La mostra Toulouse-Lautrec. La Collezione del Museo di Belle Arti di Budapest, promossa e prodotta da Roma Capitale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Arthemisia Group e organizzata con Zetema Progetto e Cultura, permette di vedere a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa. In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor e documentata dal catalogo Skira, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) hanno lasciato Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016.
Attraverso questa esposizione è possibile conoscere a tutto tondo l’opera grafica di Toulouse-Lautrec: circa 170 opere tra manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate, e corredate dalla dedica dell’artista.
Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril, 1893,
Henri de Toulose Lautrec, uno degli ultimi pittori impressionisti e precursore dell’Espressionismo, attraverso la sua breve vita, rimane un esempio emblematico di artista di fine secolo, vivendo la propria vita e la propria arte su un unico piano d’intensa partecipazione emotiva.
Grande disegnatore, riesce attraverso la funzionalità delle proprie linee a cogliere con precisione espressionistica le forme, i corpi e lo spazio.
Nonostante la provenienza da una famiglia nobile ed agiata, preferisce vivere fuori dagli schemi della vita borghese, rifugiandosi in quel mondo di “vita notturna” in cui incontra i soggetti dei propri quadri, cogliendo in loro una vera e propria genuina e dignitosa umanità.
Henri de Toulouse-Lautrec, At the Moulin Rouge, La Goulue and her sister, 1892,
Lautrec ha rappresentato un ponte di collegamento tra la buona società dell’epoca e la vita bohémien dei quartieri di periferia parigina.
Noi siamo brutti ma la vita è bella”: è con questa frase che Lautrec firma virtualmente ogni sua opera ispirata alla Belle Epoque, lasciando un segno indelebile nell’arte.
L’itinerario dell’esposizione è scandito in cinque sezioni tematiche e tiene puntualmente conto delle esperienze formative, artistiche e intellettuali del grande francese.
La prima sezione è dedicata agli interpreti della stravagante vita notturna di Montmartre. Di rara bellezza i manifesti dedicati alla ballerina Louise Weber detta “la Golosa” mentre danza in coppia con Valentin le Désossé, e les affiches con al centro la grazia ironica di Yvette Gilbert che brilla sul palcoscenico del Moulin Rouge.
Questo periodo fu caratterizzato dall’euforia e dalla frivolezza che Lautrec esprime attraverso la sua straordinaria arte, riuscendo a conferire a personaggi e luoghi del momento, che lui stesso ha vissuto travolto di entusiasmo, un valore ed un’impronta così importante da renderli per sempre emblemi di un’epoca tra le più straordinarie mai conosciute.
Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais, 1893,
La seconda sezione è dedicata alle celebrità. Lautrec infatti intreccia relazioni amichevoli con le celebrità del cabaret parigino come la ballerina Jane Avril: la raffigura mentre frequenta un caffè-concerto sul manifesto Divan Japonais (1893). Jane è ritratta anche nel ruolo di un’intenditrice d’arte sulla copertina di L’Estampe originale (1893), che promuove la litografia a lui contemporanea. Diviene inoltre buon amico del cantautore e cabarettista francese Aristide Bruant (1851-1925), e contribuisce a definire la figura del cantante attraverso una serie di stampe e di litografie, tra cui Aristide Bruant nel suo cabaret (1893), dove lo rappresenta col suo mantello voluminoso, cappello a larghe tese e una sciarpa rossa intorno al collo.
Henri de Toulouse-Lautrec, Bust of Mademoiselle Marcelle Lender, 1895,
La terza sezione è dedicata alle donne della notte. A Lautrec piace l’ambiente frivolo dei bordelli e tra il 1892 e il 1895 trascorre intere settimane nelle maison closes vicine all’Opéra e alla Borsa di Parigi. Qui osserva le ragazze per ore, mentre riposano, giocano a carte o si truccano. La disinibita facilità con la quale queste donne svolgono il proprio lavoro, le rende ai suoi occhi le modelle ideali. In questa sezione, infatti, è esposta una serie di cromolitografie del 1896 intitolata Elles, considerata una delle opere migliori dell’artista, in cui sono raffigurati con insolita empatia i momenti più intimi del mondo dei bordelli (Donna alla tinozza e La clownessa seduta, Mademoiselle Cha-U-Kao, entrambe del 1896). Lautrec non trascura il tema dell’amore lesbico, che tratta con particolare sensibilità come in Il grande palco (1897).
Henri de Toulouse-Lautrec, The Englishman at the Moulin Rouge, 1892,
La quarta sezione caratterizza Lautrec come parte attiva dell’elettrizzante mondo dello spettacolo. Il pittore inizia a disegnare programmi di sala e raffigura scene teatrali (Il palco dal mascherone dorato, 1893). È affascinato da Marcelle Lender, attrice del Théâtre des Variétés, il cui busto audacemente erotico stampato in otto colori rappresenta un capolavoro nella storia della litografia (Busto di Mademoiselle Marcelle Lender, 1895). In queste litografie è chiaro che Lautrec ha attinto a piene mani alla gestualità asiatica, alla “febbre orientale” che verso il 1860 si diffonde in tutta Europa . L’ influenza del Giapponismo, secondo l’ artista, era l’unica arma in grado di liberare l’arte dalla mera tradizione, mostrando la bellezza attraverso nuovi simboli, nuovi aspetti.
Henri de Toulouse-Lautrec, The Seated Clowness (Mademoiselle Cha-U- Kao), 1896,
Nella quinta sezione sono illustrati alcuni aspetti della vita privata dell’artista. La passione per le corse dei cavalli a Longchamp (Il fantino, 1899): in questo particolare dipinto attraverso l’innovativo punto di vista che posiziona il cavallo ed il suo fantino di spalle, Toulouse-Loutrec riesce a comunicare la tensione e la dinamicità della corsa, contaminato dagli studi effettuati dal fotografo inglese Muybridge che fu pioniere della fotografia del movimento. E ancora, le gite quotidiane al Bois de Boulogne (Gita in campagna, 1897) e l’amore per una sconosciuta a bordo di una nave, seduta su una sedia a sdraio (La passeggera della 54 o Passeggiata in yacht, 1895).
Henri de Toulouse-Lautrec, The Jockey, 1899,
A completare la mostra anche numerose illustrazioni di libri e copertine che Lautrec crea negli ultimi anni di attività solamente su richiesta dei suoi amici: tra questi, la copertina per L’Etoile Rouge del 1898 (una raccolta di poesie di Paul Leclercq, uno dei fondatori de La Revue Blanche); lo scrittore Victor Joze si rivolge a Lautrec per creare per il suo romanzo una Copertina per La Tribu d’Isidore (1897) e Georges Clemenceau gli commissiona dieci illustrazioni da inserire nel volume Au Pied du Sinai (1897), pubblicato nel 1898.
La mostra, attraverso le opere del Museo di Belle Arti di Budapest, illustra l’arte eccentrica e la ricercata poetica anticonformista e provocatoria – tra le più innovative tra Ottocento e Novecento – di uno degli artisti oggi più apprezzati e ammirati nonostante la tarda scoperta.

