’Égypte conduce il visitatore a prendere parte alle celebrazioni e ad avere accesso ai rituali realizzati in gran segreto nei templi antichi, guidandolo direttamente ai siti sommersi di due città (Thonis-Heracleion e Canopo) con la possibilità di immergersi in prima persona e di seguire le ricerche nautiche intraprese dall’Insitut Européen d’Archéologie Sous-Marine (IEASM).
3 lampada thonis eracleion-foto christoph gerigk
Cuore indiscusso del mondo arabo, l’Egitto conserva la memoria del mondo ed è il luogo dove si sono forgiati i miti e le credenze dell’uomo. Paese affascinante e ricco di mistero ancora una volta stupisce con la sua storia, le sue leggende, i suoi segreti. Due città e un mistero inghiottiti da oltre dodici secoli, riscoperti grazie alla missione diretta da Franck Goddio, fondatore e presidente dell’IEASM, il quale ha rinvenuto sui fondali della baia di Abukir, a nord-ovest del delta del Nilo, numerose testimonianze archeologiche direttamente connesse ai Misteri di Osiride: monumenti, statue, oggetti rituali che senza alcun dubbio attestano la celebrazione della cerimonia proprio in quel luogo. La rilevanza di questi due siti nello svolgimento del rito è confermata ulteriormente grazie alla conoscenza del cosiddetto decreto di Canopo1, rinvenuto nel 1881 a Kôn el-Hisn e risalente al 238 a.C., il cui testo ci informa che tali Misteri, della durata di 21 giorni, terminavano con una lunga processione nautica sui canali, che aveva il compito di condurre Osiride dal Tempio di Amun Gereb a Heracleion fino al suo santuario presso la città di Canopo. Fonte di ammirazione e conoscenza, di emozione e indagine spirituale, l’esposizione ci spinge a penetrare in quello che era il vero e proprio svolgimento dei Misteri di un dio morto e resuscitato, una cerimonia che doveva garantire l’abbondanza e la stabilità del potere dinastico, nonché dell’ordine cosmico. Un tentativo ulteriore per cercare una risposta ai grandi interrogativi sulla vita e sulla morte: il mito di Osiride, smembrato e riportato in vita, neutralizzato dalle forze del male, ma comunque fecondo può essere considerato ancora oggi come una parabola del destino dell’umanità attraverso le sue molteplici vicissitudini. Un culto che oltrepassa i confini del trascendentale e soprattutto le frontiere dell’Egitto per scrivere una pagina indelebile della nostra storia nel Mediterraneo.
4 osiride in bronzo-foto christoph gerigk
Osiride… il più umano tra le divinità egizie è protagonista indiscusso di una leggenda coerente e promotore di un mito ordinato, ma allo stesso tempo fragile e a rischio di dissolversi in ogni momento. Da qui l’importanza dei riti per garantirne la conservazione, riti che solamente il Faraone era autorizzato a praticare all’interno dei santuari. I Misteri di Osiride, svolti ogni anno in Egitto, rappresentavano la festa rituale più importante per il paese. Inizialmente ad Abydos, la città sacra di Osiride, e poi in tutte le principali località egiziane, l’effigie del dio cosparsa di lapislazzuli, turchesi, oro e pietre preziose usciva dal tempio su una barca, trionfante, tra l’esultanza della folla. Alcuni sacerdoti raccontavano e mimavano alcuni episodi della passione della divinità mentre pronunciavano le litanie funebri e cantavano la vittoria di Osiride per raggiungere infine il suo sepolcro.
L’esposizione prende vita proprio dalle scoperte archeologiche sottomarine a opera di Franck Goddio e di tutta la sua equipe, poiché è là, sui fondali, che sono venute alla luce le fondamenta dei templi insieme a una moltitudine di artefatti, statue e strumenti liturgici legati a Osiride e alla cerimonia annuale celebrata in tutto l’Egitto e a lui consacrata. I risultati di questa campagna decennale sono stati confrontati col testo del decreto di Canopo, il quale faceva menzione del fatto che tra le città di Canopo e di Thonis-Heracleion si svolgeva, ogni anno, una navigazione esattamente riconducibile a quello che era lo svolgimento dei Misteri. Pertanto le scoperte fatte presso la baia di Abukir illustrano alla perfezione il testo e ne forniscono la tracce e le testimonianze più materiali e concrete.
5 imbarcazione votiva in piombo-foto christoph gerigk
Tre sezioni, precedute da un prologo sulla notte dei tempi e sulle origini del mito di Osiride, compongono il percorso espositivo. La prima sequenza pone l’accento sul mito stesso e sui suoi protagonisti; attraverso un’atmosfera sonora suggestiva si accede poi alla seconda, la più importante, consacrata interamente al rito e dove il pubblico è condotto per mano a Thonis-Heracleion e a Canopo, la cui localizzazione nel tempo e nello spazio si sviluppa grazie a una dinamica proiezione di carte geografiche semplificate sulle quali vengono a sovrapporsi i grandi reperti cronologici della loro storia. Qui gli stessi visitatori avranno l’impressione di essere completamente immersi sott’acqua, proprio come le due città, per mezzo di una serie di giochi di luci e trasparenze dalle quali emergono a ritmi regolari immagini sia statiche che diversamente animate. Infine si abbandonano la cerimonia e i fondali marini per accedere alla terza e ultima sezione con la quale si torna al mito, alla sua posterità e alla diversità delle sue rappresentazioni. Qui, la splendida statua di toro raffigurante il dio Api e risalente all’epoca dell’imperatore Adriano accoglie il pubblico ed esprime tutta l’ambivalenza dell’animale sacro, immagine della successione reale ma anche simbolo della rinascita di Osiride; mentre un’altra impressionante scultura della divinità incoronata, detta “momiforme”, simboleggia l’idea dell’eterno ritorno e conclude il percorso espositivo salutando il visitatore con un’ultima immagine dal forte impatto emotivo.
6 naos delle decadi frammento-foto christoph gerigk
I rappresentativi e fecondi dialoghi tra le opere che riposavano in fondo al mare e altre provenienti dalle principali istituzioni egiziane caratterizzano l’ultima parte della mostra, così come le altre sezioni e si rivolgono al grande pubblico così come allo specialista, all’egittologo e al più semplice appassionato d’arte. I molteplici livelli di lettura e interpretazione mirano a soddisfare ogni tipo di curiosità con l’obiettivo futuro di poter offrire la stessa inedita possibilità anche al pubblico dei musei delle maggiori città europee.

