Attesissimo, dal grande pubblico fiorentino, lo spettacolo “I duellanti” ispirato al libro di Joseph Conrad (e a “The Duellists” il primo film diretto da Ridley Scott realizzato nel 1977) che, dopo il debutto della scorsa estate al Festival dei Due Mondi di Spoleto, inizierà la propria tournée al Teatro della Pergola il prossimo 11 febbraio.
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«Ho cercato di infondergli un po’ dello spirito dell’epoca. Fra i miei antenati, ho avuto due ufficiali di Napoleone: un mio prozio materno e il nonno paterno. Si tratta dunque quasi di un affare di famiglia»: scriveva a un amico Józef Teodor Konrad Korzeniowski, notoriamente conosciuto come Joseph Conrad, un polacco che, in inglese, racconta una sorprendente storia francese. Raccolta nel 1908, con altre cinque, con il titolo di A Set of Six (Un gruppo di sei) e se “The Duel” è forse è il racconto meno conradiano, la sua arte si svela prepotentemente nel reiterarsi quasi imponderabile del conflitto che mette di fronte i due protagonisti della vicenda nell’ambito del ben più vasto conflitto delle guerre napoleoniche dove il senso dell’onore è sì al centro della vicenda, ma esiste un aspetto preponderante e cioè l’assoluta inconsistenza dei fatti da cui tutto trae origine, ma che non vale a scongiurare l’ineluttabilità della sorte che i due contendenti si trovano ad affrontare. Ppoprio questo è l’aspetto più conradiano dell’intera narrazione.
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Questa versione teatrale mostra quanto sia impossibile dare una risposta univoca. Un duello può durare poco più del tempo necessario a estrarre le sciabole e procurare all’avversario una ferita troppo profonda per continuare. Oppure, all’opposto, può durare vent’anni. O ancora, giusto il tempo perché – fuori da un bosco – i due padrini di uno dei duellanti, mentre attendono gli sviluppi di quello che sta accadendo tra gli alberi – possano provare a ricostruire la misteriosa vicenda che lega due ufficiali dell’esercito napoleonico, Armand D’Hubert e Gabriel Florian Feraud. Sono proprio loro due che, nel bosco, e lungo vent’anni, non smettono mai di duellare e sono sempre loro due che… 
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Le poche cose chiare di questa vicenda sono che Feraud non intende in nessun modo fare sconti a D’Hubert, che D’Hubert non vuole sottrarsi a Feraud, e che – probabilmente – uno non può fare a meno dell’altro. I due militari (che intanto hanno fatto carriera e sono arrivati a essere capitani, poi colonnelli e infine generali) sono così abituati a combattere e a rischiare la vita, che quei duelli diventano parte fondamentale delle loro vite, una ossessione che vivono in modi opposti:
Il tempo del racconto e del duello: venti anni, oppure poco più di un’ora. Fino alla sorprendente scoperta finale.
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Il regista Francesco Niccolini ha voluto realizzare i suoi “Duellanti” lavorando sull’avversario e sul diventare adulti e spiega; “Per me nei Duellanti esiste una questione semplice per quanto contorta: l’avversario più feroce lo hai dentro di te e non riesci a liberartene per il semplice fatto che sei tu che non vuoi liberartene. È il richiamo della foresta, la voglia di libertà, il piacere del rischio e della conquista. E non sta altrove, sta dentro e si nutre di te e tu di lui. Amo quelle storie in cui io posso leggere una trama, e contemporaneamente un’altra completamente diversa, e le due convivono perfettamente. Questo è uno di quei casi: Feraud esiste ed è un avversario reale, in carne e ossa, spietato, feroce, pure stupido per certi versi ma molto determinato. Non mollerà mai. Eppure, al tempo stesso, Feraud è la metà oscura di D’Hubert: è quella parte di te che riemerge ogni volta che abbassi la guardia, ogni qualvolta che – guardandoti intorno – scopri un desiderio vietato che non ti vuoi negare, come ad esempio un duello in piena regola, anche se le regole dei duelli sono stata abolite da Napoleone, che i duelli odiava. Eraldo Affinati, nel commentare Il compagno segreto, un racconto di Conrad degli stessi anni di The Duel, scrive: «Il compagno segreto spiega come si fa a diventare adulti: bisogna scegliere, ma ciò significa rinunciare a qualcosa di se stessi, non soltanto ai rami secchi, il che non costerebbe ulla; anche a quelli fioriti, persino ai più belli. E questo è molto meno facile. Si tratta di una vera e propria amputazione spirituale: chi non l’accetta, non cresce». Mi sembra una fotografia perfetta anche per i nostri Duellanti e fa di questa storia un Fight Club ante litteram: uno scontro violento e inevitabile, desiderato, dove – in realtà – il tuo vero avversario non esiste. Anzi, molto peggio: sei tu. Come se, nel momento di iniziare il duello, quando sei spalla a spalla, e fai i tuoi passi per allontanarti, nel voltarti verso il tuo Feraud, vedessi te stesso. E di quel duello ne hai più bisogno dell’aria che respiri. Senza, sei morto.”

Didascalie immagini

  1. Una scena de ‘I duellanti’ (Foto ©2015 Federico Riva)
  2. Una scena de ‘I duellanti’ (Foto ©2015 Federico Riva)
  3. Una scena de ‘I duellanti’ (Foto ©2015 Federico Riva)
  4. Una scena de ‘I duellanti’ (Foto ©2015 Federico Riva)

In copertina:
Una scena de ‘I duellanti’
(particolare)
(Foto ©2015 Federico Riva)

I DUELLANTI
di Joseph Conrad
traduzione e adattamento Francesco Niccolini

drammaturgia Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer, Francesco Niccolini
con
Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Meoni

violoncellista Federica Vecchio
maestro d’armi Renzo Musumeci Greco
musiche Luca D’Alberto
scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
light designer Giuseppe Filipponio
regia Alessio Boni, Roberto Aldorasi  
GOLDENART production

 

dopo Firenze, la  tournée prosegue a:

  • Roma – Teatro Quirino
    dal 23 febbraio al 6 marzo 2016
  • Savona – Teatro Chiabrera
    dall’8 al 10 marzo 
    2016
  • Livorno – Teatro Goldoni
    17-18 marzo 
    2016
  • Cattolica – Teatro della Regina
    22 marzo 2016
  • Ancona – Teatro delle Muse
    dal 14 al 17 aprile 2016

Dove e quando

  • Date : 11 February, 201621 February, 2016