Didascalie immagini

  1. Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril, 1893,
    Lithograph (in five colours) on wove paper, 129,5×94 cm, Budapest, Galleria Nazionale (Szepmuveszeti Muzeum)
    (©Museum of Fine Arts, Budapest 2015)
  2. Henri de Toulouse-Lautrec, At the Moulin Rouge, La Goulue and her sister, 1892,
    Lithograph (in six colours) on wove paper, 64,2×49,7 cm, Budapest, Galleria Nazionale (Szepmuveszeti Muzeum)
    (©Museum of Fine Arts, Budapest 2015)
  3. Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais, 1893,
    Lithograph (in four colours) on wove paper, 81×62,3 cm, Budapest, Galleria Nazionale (Szepmuveszeti Muzeum)
    (©Museum of Fine Arts, Budapest 2015)
  4. Henri de Toulouse-Lautrec, Bust of Mademoiselle Marcelle Lender, 1895,
    Lithograph (in eight colours), 58,2×41,6 cm Budapest, Galleria Nazionale (Szepmuveszeti Muzeum)
    (©Museum of Fine Arts, Budapest 2015)
  5. Henri de Toulouse-Lautrec, The Englishman at the Moulin Rouge, 1892,
    Lithograph (in six colours) on laid paper, 62,4×48,4 cm, Budapest, Galleria Nazionale (Szepmuveszeti Muzeum)
    (©Museum of Fine Arts, Budapest 2015)
  6. Henri de Toulouse-Lautrec, The Seated Clowness (Mademoiselle Cha-U- Kao), 1896,
    Lithograph (in five colours) on wove paper, 52×40,3 cm Budapest, Galleria Nazionale (Szepmuveszeti Muzeum)
    (©Museum of Fine Arts, Budapest 2015)
  7. Henri de Toulouse-Lautrec, The Jockey, 1899,
    Lithograph (in six colours), 51,3x 36,1 cm, Budapest, Galleria Nazionale (Szepmuveszeti Muzeum)
    (©Museum of Fine Arts, Budapest 2015)

In copertina:
Un particolare da Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais, 1893,
Lithograph (in four colours) on wove paper, 81×62,3 cm, Budapest, Galleria Nazionale (Szepmuveszeti Muzeum)
(©Museum of Fine Arts, Budapest 2015)

Dove e quando

Evento: Toulouse-Lautrec. La Collezione del Museo di Belle Arti di Budapest
  • Fino al: – 08 May, 2016
  • Indirizzo: Museo dell’Ara Pacis, Roma