Hendrick Goltzius [1558 – 1617] fu incisore e pittore olandese del tardo Cinquecento noto per esser stato tra i primi a commercializzare le sue stampe, spesso a soggetto mitologico e con una forte propensione all’erotismo, come oggetti a sé stanti indipendenti dalla diffusione di volumi per cui erano principalmente impiegate allora le tecniche di stampa tipografica.
L’eclettico gallese Peter Greenaway dopo aver svelato i segreti nascosti nella Ronda di notte di Rembrandt e prima di accompagnarci in Messico col cineasta russo Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, ha affrontato il tema del rapporto tra rappresentazione della sessualità e sua fruizione portando sullo schermo la figura dell’artista cinquecentesco in Goltzius & the pelican company.
Opera imponente e raffinata, il film dopo essere apparso sporadicamente sugli schermi italiani distribuito da Lo Scrittoio in associazione con Maremosso, è adesso finalmente disponibile permanentemente in un elegante cofanetto realizzato da CG Entertainment, in dvd e blu-ray, corredato dal volume della sceneggiatura originale in inglese illustrata dai bozzetti realizzati dallo stesso Peter Greenaway per lo sviluppo del progetto.

In viaggio verso l’Italia la Compagnia del Pellicano fa sosta a Colmar sul Reno presso la corte del governatore locale, il Margravio d’Alsazia, con i suoi incisori e i tipografi, con uno scrittore e alcuni attori accompagnati da mogli e amanti a complemento del gruppo di artisti girovaghi.
Capo della compagnia in cerca di mecenati disposti a finanziare una serie di volumi illustrati, Goltzius stipula un accordo con l’uomo di potere alsaziano: ogni sera per sei giorni consecutivi verrà messo in scena uno spettacolo teatrale, finalizzato a rappresentare le opere che si vorrebbero dare alle stampe e se infine il Margravio resterà soddisfatto verrà subito corrisposto il denaro necessario e sottoscritto un contratto decennale per la pubblicazione dei volumi.

Goltzius vorrebbe proporre le storie mitologiche di Ovidio con le erotiche imprese di Giove eterno Dio seduttore, ma è più opportuno mettere in scena storie bibliche dell’Antico Testamento perché dare precedenza a una dichiarazione di fede sull’erudizione dei classici antichi apre più facilmente la via ad ogni tipo di liceità.
Ecco allora che portando sul palcoscenico le storie di Adamo ed Eva, Lot e le sue figlie, Davide e Betsabea, Giuseppe e la moglie di Putifarre o Sansone e Dalila, l’artista affronta pubblicamente sei tabù sessuali della cultura cattolica: il voyeurismo, l’incesto, l’adulterio, la seduzione dei più giovani, la prostituzione e la necrofilia.

Mischiando rappresentazione teatrale e video arte, integrate con vere e proprie lezioni iconografiche sui personaggi biblici e mitologici rappresentati, Peter Greenaway confeziona un’opera sontuosa a dispetto del basso budget, interamente girata in una stazione ferroviaria dismessa d’inizio Novecento, a Zagabria in Croazia, con l’inserimento di alcuni sporadici ambienti virtuali.
Colto, arguto e provocatorio Goltzius & the pelican company indaga il rapporto sempre problematico tra religione cattolica e sessualità, trovando l’apice di questo sberleffo anticlericale nella considerazione che l’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, è l’unico animale dall’amplesso anteriore, il solo a praticare l’atto riproduttivo al contrario rispetto alle altre specie elevandosi dalla bestialità dell’istinto; a conferma di ciò le parole inglesi God e dog sono specularmente l’una l’inverso dell’altra.

