Ha rischiato di non raggiungere mai lo schermo The hateful eight il nuovo film di Quentin Tarantino – l’ottavo secondo i titoli di testa, ma più fellinianamente l’ottavo e mezzo considerando L’uomo di Hollywood episodio del collettivo Four rooms (1995) – quando due anni fa la prima stesura del copione originale è finita illegalmente in rete diventando di pubblico dominio. Il cineasta aveva deciso di abbandonare il progetto, ma l’entusiasmo della platea a una lettura pubblica in un cinema di Los Angeles l’ha convinto a portare a termine la pellicola.
Legittimamente di ‘pellicola’ possiamo parlare in questo caso perché l’autore di Pulp Fiction, con la complicità del suo direttore della fotografia Robert Richardson, ha scelto di girare tra le montagne del Colorado in 65 mm adottando il formato Ultra Panavision 70 che non veniva più utilizzato da cinquant’anni e con cui sono stati realizzati una manciata di grandi classici hollywoodiani come Ben Hur (1959) e Gli ammutinati del Bounty (1962) o Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo (1963).
Secondo western scritto e diretto da Tarantino dopo il precedente Django unchained questo nuovo film è forse la sua opera più politica.

L’apertura è maestosa: alte montagne innevate e una carrozza che corre nel gelo in fuga dalla tempesta all’orizzonte, avanza sul crescendo incalzante della partitura originale firmata Ennio Morricone tornato dopo quarant’anni a musicare un western.
E’ la prima volta che Tarantino non si avvale di una colonna sonora ‘riciclata’ da altri film, riuscendo finalmente a ingaggiare il suo idolo di sempre che, oberato di lavoro, ha potuto scrivere solo una parte della musica ex novo recuperando brani inediti ‘avanzati’ dalla colonna sonora di La cosa (1982) di John Carpenter, per ironia una delle fonti d’ispirazione dichiarate di The hateful eight.
A bordo della diligenza viaggiano il cacciatore di taglie John Ruth detto ‘il boia’ e la sua preda Daisy Domergue, interpretati da Kurt Russell e Jennifer Jason Leigh che per questo ruolo è candidata all’Oscar, devono raggiungere la città di Red Rock dove l’uomo conta d’incassare la taglia consegnando la donna alla Legge per essere impiccata.

Obbligati dalla tormenta che incombe a prenderli a bordo, sulla via incontrano altri due personaggi: il cacciatore di taglie Maggiore Marquis Warren, un grande Samuel L. Jackson, con tre cadaveri al seguito – privo di scrupoli non crede come il collega che tutti abbiano diritto a un processo prima di essere giustiziati – e il nuovo sceriffo di Red Rock rimasto senza cavallo, Chris Mannix interpretato da Walton Goggins.
Tutti insieme fanno tappa all’Emporio di Minnie, una stazione di posta nei dintorni unico riparo raggiungibile prima che imperversi la bufera, dove incontrano l’anziano generale sudista Sanford Smithers / Bruce Dern, il boia inglese Oswaldo Mobray / Tim Roth, il mandriano Joe Cage / Michael Madsen e il messicano Bob interpretato da Demián Bichir.

Con il suo stile inconfondibile fatto di dialoghi arguti, lunghe divagazioni filosofiche e colpi di scena sempre imprevedibili, Quentin Tarantino realizza un thriller da camera teso e pieno d’ironia, con i suoi ‘odiosi otto’ isolati in ostaggio della neve e preda di una crescente paranoia.
Ogni personaggio è pieno di ambiguità, scorre sotterranea una violenza trattenuta che sembra non esplodere mai alimentando il senso del pericolo incombente, ognuno potrebbe essere buono o cattivo e non è certo che sia veramente ciò che dice di essere.
Ambientato pochi anni dopo la fine della guerra civile, The hateful eight usa gli stereotipi classici del west e fa un ritratto delle profonde fratture nel tessuto sociale di allora per parlare delle tensioni razziali che oggi attraversano ancora gli Stati Uniti, dichiarandolo palesemente quando viene proposta una metaforica divisione dell’ambiente in due parti tra nord e sud, a rappresentare il conflitto tra ex schiavisti e abolizionisti che il tempo non ha mai sanato davvero.

