Le chiese delle nostre città sono da sempre luoghi di culto. Ma sono anche dei luoghi in cui cittadini e turisti possono ammirare tesori inestimabili del nostro patrimonio artistico.
Ma il 19 dicembre la splendida basilica di Santa Maria Novella a Firenze si è trasformata in un luogo dove le molte opere d’arte che vi sono conservate sono state accompagnate da altre forme d’arte, non meno nobili, quelle che ci sono state lasciate da grandi autori e compositori (per citarne alcuni Mozart, Handel, Lully, Corelli, Beethoven, Wade, Kinkel, O’Neil.)

Si tratta di note e spartiti che hanno preso vita nelle voci dei cori di voci bianche di Firenze e di Scandicci diretti da Lucia De Caro e nelle note dell’Orchestra giovanile di Firenze, diretta da Janet Zadow. Alla serata ha preso parte anche il coro “Academy singers” diretto da Gianni Mini e il soprano Yasuko Kawahara.
Il folto pubblico che ha gremito la basilica ha così potuto godere in una splendida serata prenatalizia di musiche e voci celestiali che si sono confuse con opere d’arte bellissime in un posto sempre suggestivo offrendo a chi ha partecipato, credo, non solo una piacevole serata, ma anche qualche spunto di riflessione: quale riflessione? Forse più di una. La prima è che questi luoghi dai quali spesso ci sentiamo espulsi, possono tornare a essere luoghi della città, luoghi da vivere come altri spazi pubblici. La seconda riflessione è che in questi luoghi di bellezza infinita si riesce a cogliere lo spirito di una festa che invece, in tanti altri luoghi, non si riesce più a distinguere dalle tante occasioni “commerciali” che ogni secondo ci vengono propinate.
E tutto questo è stato possibile anche grazie all’ “arte” che ci è stata proposta dai giovani musicisti e coristi che si sono esibiti.
E questo tipo di arte ha anche un valore per così dire “civile”, di interesse pubblico ?
Anche questa risposta forse la si può trovare nei documenti giuridici più o meno antichi, conservati negli archivi informatici dell’ITTIG. E più precisamente nella Carta del Carnaro che fu la costituzione della Reggenza italiana del Carnaro che – come recita Wikipedia – fu una “entità statuale proclamata dal poeta Gabriele D’Annunzio l’8 settembre 1920 nella città di Fiume”. E in questa Costituzione come potrete vedere consultando l’archivio LLI (Lingua Legislativa Italiana) digitando il lemma “coro” scoprirete che “Nella città di Fiume al collegio degli Edili è commessa l’ edificazione di una Rotonda capace di almeno diecimila uditori, fornita di gradinate comode per il popolo e d’ una vasta fossa per l’ orchestra e per il coro”.
Insomma l’importanza della musica certificata in costituzione.
Tanti auguri e che l’arte sia con voi … nel 2016.
Didascalie immagini
In copertina:
Un particolare all’interno della Cattedrale Santa Maria del Fiore a Firenze (@ Opera Santa Maria del Fiore )