“Il cubismo ha origini spagnole ed io sono il suo inventore. Dobbiamo cercare le influenze spagnole in Cézanne e osservare l’influenza di El Greco nella sua opera. Nessun pittore veneziano eccetto El Greco realizzava costruzioni cubiste.”
(Pablo Picasso)
Domenikos Theotokopoulos meglio conosciuto come El Greco nel 1614 moriva in Spagna a Toledo e per ricordare il quarto centenario della scomparsa di questo artista dalla vita avventurosa e dal percorso artistico eccezionale, si sono succedute due importanti esposizioni in Grecia suo paese di nascita e in Spagna suo paese di adozione. E’ solo a Treviso però che si scoprono per la prima volta le radici e le metamorfosi artistiche di questo genio della pittura del ‘500 che Picasso definisce il primo realizzatore di “costruzioni cubiste”. E’ a Treviso che si svolge nello spazio espositivo di Casa Carraresi fresca di restauri, “El Greco in Italia. Metamorfosi di un genio” la prima esposizione mai dedicata prima al decennio giovanile che l’artista trascorse nel nostro Paese.

Oltre mezzo secolo di studi del curatore, Lionello Puppi emerito di Ca’ Foscari, con l’aiuto di un Comitato Scientifico di calibro internazionale, sono alla base dell’esposizione che ha potuto contare anche sulla collaborazione di prestigiosi istituzioni museali e collezioni private. Da tutto il mondo hanno prestato per l’occasione le loro opere arrivate nella città veneta a partire dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia alla Galleria Estense di Modena, dalla Galleria Nazionale di Parma al J.F. Willumsens Museum in Danimarca, dalla Maison d’Art di Montecarlo alla Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia,e ancora dal Museo di Capodimonte di Napoli alla Pinacoteca di Bologna, dalla Schorr Collection di Londra al The Velimezis Collection di Atene, solo per citarne alcuni. Una trentina di opere, molte delle quali esposte in Italia per la prima volta, possono così dialogare con altrettanti capolavori di altri grandi artisti che influenzarono il lavoro di El Greco o ne furono influenzati :da Tiziano a Parmigianino e Tintoretto da Picasso a Modigliani e Bacon.

El Greco, come suggerisce l’appellativo che gli daranno più tardi gli spagnoli, nasce a Creta nel 1541 mentre l’isola è sotto il dominio della Serenissima e l’arte locale è restata sotto il dominio della iconografia bizantina. La cultura delle icone, che sicuramente l’artista vede fin da piccolo nelle chiese dell’isola e che continuerà a dipingere quando diventa maestro d’arte, gli entrerà nel sangue, sarà una sorta di patrimonio genetico che lui stesso continuerà a produrre seguendo il corso della tradizione artistica dell’isola, prima di intraprendere il viaggio verso Venezia e l’Italia La mirabile tavola di San Demetrio, di recente scoperta e attribuzione, per la prima volta esposta al grande pubblico, è testimonianza della prima attività del pittore in obbedienza ai principi del dipingere alla “maniera greca”. Sempre coloratissime e ricche di fondo oro, le figure delle icone sono caratterizzate da una forte rigidità delle linee e dalla staticità dei volti. Non a caso uno dei video che arricchiscono il percorso della mostra che è strutturata in quattro grandi aree, riguarda l’ isola natale di Creta e al linguaggio della tradizione iconica bizantina.

Ha ventisei anni quando nel 1557 inizia quel viaggio che non solo gli cambierà la tavolozza, ma il modo stesso di dipingere, diretto verso Venezia dove incontrerà la pittura di grandi artisti Tiziano, Domenico Tintoretto, Jacopo Bassano, artisti che influenzeranno profondamente la sue opera, i colori diventano più intesi, la pennellata libera, la prospettiva regalerà respiro alle opere. La fusione tra l’arte tardo-bizantina dell’Europa orientale e quella rinascimentale e manierista occidentale prende corpo nella sua pittura.
In mostra l’Altarolo per un Miles Christi” prestito della Galleria Estense di Modena, rappresenta una opera chiave per ricostruzione di questo percorso verso la scelta del passaggio dalle icone alla pittura alla “maniera moderna”. La genialità di El Greco – come ha sottolineato Serena Baccaglini del Comitato scientifico che ha curato l’esposizione – sta proprio nell’essere riuscito a fondere due cultura contrapposto: quella greca ortodossa e quella rinascimentale cattolica romana. “La vera rivoluzione della sua pittura è nella capacità di non negare nessuno dei due linguaggi ma di riuscire a fonderli insieme in uno stilema unico e originale.”
Per sottolineare ed esaltare le influenze dai grandi maestri della pittura sono in mostra fra gli altri capolavori il “San Francesco riceve le stimmate” di Tiziano, la “Madonna di San Zaccaria” del Parmigianino, “Allegoria della Battaglia di Lepanto” del Veronese. Da Venezia si sposta a Roma e incontra lungo la strada, a Parma, le creazioni di Correggio e Parmigianino, assai celebre per le figure lunghe e affusolate che dipingeva.

