L’Opera di Francoforte affida alla sensibilità registica di Caterina Panti Liberovici la riscoperta de “Le Cantatrici Villane”, opera buffa di Valentino Fioravanti (1764-1837). L’opera buffa, gemmata come intermezzo dell’opera seria, conobbe nel ‘700 un successo enorme e Napoli fu il suo epicentro creativo. Un’autentica pop music del tempo. Protagonisti di estrazione popolare, libretti a tratti licenziosi, melodie semplici e piene di colore. Valentino Fioravanti, contemporaneo di Mozart, fu uno fra gli ultimi compositori di opere buffe di successo e “Le Cantatrici Villane” fu il lavoro che lo fece conoscere in Europa. Andò in scena per la prima volta a Napoli nel gennaio del 1799 e divenne rapidamente una delle opere buffe più popolari dell’epoca. Fu rappresentata regolarmente fino alla metà del diciannovesimo secolo e scomparve poi dai programmi.

La storia è tipica da opera buffa. Equivoci e infatuazioni, travestimenti e happy-end con disvelamento finale. In un villaggio nei pressi di Roma il maestro di cappella Don Bucefalo incontra quatto giovani villane di talento: Rosa, Agata, Giannetta e Nunziella. Incantato dalle loro voci, promette di trasformarle in famose cantanti liriche. E pazienza se non hanno nessuna educazione musicale, basta avere orecchio! Ovvio che le donne diventino subito rivali. Nel frattempo Don Bucefalo e Don Marco, un suo studente, si ripromettono entrambi di sposare Rosa, in apparenza vedova. Si crede infatti che il marito Carlino, soldato di professione, sia stato ucciso in battaglia. Rosa accetta di buon grado la corte del maestro di cappella, ma il marito è ben vivo e fa ritorno a casa in incognito. Carlino osserva una lezione di canto impartita da Don Bucefalo alla moglie e si accende di gelosia. Quando Agata suggerisce che Rosa abbia nascosto Don Bucefalo e Don Marco in casa sua, gli animi s’infiammano ulteriormente. Un gran parapiglia scoppia infine durante la prova dell’Ezio di Gluck che don Bucefalo e don Marco stanno allestendo con le cantatrici villane, per poi trasformarsi in finale gioioso quando Carlino rivela la sua vera identità e le tensioni si appianano.

L’opera di Fioravanti, rimaneggiata a più riprese nel corso del tempo, è a dire il vero piuttosto esile. Un ‘dramma giocoso’ vivace, con un gran tourbillon di sentimenti, supportato da arie e recitativi di maniera e un libretto abbastanza banale. Saggiamente lo spettacolo allestito da Caterina Panti Liberovici non si perde nella ricerca di significati cerebrali, che comunque non sono nell’opera di Fioravanti, e ne dà una lettura attualizzata e brillante, giocando sulla dimensione del teatro nel teatro. L’azione si svolge in un parterre, dove i protagonisti provano una messinscena. Una platea di poltroncine rosse confronta speculare la platea dove siedono gli spettatori. Eleganti e precise, le scene realizzate da Sergio Mariotti ricreano bene lo spazio teatrale in cui si muovono i cantanti. Ne risulta che, anche per lo spazio ridotto (si va in scena al Bockenheimer Depot), è davvero difficile tirare una linea netta di demarcazione fra pubblico e teatro. O se si preferisce fra teatro e teatro.
La commedia per musica di Fioravanti è poi valorizzata dal gran lavoro di recitazione, che aggiunge vivacità e spessore alla recita. Le cantatrici baruffano fra loro in deshabillé, si litigano i costumi di scena. Ricercano i favori del maestro con mosse da vamp casalinghe. Ne esce uno spettacolo brillante che supplisce all’inconsistenza dell’opera. Felice anche la scelta di inserire nel secondo atto un’aria di Gluck; si avverte subito lo stacco netto nella qualità della musica e si apprezzano pochi minuti sontuosi.

Il cast della serata è composto quasi per intero da cantanti dell’ensemble dell’Opera di Francoforte e dei suoi Opera Studio. Una compagine di voci fresche che si destreggia attraverso la partitura con brio e maestria. Il baritono Björn Bürger è un Don Bucefalo istrionico, vero deus ex machina della commedia, che crea situazioni e distribuisce ruoli. Esilarante quando dirige l’orchestra durante le prove dell’Ezio. Encomiabili anche le quattro cantatrici villane. Il soprano canadese Jessica Strong restituisce alla perfezione gli ardori artistici e sentimentali della presunta vedova Rosa. Solida per voce ed espressiva nel gesto anche Karen Vuong nel ruolo della rivale Agata. Maren Favela e Katharina Ruckgaber completano bene il quartetto delle aspiranti primedonne. Il tenore Michael Porter è un Carlino irruento e focoso, Thomas Faulkner un Don Marco sospeso fra la passione per la musica e l’attrazione per il gentil sesso. Karsten Januschke, già Kapellmeister dell’Opera di Francoforte, dirige con verve la Frankfurter Opern-und Museumsorchester in formazione da camera.

Teatro pieno e successo caloroso di pubblico, con applausi convinti per tutti i protagonisti della serata. Rimane comunque la perplessità sul senso della riscoperta di una pièce che non è certo un capolavoro.
Didascalie immagini
- Le Cantarici Villane: da sinistra a destra: Jessica Strong (Rosa), Katharina Ruckgaber (Nunziella) e Karen Vuong (Agata)
- Le Cantatrici Villane: da sinistra a destra: Michael Porter (Carlino), Jessica Strong (Rosa), Björn Bürger (Don Bucefalo), Thomas Faulkner (Don Marco), Maren Favela (Giannetta) e Karen Vuong (Agata)
- Le Cantatrici Villane: da sinistra a destra: Björn Bürger (Don Bucefalo), Karen Vuong (Agata), Jessica Strong (Rosa) e Maren Favela (Giannetta)
- Le Cantatrici Villane: Jessica Strong (Rosa) e Björn Bürger (Don Bucefalo)
In copertina:
Le Cantatrici Villane: da sinistra a destra: Jessica Strong (Rosa), Katharina Ruckgaber (Nunziella) e Karen Vuong (Agata)
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SCHEDA
Le Cantatrici Villane
Dramma giocoso in due atti di Valentino Fioravanti
Libretto di Giuseppe Palomba
In Italiano con sottotitoli in Tedesco
Direttore: Karsten Januschke
Regia: Caterina Panti Liberovici
Scene: Sergio Mariotti
Costumi: Caterina Botticelli
Luci: Jan Hartmann
Cast
Don Bucefalo: Björn Bürger
Rosa: Jessica Strong
Carlino: Michael Porter
Agata: Karen Vuong
Don Marco: Thomas Faulkner
Giannetta: Maren Favela
Nunziella: Katharina Ruckgaber
Frankfurter Opern- und Museumsorchester
Dove e quando
- Fino al: – 06 February, 2016