Gianni Marongiu, oggi professore emerito dell’Università di Genova, ha insegnato per quaranta anni «Diritto tributario» sempre affiancando l’interesse per la storia del fisco dell’Italia unita, non limitandosi ad analizzare la disciplina sotto il profilo esegetico e tecnico-professionale, ma considerando il ruolo centrale dei tributi nel misurare l’equità degli assetti socio-economici, il consenso alle istituzioni e l’equilibrio tra i fini proclamati e i mezzi predisposti.
Ieri dovremmo aver pagato per l’ultima volta l’imposta sulla casa di abitazione – sarà poi la storia ad annotare se si è trattato solo di una delle tante “promesse di Pulcinella” dell’ultimo secolo – sicuramente una migliore conoscenza dell’impegno profuso dalle diverse generazioni, può essere utile per cercare di comprendere realtà fiscali spesso inique, sempre incomprensibili per le fasce reddituali più deboli.
Dopo “La politica fiscale dell’Italia liberale dall’Unità alla crisi di fine secolo”, edito nel 2010 con la Casa Editrice Leo S. Olschki, Gianni Marongiu ha recentemente pubblicato, sempre con Olschki, “La politica fiscale nell’età giolittiana” per proseguire il racconto storico quando, bocciato il progetto Wollemborg (1901), la promessa riforma democratica dell’ordinamento tributario si arenò.
Infatti, pur limitandosi «ad alleviare certi carichi onerosi e ingiusti sulle classi meno abbienti», anche per queste misure si dovettero superare forti resistenze così come per le altre scelte: lo sgravio dei Comuni da tante spese obbligatorie imposte loro per decenni, la municipalizzazione dei più importanti servizi pubblici, la istituzione della moderna imposta sugli incrementi di valore delle aree fabbricabili, la valorizzazione dell’imposta comunale di famiglia, una tassa personale e progressiva che dal 1868 aveva sempre condotto una vita stentata.
Nel 1902, sull’esempio delle recenti riforme inglesi e francesi, venne introdotta la progressività anche nella tassazione delle trasmissioni ‘mortis causa’, pietra miliare verso l’attuazione dello spirito dell’art. 25 dello Statuto, a lungo mortificato anche perché, specifiche provvidenze fiscali, interessarono quella parte dell’Italia che una autorevole letteratura aveva già portato alla generale attenzione, ma senza alcun riscontro pratico.
Didascalie immagini
- La politica fiscale nell’età giolittiana
In copertina:
Fausto Vagnetti, Ritratto di Giovanni Giolitti, 1928
Particolare del volto
(fonte)
Gianni Marongiu
La politica fiscale nell’età giolittiana
(Fondazione Luigi Einaudi. Torino – Studi, vol. 53)
pagg.530
Casa Editrice Leo S. Olschki
ISBN: 9788822263896