Quando giunge a Roma, nel 1570, è ospite di uno dei più influenti mecenati dell’epoca, il cardinale Alessandro Farnese, attorno al quale si riunisce una vivace cerchia di intellettuali e artisti. Il confronto con i grandi pittori rinascimentali e manieristi spinge l’artista a trasformare ulteriormente il suo stile. Anche se vide e criticò il Michelangelo della Sistina il grande respiro romano si insinuò nel suo modo di dipingere .“La guarigione del cieco” arrivata in prestito dalla collezione Farnese di Parma , è un esempio di questo periodo. Sul fondo si riconoscono le terme di Diocleziano di Roma e le figure di Alessandro Farnese e Juan di Austria protagonisti di Lepanto. Ma in breve El Greco entra in rotta con Farnese e con la ricca committenza a lui legata. Nel 1576 è di nuovo in viaggio. Parte per la Spagna e dopo un breve periodo alla corte del re Filippo II, si trasferisce definitivamente a Toledo dove produce i capolavori più conosciuti.

L’artista diventa un interprete appassionato e originale dei valori della Controriforma, l’importanza dei riti e dei dogmi tradizionali, la centralità della figura della Vergine e dell’esempio dei santi. Le figure diventano allungate e slanciate in modo innaturale e le proporzioni tra i personaggi spesso volutamente non rispettate. Non gli interessano le proporzioni accademiche o il senso della natura, del classicismo e della bellezza: gli alberi, le rocce, le nuvole servono a trasmettere uno stato d’animo. Utilizza colori dalle sfumature forti ed inusuali utili per caratterizzare le figure più importanti, illuminate drammaticamente da colpi di luce a effetto. Colori metallici e contorsioni delle figure, effetti quasi allucinatori,” costruzioni cubiste” per dirla alla Picasso.
E’ qui nella quarta sezione della mostra si arriva al dialogo con la modernità, alla grande influenza che El Greco ha esercitato sugli artisti e le avanguardie del ‘900 tanto da riportare i pittore a una fama mondiale. Nel raffronto con i capolavori di artisti moderni come Pablo Picasso e Francis Bacon si compie il viaggio nell’esperienza unica tra pittura bizantina, classicismo e modernità.
Didascalie immagini
- Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco San Demetrio, databile 1565/1566 –
Dipinto su tavola, 27,4 x 21,9 cm – Firmato – Collezione privata
(Foto – Lorenzo Sassoletto, Milano) - Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco Ritratto di gentiluomo, 1570
Olio su tela, 99 x 83,5 cm Londra, Julius Priester Collection
(© CLAE) - Paolo Caliari, detto Veronese (Verona, 1528 – Venezia, 1588) Allegoria della battaglia di Lepanto, databile 1572/1573
Olio su tela, 169 x 137 cm – Venezia, Gallerie dell’Accademia
(Archivio fotografico Polo Museale del Veneto) - Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco Guarigione del cieco, databile 1573/1574
Olio su tela, 50×61 cm Parma, Galleria Nazionale Su concessione del Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo – Polo Museale dell’Emilia Romagna - Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco Cristo morto in croce, databile 1573/1574
Olio su tela, 67,5 x 42 cm Collezione privata
( Foto: courtesy of Sotheby’s)
In copertina:
Un particolare di: Domínikos Theotokópoulos, detto El Greco Guarigione del cieco, databile 1573/1574
Olio su tela, 50×61 cm Parma, Galleria Nazionale Su concessione del Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo – Polo Museale dell’Emilia Romagna
Catalogo edito da Skira
Dove e quando
Evento: El Greco in Italia. Metamorfosi di un Genio
- Fino al: – 10 April, 2016
- Sito web