Catania è una metropoli del Sud in continuo fermento; un luogo affollato e caldo nel quale brulicano
contemporaneamente bene e male, cultura e delinquenza spiccia, ricchezza e meschina povertà (intese in senso ampio). Una violenza roboante alla quale il catanese è indifferente, avvezzo, e insieme inconsapevolmente schiacciato. Questa sensazione di soffocamento trova sfogo nella musica del trio Catania Violenta – composto dal chitarrista Chris Iemulo, dal bassista Giuseppe Schillaci e dal batterista Francesco Cusa – approdato al suo primo album dal titolo “Silent Noise”. Registrato nel 2013 e pubblicato da Setola di maiale nel 2015, il disco si muove su sonorità noise e punk dense e fitte, alternate a brevissime isole di distensione.
Cusa, poliedrico artista catanese, intreccia sui tamburi – con grande parsimonia di piatti -complesse scomposizioni poliritmiche sulle quali si incastonano il basso di Schillaci e la satura chitarra di Iemulo in un gioco psichedelico e claustrofobico, che toglie il fiato all’ascoltatore. I groove di base sono continuamente spezzati e subito riaggregati come in For You And Me Too; la voce di Iemulo, distorta e lontana, crea dimensioni di inquietudine in Really Happy e nuvole oniriche in Sbolognia, nella quale il ricordo delle torride estati bolognesi si ricondensa in un delirio da canicola. Una posizione comoda perseguita e condanna la mediocrità e l’inettitudine piccolo-borghese di chi cerca il suo “posto al sole” indifferente a ciò che gli accade accanto.

“Silent Noise” descrive insomma, nell’horror vacui di un muro creato non tanto dal volume quanto dalla massa sonora vera e propria, una condizione pressante, schiacciante. Una sorta di rumore assordante nel suo stare sullo sfondo.
Didascalie immagini
- Catania violenta copertina disco
- Catania violenta retrocopertina disco
In copertina:
Catania violenta elaborazione grafica copertina disco