Nella realtà contemporanea in cui un’opera cinematografica può essere riprodotta all’infinito su supporti tecnologici diversi, analogamente alle stampe che nel Cinquecento aumentando la tiratura hanno di fatto abolito l’esclusività del pezzo unico nell’opera d’arte, il cineasta Greenaway per sua stessa ammissione s’identifica nel personaggio di Hendrick Goltzius riflettendo sulla riproducibilità dell’oggetto artistico.
La contemplazione dell’opera d’arte, soprattutto nella visione di un’opera cinematografica come questa, è attività attraverso cui è legittimata la naturale propensione umana al voyeurismo, in un modo che nello scorrere comune della vita quotidiana non sarebbe moralmente giustificato; eppure è forse l’attività più praticata nelle relazioni sociali, inconfessabile esigenza primaria al pari di quelle vitali.

Con l’espediente narrativo del contratto che rievoca I misteri del giardino di Compton House, fulminante esordio dietro la macchina da presa di Peter Greenaway, e la colonna sonora originale di Marco Robino con un’abbondanza di archi che sembra citare le storiche partiture di Michael Nyman per il cineasta gallese, Goltzius & the pelican company celebra l’esuberanza della vita e la gioia del sesso come sana risposta all’inevitabile destino di morte che attende ogni creatura vivente.
Didascalie immagini
- Copertina del cofanetto in edizione blu-ray
- Adamo ed Eva secondo Goltzius / Ramsey Nasr è l’incisore olandese / L’erotismo nelle stampe di Goltzius
- F. Murray Abraham è il Margravio d’Alsazia / La Compagnia del Pellicano
- Adamo ed Eva sfoggiano la scritta provocatoria ‘Questa è Proprietà di Dio’ / La corte del Margravio assiste alle rappresentazioni /
Pippo Delbono, Flavio Parenti e Anne Louise Hassing sono Samuel van Gouda, Eduard e Susannah impegnati a mettere in scena la scoperta del peccato carnale da parte di Adamo ed Eva - L’iconografia dei personaggi, il set nella stazione ferroviaria croata e le sue appendici virtuali
- Giulio Berruti è Thomas Boethius / I sontuosi costumi / Maaike Neuville è Isadora la moglie del Margravio / Isadora e Amos Quadfrey oggetto dei suoi desideri di emancipazione (© 2012 Kasander Film BV / Portpic Ltd / MP Film Productions / CDP s.a.r.l.)
In copertina:
Ramsey Nasr è Hendrick Goltzius protagonista e voce narrante del film (© 2012 Kasander Film BV / Portpic Ltd / MP Film Productions / CDP s.a.r.l.)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Goltzius & the pelican company
- Regia: Peter Greenaway
- Con: F. Murray Abraham, Ramsey Nasr, Kate Moran, Giulio Berruti, Anne Louise Hassing, Flavio Parenti, Pippo Delbono, Lars Eidinger, Halina Reijn, Francesco De Vito, Stefano Scherini, Vincent Riotta, Lisette Malidor, Vedran Zivolic, Maaike Neuville, Hendrick Aarts, Goran Bogdan, Truus de Boer, Nada Abrus, Dusko Valentic, Enes Vejzovic, Boris Bakal, Tvrtko Juric, Samir Vujcic, Milan Plestina, Katija Zubcic, Vedran Komericki
- Sceneggiatura: Peter Greenaway
- Fotografia: Reiner van Brummelen
- Musica: Marco Robino
- Montaggio: Elmer Leupen
- Scenografia: Ben Zuydwijk
- Costumi: Marrit van der Burgt, Blanka Budak
- Produzione: Kees Kasander con Sam Taylor e Mike Downey, Igor Nola e Suza Horvat con Catherine Dussart per Kasander Film con Film & Music Entertainment, CDP, MP Film Production in associazione con Head Gear Films e Metrol Technology con il supporto di The Netherlands Film Fund, Rotterdam Media Fund, Croatian Audiovisual Centre, Centre National du Cinéma et de l’Image Animée con Molinare TV & Film
- Genere: Iconografico
- Origine: Gran Bretagna / Olanda / Francia / Croazia, 2012
- Durata: 112’ minuti