Didascalie immagini

  1. Locandina esposizione Osiris, mystères engloutis d’Égypte, Institut du monde arabe, Parigi, 8 settembre 2015 – 6 marzo 2016.
  2. Statuette in bronzo raffiguranti divinità osiriche ritrovate sui fondali della baia di Abukir. Esse evocano la navigazione sacra di Osiride che, dal santuario di Heracleion, si dirigeva poi verso ovest fino al suo sepolcro nella città di Canopo.
    Thonis-Heracleion, Egitto, VI-II a.C
    ( Photo: Christoph Gerigk © Franck Goddio/Hilti Foundation.)
  3. Lampada a olio ritrovata nei pressi del santuario di Thonis-Heracleion. Fu verosimilmente utilizzata, insieme a oggetti e strumenti di culto, nel corso delle cerimonie in onore di Osiride celebrate tra la città di Heracleion e quella di Canopo. (Photo: Christoph Gerigk © Franck Goddio/Hilti Foundation.)
  4. 4 osiride in bronzo-foto christoph gerigk (Photo: Christoph Gerigk © Franck Goddio/Hilti Foundation.)
  5. Imbarcazione votiva in piombo ritrovata sui fondali della baia di Abukir. Gli archeologi dell’IEASM hanno scoperto numerose barche votive in piombo nei pressi dei canali e dei bacini intorno al tempio di Amun Gereb.
    Veri e propri modellini della imbarcazioni in papiro che accompagnavano la navigazione sacra, alcune ne hanno anche le stesse dimensioni (67,5 cm) e presentano una superficie cesellata nel piombo a imitazione dell’intrecciatura col papiro.
    ( Photo: Christoph Gerigk © Franck Goddio/Hilti Foundation.)
  6. Frammento del Naos delle Decadi rinvenuto sui fondali della baia di Abukir nei pressi di Canopo. *** (Photo: Christoph Gerigk © Franck Goddio/Hilti Foundation.)

In copertina:
Statuette in bronzo raffiguranti divinità osiriche ritrovate sui fondali della baia di Abukir. Esse evocano la navigazione sacra di Osiride che, dal santuario di Heracleion, si dirigeva poi verso ovest fino al suo sepolcro nella città di Canopo.
Thonis-Heracleion, Egitto, VI-II a.C
( Photo: Christoph Gerigk © Franck Goddio/Hilti Foundation.)

*** Sotto il regno di Nectanebo (380–362 a.C.) il Naos delle Decadi era dedicato a Shu, dio dell’aria e dell’atmosfera. A renderlo unico sono le iscrizioni sulle pareti esterne che compongono un calendario egizio diviso in decadi, ossia segmenti di dieci giorni. I sub dell’IEASM hanno scoperto le parti mancanti di questo vero e proprio puzzle astronomico: il tetto è conservato al Musée du Louvre dal XIX secolo, la base e la parete posteriore sono state scoperte nel 1940 nella baia di Abukir, mentre le pareti laterali sono state recuperate dall’IEASM nel 1999. Questo monumento unico, prezioso testimone delle conoscenze dell’epoca nel campo dell’astronomia, intesse il legame tra l’osservazione della posizione delle stelle e delle costellazioni e i loro possibili ed eventuali influssi benefici o malevoli.

Note:

1 Scoperto nel 1881 si tratta di una stele trilingue incisa in geroglifico, demotico e greco, che parla di un decreto redatto da alcuni preti riuniti in sinodo a Canopo per celebrare gli anniversari della nascita e dell’ascesa al trono di Tolomeo III Evergete nel 238 a.C.

Dove e quando

Evento: Osiris, mystères engloutis d’Égypte