In questo senso hanno un forte peso specifico frasi come “Quando i neri sono spaventati, i bianchi sono al sicuro” oppure “Tu non hai idea di com’è essere un uomo nero che affronta l’America. Un nero è al sicuro, solo quando il bianco è disarmato” e ancora “Si devono impiccare i veri bastardi. Ma i veri bastardi sono quelli che impiccano” che suona come una netta presa di posizione contro la pena di morte ancora in vigore in molti Stati dell’Unione.
Una sequenza in particolare risulta indigesta per chi si ostina a coltivare discriminazioni razziali, una divertita caustica provocazione che va ad affiancare l’esilarante presa di giro del Ku Klux Klan in Django unchained, quella in cui un uomo bianco nudo nella neve è costretto a umiliarsi in ginocchio davanti a un uomo nero che ride beffardo ‘godendo’ il suo trionfo.

Quentin Tarantino si è schierato a fianco dei parenti di persone disarmate uccise dalla polizia – secondo un bilancio pubblicato da The Guardian sono più di 930 i casi registrati l’anno scorso negli Stati Uniti – partecipando a una manifestazione a New York per chiedere indagini con l’incriminazione dei responsabili, ma guadagnandosi così gli attacchi del portavoce della polizia che ha invitato a boicottare The hateful eight.
Uscito finalmente anche sugli schermi italiani il film è stato distribuito ieri da 01 Distribution nella versione digitale di 167’ minuti, ma una versione in pellicola di 182’ minuti con l’aggiunta di un’overture e di un intermezzo come era in uso nei kolossal del passato è proiettata in sale selezionate.

Nell’anno in cui Spike Lee, Will Smith e sua moglie Jada Pinkett Smith hanno denunciato l’assenza tra i nominati all’Oscar di qualsiasi artista di colore per il secondo anno consecutivo, The hateful eight ha raccolto solo tre candidature per l’attrice non protagonista, la colonna sonora e la fotografia.
Sinceramente è difficile stabilire se nelle scelte dell’Academy ci sia solo casualità o intento discriminatorio, certo ammirando la prova di Samuel L. Jackson dispiace non vederlo in lizza per l’ambita statuetta.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Quentin Tarantino sul set in Colorado / L’Emporio di Minnie, esterno e interno, dov’è ambientato quasi tutto il film
- Paesaggi sconfinati e una carrozza in fuga nella maestosa sequenza d’apertura
- Samuel L. Jackson è il Maggiore Marquis Warren / Kurt Russell è John Ruth detto ‘il boia’ / Jennifer Jason Leigh è Daisy Domergue
- Walton Goggins è il nuovo sceriffo di Red Rock / Bruce Dern è il Generale Sanford Smithers / Tim Roth è il boia Oswaldo Mobray
- Demián Bichir è Bob il messicano / Michael Madsen è il mandriano John Cage / James Parks è il conducente della diligenza O. B.
- Channing Tatum è Jody Domergue / Guardiano e ostaggio verso il patibolo / “Uomo nero inferno bianco”
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(© 2015 Visiona Romantica Inc / The Weinstein Company)
In copertina:
Samuel L. Jackson, Jennifer Jason Leigh e Kurt Russell sono preda e predatori da cui parte tutta la vicenda (© 2015 Visiona Romantica Inc / The Weinstein Company)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: The hateful eight
- Regia: Quentin Tarantino
- Con: Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demian Bichir, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, James Parks, Dana Gourrier, Zoe Bell, Lee Horsley, Gene Jones, Keith Jefferson, Craig Stark, Belinda Owino, Channing Tatum
- Sceneggiatura: Quentin Tarantino
- Fotografia: Robert Richardson
- Musica: Ennio Morricone
- Montaggio: Fred Raskin
- Scenografia: Yohei Taneda
- Costumi: Courtney Hoffman
- Produzione: Richard N. Gladstein, Stacey Sher e Shannon Mc Intosh in associazione con Coco Francini e William Paul Clark per The Weinstein Company
- Genere: Western
- Origine: USA, 2015
- Durata: 167’ minuti