L’ultimo in ordine di tempo (o meglio, l’ultimo del quale si è avuta notizia) è stato il monastero di Sant’Elia, costruito circa 1400 anni fa su una collina a poca distanza da Mosul e distrutto dai militanti
dell’Isis a quanto sembra nell’estate del 2014. Non si tratta certo del primo intervento di questo genere, e purtroppo non sarà l’ultimo, a prescindere da quale conflitto le determini: il patrimonio culturale mondiale è a rischio, ed il maggior pericolo è rappresentato proprio dall’uomo e dalle sue convinzioni sociali, religiose, politiche e morali. A tirare le fila di questa dolorosa storia è Paolo Matthiae, archeologo di fama mondiale, che pubblica per Electa Distruzioni saccheggi e rinascite. Gli attacchi al patrimonio artistico dall’antichità all’Isis. Il libro, dedicato a Khalid al-Asaad (l’archeologo siriano che per più di 50 anni è stato responsabile delle antichità di Palmira, prima di essere torturato ed ucciso dagli uomini del Califfato per non aver voluto rivelare dove avesse nascosto alcuni reperti) raccoglie dati, modalità e motivazioni che hanno portato nei secoli a distruggere tante testimonianze della storia dell’uomo, dalla leggendaria distruzione di Troia a quelle ordinate dai Romani (ricordate Carthago delenda est, oppure i lunghi cortei trionfali che portavano in processione in città vestigia e opere d’arte di quelle culture di cui si percepiva la grandezza?), da Dresda, uscita a pezzi dalla seconda guerra mondiale (uno scrittore americano descrisse una città irriconoscibile, dalla “superficie lunare”) ai saccheggi di epoca napoleonica, dalla damnatio memoriae al sacco di Roma. Non ci sono speranze quindi? L’uomo, per sua natura, è condannato ad odiare, distruggere, saccheggiare e profanare? No, come sottolinea Irina Bokova, direttore generale Unesco: “Se il fanatismo è una deviazione intellettuale, dobbiamo rispondere con le armi dell’intelletto. Quando la cultura è sotto attacco, bisogna proporre ancora più strumenti culturali, spiegando per esempio l’importanza del patrimonio assiro, ricordando che è un’eredità comune. Mi rivolgo a intellettuali, giornalisti, professori, scienziati: tutti dobbiamo mobilitarci per difendere un patrimonio che è dell’intera umanità”. E allora, nel nostro piccolo, per quello che si può fare, mobilitiamoci.
Didascalie immagini
- Distruzioni saccheggi e rinascite
copertina del volume
In copertina:
Palmira il sito siriano distrutto dall’Isis
[particolare]
(foto © Donata Brugioni)
Paolo Matthiae
Distruzioni saccheggi e rinascite. Gli attacchi al patrimonio artistico dall’antichità all’Isis
pp. 264
Electa