L’amore per i luoghi in cui sono nata mi portano sovente a riscoprirli durante le mie uscite. Per troppo tempo ho rimandata un adeguato approfondimento a proposito di una delle opere più interessanti del Cinquecento umbro: la Sacra conversazione di mano di Iacopo Siculo, conservata nella chiesa di San Biagio a San Mamiliano, borgo appartenente al Comune Ferentillo.
1 jacopo siculo sacra conversazione 1537-1538 san mamiliano ferentillo
    L’opera raffigura la Vergine con in braccio il Bambino, seduta su di un alto trono, ai suoi lati due angeli tengono sollevata una pesante tenda verde, sotto la quale sono schierati San Pietro, San Giovanni Evangelista, e, inginocchiati in segno di rispetto e adorazione, San Mamiliano e San Biagio. Sullo scalino campeggia la scritta sulla quale si leggono i nomi dei committenti e dell’autore:

Aeditus per Vincentio Laurentis et Pacciano Bernardini necnon Benedicto Laurentii Dionisio Damiani Fabriano Celloni et Cicchi Aedilibus impensis oppidanorum S, Mamigliani decem aureis quos ligavit Dominus Innocentius Icobis Siculus faciebat.

Pertanto veniamo a sapere che questa prestigiosa opera venne realizzata su commissione delle famiglie Laurenti e Bernardini, ad opera del pittore siciliano, che già conosceva queste terre.
2 jacopo siculo sacra conversazione panoramica dell opera
    Iacopo Santori, vero nome dell’artista, nacque nel 1490 a Giuliana, paese della provincia di Palermo, da qui il suo soprannome, e fin da subito venne indirizzato all’arte della pittura in una bottega del capoluogo siciliano. Intorno alla fine degli anni Dieci del Cinquecento si trasferì a Roma, dove ebbe modo di conoscere l’arte della grande Maniera rinascimentale. Successivamente andò in cerca delle prime importanti committenze nel territorio umbro e nell’alto Lazio. Il suo trasferimento in queste terre si deve, con molta probabilità, al fatto che egli seguì il suo maestro, Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, che, come ricordato in un precedente articolo, lavorò a lungo, con ingaggi di prestigio, in Umbria. L’esordio di Iacopo come magister si ebbe nel 1524, quando dipinse il Battesimo di Cristo per la Chiesa di San Giovanni Battista di Casperia a Rieti. Qui la lezione leonardesca del Battesimo degli Uffizi emerge con prepotenza, sia nella composizione, che nelle figure presenti, come i due angeli sullo sfondo, che sono palesemente desunti dal dipinto di Verrocchio e Leonardo.

     Il successo ottenuto con questa pala gli permise di approdare nel territorio di Spoleto e dintorni, dove, negli anni Quaranta del XVI secolo, lavorò nella Cappella di Francesco Eroli in duomo, a Norcia, in cui dipinse l’Incoronazione della Vergine per i Frati Minori del convento dell’Annunziata, e nella chiesa di San Brizio a Spoleto, per la famiglia Racani, per i quali realizzò una pala molto simile a quella qui in oggetto.
3 jacopo siculo sacra conversazione dettaglio del cartiglio con la firma
    L’opera conservata nella chiesa di San Mamiliano, datata tra il 1537 e il 1538, deve quindi collocarsi durante lo spostamento dell’artista da Rieti a Spoleto; pertanto, può considerarsi come il primo dipinto del periodo umbro dell’artista.

La presenza di questa tavola nella piccola chiesa di San Biagio è testimoniata anche nella storia di Ferentillo del 1804, nella quale, all’interno delle pagine dedicate a San Mamiliano, si legge: Nell’altare maggiore vi è un quadro assai pregiato ed è opera di Domenico Siciliano. L’errore nel nome si deve certamente alla confusione con un altro grande artista svizzero, naturalizzato siciliano, lo scultore Domenico Gagini, vissuto tra il 1420 e il 1492.
4 jacopo siculo sacra conversazione particolare della predella con due profeti
In questa pala sono evidenti le influenze della pittura di cultura peruginesca: numerose sono le analogie con le Sacre Conversazioni del Vannucci, quali la Pala dei Decemviri, la Pala di Fano, la tavola ora al Hood Museum of Art, dove sia nella composizione, che nella caratterizzazione dei personaggi, dai gesti misurati e pacati, si evince il debito nei confronti del grande maestro di Perugia. Il tratto nervoso, la cromia più squillante e i volumi più manifesti e definiti sono dimostrazione, invece, della sua formazione sulla pittura romana. L’enorme tendaggio verde è un chiaro omaggio alla Madonna del Baldacchino di Raffaello Sanzio.
5 jacopo siculo sacra conversazion particolare della predella con l adorazione dei magi
    Nella predella, dove sono raffigurate alcune scene della vita dei Santi raffigurati nella pala, l’Adorazione dei Magi e i Profeti, la pittura si dimostra più debole, elemento che induce a pensare che  sia stata realizzata da dei suoi aiuti, o che nella pittura di piccolo formato il pittore fosse meno portato.

Didascalie immagini

  1. Jacopo Siculo, Sacra Conversazione, 1537-1538. San Mamiliano, Ferentillo.
  2. Jacopo Siculo, Sacra Conversazione, panoramica dell’opera
  3. Jacopo Siculo, Sacra Conversazione, dettaglio del cartiglio con la firma
  4. Jacopo Siculo, Sacra Conversazione, particolare della predella con due Profeti
  5. Jacopo Siculo, Sacra Conversazione, particolare della predella con l’Adorazione dei Magi

In copertina:
Jacopo Siculo, Sacra Conversazione, 1537-1538. San Mamiliano, Ferentillo.
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