Non è possibile smettere di raccontare le molteplici bellezze di Milano, ormai uscita dall’atmosfera di Expo ma sempre pronta a proporre, oltre alle sue opere permanenti, assolute novità: mostre anche insolite ma sempre interessanti, manifestazioni uniche, esibizioni musicali e tanto altro ancora. Ovunque si respira un’allegra atmosfera di festa, e sopratutto in centro le luci variegate dei negozi rendono splendenti strade e palazzi, facendo anche scoprire particolari nuovi.
Come sempre, dunque, a Milano ci sono tante novità da scoprire e tra quelle da non perdere, rimanendo in centro per riuscire poi ad avere la possibilità di “svetrinare”, le proposte più interessanti e particolari di questo periodo sono forse due: il Museo Poldi Pezzoli, dove si possono ammirare orologi straordinari, e le Gallerie d’Italia, splendidi spazi delle collezioni di Intesa Sanpaolo, dov’è in esposizione la vita di Hayez.
L'ultimo abboccamento di Jacopo Foscari con la propria famiglia (I due Foscari), 1838-1840,
Le Gallerie d’Italia in Piazza delle Scala hanno scelto di seguire un programma molto importante di mostre temporanee, che ha lo scopo di fare riscoprire artisti ormai quasi dimenticati o ricordati magari solo per un quadro, com’è accaduto nel caso di Francesco Hayez (Venezia 1791 – Milano 1882), conosciuto per Il bacio. L’artista in realtà ha dipinto per tutta, la vita rinnovando molto gli insegnamenti avuti in Accademia, soprattutto dopo aver frequentato lo studio di Canova (Polcenigo 1757 – Venezia 1822), per approfondire la visione del Romanticismo.
Francesco Hayez, Il martirio di San Bartolomeo, 1856,
La mostra Hayez, curata da Ferdinando Mazzocca con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli, sarà visibile sino al 21 febbraio 2016, e collateralmente vedrà allestiti ogni mese programmi culturali come laboratori per bambini, per adulti e per le famiglie, visite guidate, conferenze, proiezioni di approfondimento sull’artista e sul movimento: una grande opportunità per approfondire l’artista a 360 gradi.
La mostra è stata realizzata anche grazie ai prestiti di importanti istituzioni milanesi, come l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Pinacoteca di Brera, insieme alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
Gli abitanti di Parga che abbandonano la loro patria (I profughi di Parga), 1826-1831,
La quantità di opere di Hayez esposte – più di centro tra dipinti e affreschi – rende questa monografica molto completa, lasciando percepire i progressivi cambiamenti avvenuti nello stile e nella pennellata dell’artista, con tocchi personali, innovativi e mai retorici, neanche nei quadri patriottici, molto vicini alla realtà della sua epoca.
La mostra offre la possibilità di vedere da vicino i rifacimenti di quadri, alcuni dei quali evidentemente erano stati molto apprezzati, altri che lui preferiva rivedere nei particolari. Degne di nota sono tre interpretazioni lievemente diverse de Il bacio, tra le quali quella che conosciamo dai colori più tenui è sicuramente la meno espressiva, anche se ottenne molto successo.
Francesco Hayez, Accusa segreta, 1847-1848,
Nato da una famiglia poverissima, Hayez venne adottato da uno zio antiquario che capì le sue capacità e lo instradò verso il restauro, ma egli cominciò a dipingere, vincendo diversi premi, si sposò ma non ebbe figli, così ne adottò una. Uomo bello, salottiero e simpatico era invitato ovunque, condusse una vita libertina ed ebbe molte amanti, spesso protagoniste dei suoi quadri, cosa che creò grossi scandali nella società benpensante del suo tempo, ma ciò non attenuò la sua fama.
Francesco Hayez, Gli ultimi momenti del doge Marin Faliero sulla scala detta del piombo, 1867,
A questo punto, visitata la mostra, si possono ammirare i tre bei palazzi restaurati da Intesa Sanpaolo dov’è esposta una parte della collezione di proprietà della banca, per poi uscire in via Manzoni e raggiungere il vicino Museo Poldi Pezzoli, dove in ottobre è stata ampliata la sezione degli orologi contrassegnata come Tempo prezioso.

Didascalie immagini

  1. L’ultimo abboccamento di Jacopo Foscari con la propria famiglia (I due Foscari), 1838-1840,
    olio su tela, cm 165 x 233 Collezione Fondazione Cariplo Milano, Gallerie d’Italia – Piazza Scala
  2. Francesco Hayez, Il martirio di San Bartolomeo, 1856,
    olio su tela, cm 452 x 233, Castenedolo (Brescia), chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo fotostudio Rapuzzi
  3. Gli abitanti di Parga che abbandonano la loro patria (I profughi di Parga), 1826-1831,
    olio su tela, cm 201 x 290, Brescia, Musei Civici d’Arte e Storia
  4. Francesco Hayez, Accusa segreta, 1847-1848,
    olio su tela, cm 153 x 120, Pavia, Musei Civici
  5. Francesco Hayez, Gli ultimi momenti del doge Marin Faliero sulla scala detta del piombo, 1867,
    olio su tela, cm 238 x 192, Milano, Pinacoteca di Brera, Su concessione del Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo, Milano, Pinacoteca di Brera

In copertina:
Un particolare da Francesco Hayez, Gli ultimi momenti del doge Marin Faliero sulla scala detta del piombo, 1867,
olio su tela, cm 238 x 192, Milano, Pinacoteca di Brera, Su concessione del Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo, Milano, Pinacoteca di Brera

Gallerie d’Italia 
Orari: da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30)
Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30
(ultimo ingresso ore 21.30)
Lunedì chiuso

Dove e quando

Evento: Hayez
  • Fino al: – 21 February, 2016
  • Indirizzo: Gallerie d’Italia: Piazza della Scala 6, Milano
  • Sito web