Una rivoluzione artistica partita intorno ai tavoli di un caffè cittadino nella seconda metà dell’Ottocento. Siamo in Italia prima che si compia l’Unità Nazionale e a Firenze il Caffè Michelangelo in via Larga – l’attuale via Cavour – è il luogo ideale per riunire artisti e intellettuali “eccentrici” provenienti da diverse parti del paese. Una saletta messa a disposizione dal proprietario del locale, è il centro di riunioni e dibattiti, ma anche di allegre serate; un luogo dove si può scherzare e ridere, ma anche discutere sia dei problemi legati alla liberazione della patria dagli oppressori stranieri, sia di quelli relativi a una nuova concezione dell’espressione pittorica.

Accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere il senso del vero, contro un modo di fare pittura definito troppo pomposo e aulico, un gruppo di giovani artisti, assidui frequentatori del caffè, cerca di portare nella pittura la realtà più quotidiana e diretta, gli effetti di luce ed i contrasti cromatici di macchie chiare e scure. Sta nascendo un nuovo movimento, che prenderà il nome di “Macchiaioli”, termine usato per la prima volta in senso dispregiativo dagli accademici, ma successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarnava perfettamente la filosofia delle loro opere.

Molte grandi rivoluzioni artistiche hanno avuto inizio così, tra i tavoli di un caffè: da Parigi per gli Impressionisti fino a Milano nel quartiere di Brera per le Avanguardie del Novecento, i caffè hanno rappresentato dei luoghi alternativi, lontano dall’istituzione accademica, luoghi preferiti dagli artisti ribelli, vere fucine di idee e nuove forme artistiche.

Adesso tocca ad altri spazi, quelli delle suggestive sale del Castello Visconteo di Pavia, ospitare nelle bellissime Scuderie i lavori dei “I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangelo”, in un progetto espositivo ideato, prodotto e organizzato da ViDi in collaborazione con il Comune di Pavia e curato da Simona Bartolena insieme a Susanna Zatti, direttore dei Musei Civici di Pavia. Una mostra per indagare i protagonisti e l’evoluzione del dipingere nel “modo della macchia”, fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana, visto da una particolare angolazione che racconta nello stesso tempo l’importanza storico artistica del movimento, i suoi rapporti con la scena francese, le novità tecniche introdotte dai pittori del gruppo, ma anche la quotidianità della vita al Michelangelo, seguendo il filo dei racconti, degli scritti, delle lettere lasciate dai protagonisti.

Le annotazioni del pittore toscano, Telemaco Signorini, uno dei principali protagonisti del gruppo, conducono il visitatore attraverso le atmosfere eccentriche e goliardiche del Caffè Michelangelo, e le settanta opere provenienti dalle più prestigiose sedei museali e da collezioni private spalancano occhi e sensi alle luci e alle ombre, alle atmosfere della via quotidiana o alle scene di battaglie viste da dietro le quinte (Fattori, Lettera al campo). Un racconto suggestivo di un momento storico e culturale molto vivace, da cui emergeranno i fermenti di rivolta di questi nuovi pittori, insieme alle loro forti personalità artistiche e umane.

Iniziando dai lavori di Serafino da Tivoli per arrivare allo stesso Signorini, a Vincenzo Cabianca, a Odoardo Borrani, Lorenzo Gelati, Raffaello Sernesi e altri, ci saranno esempi classici di Francesco Saverio Altamura, Domenico Morelli, Cristiano Banti, Luigi Mussini, Silvestro Lega, Adriano Cecioni.

La mostra si conclude con le nuove generazioni che frequentarono il Michelangelo negli anni successivi a quelli vissuti dal gruppo storico, indagando il Caffè fino alle fasi più tarde della sua storia per arrivare all’eredità della macchia con opere di Giuseppe de Nittis, Federico Zandomeneghi e Giovanni Boldini.
Segnalo, infine, che la mostra è stata prorogata al 31 gennaio 2016.
Didascalie immagini
- Silvestro Lega, I fidanzati, 1869,
Olio su tela, 35,5 x 79,5 cm, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci - Vincenzo Cabianca, L’ombrellino, 1859,
Olio su tela, 31 x 24 cm, Carpi, Collezione Palazzo Foresti - Giovanni Fattori, La lettera al campo, 1873 – 1875,
Olio su tavola, 16,6 x 34,5 cm, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci - Silvestro Lega, Il Villino Batelli a Piagentina, 1863,
Olio su tela, 40 x 70 cm, Viareggio, Istituto Matteucci - Cristiano Banti, Bimbi al sole, 1860
Olio su tavola, 32,5 x 41 cm, Piacenza, Galleria d’Arte Moderna Ricci-Oddi - Giovanni Boldini, Ritratto di Mary Donegani, 1869,
Olio su tavola, 40 x 25 cm, Viareggio, Istituto Matteucci
In copertina:
Un particolre da Silvestro Lega, I fidanzati, 1869,
Olio su tela, 35,5 x 79,5 cm, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Dove e quando
Evento: I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangelo
- Fino al: – 31 January, 2016
- Indirizzo: Scuderie del Castello Visconteo: viale XI febbraio, 35 – 27100 Pavia
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