“Quante volte dobbiamo essere buttati a terra prima di poter raggiungere il paradiso?”
Naomi Kawase
Un piccolissimo chiosco all’ombra dei ciliegi con appena tre quattro posti per stare seduti, Sentaro ogni giorno vi cucina e vende dorayaki – dolci ripieni di crema di fagioli rossi Azuki, una qualità tipica dell’Asia – ma senza amarli molto, infatti non è mai riuscito a mangiarne uno per intero.
Un giorno si presenta a lui l’anziana signora Toku che rispondendo all’annuncio affisso all’esterno del chiosco chiede di lavorare alla preparazione dei dolci; ogni tentativo di liquidarla si rivela di difficile applicazione.
La signora Toku prepara la crema di An [fagioli] da cinquant’anni e inorridisce venendo a sapere che l’uomo ne utilizza una di produzione industriale per la sua attività, con un esemplare di sua creazione lasciato in assaggio a Sentaro vince ogni sua riluttanza ottenendo il lavoro con la raffinata prelibatezza della sua ricetta.
Così da quel momento il ritmo dei giorni è scandito da un attento lavoro, portato a termine con cura e devozione da prima dell’alba per poter servire i dolci freschi nel tardo mattino; lavorare fianco a fianco darà l’opportunità a queste due anime ai margini, cui si unisce la giovane studentessa Wakana abituale frequentatrice del chiosco, di aprirsi l’un l’altra trovando nella condivisione la via per lenire profonde ferite lontane mai completamente rimarginate.

Le ricette della signora Toku è l’undicesimo lungometraggio della regista giapponese Naomi Kawase presentato a Cannes 2015 come film d’apertura nella sezione Un Certain Regard, ma il primo a raggiungere gli schermi in Italia grazie a Valerio De Paolis e alla sua nuova distribuzione indipendente Cinema.
Attraverso l’amore che l’anziana protagonista esprime nel prendersi cura dei fagioli rossi come di esseri vivi – parla con loro e li ascolta, lasciandoli abituare allo zucchero come innamorati al primo appuntamento – il film invita a guardare con dolcezza ogni aspetto del mondo che ci circonda, dando attenzione alle storie che anche il vento o il sole possono raccontare.

Tratto da un romanzo dello scrittore Durian Sukegawa che era stato attore per Naomi Kawase in un suo film precedente, Le ricette della signora Toku ha la capacità di rintracciare nelle cose l’essenza di ciò che è invisibile, una dote intrinseca a molte cerimonie della tradizione culturale giapponese.
La passione per la fioritura dei ciliegi ad esempio, che il film mostra ampiamente in tutta la meraviglia di questo spettacolo della natura che si ripete ogni primavera, è l’espressione stessa della transitorietà della vita accanto all’ineluttabile seguire della morte; nessun’altra pianta sa esplodere in tutto il suo splendore e altrettanto velocemente sfiorire in una sublime – persino mistica – pioggia di petali.

La natura vista come un custode che osserva e silenziosamente sorveglia il susseguirsi delle vicende umane, uno sguardo benevolo pacificato dall’accettazione della fine ben lontano dal terrore per quell’immobile indifferenza spesso attribuitale dalla cultura occidentale, in cui la morte è ancora un tabù difficile da affrontare.
Le ricette della signora Toku è un film delicato, poetico e dolce come la crema dei fagioli rossi: per questo ecco la ricetta degli squisiti dorayaki nella preparazione che l’anziana cuoca, emersa dal mistero del suo passato, spiega passo dopo passo lungo il percorso narrativo che scorre sullo schermo.

– Dorayaki –
Per le frittelle
3 uova
1 tazza di farina
2/3 di una tazza di zucchero
3 cucchiai di acqua
1/2 cucchiaio di lievito
olio per ungere la padella
Per la crema
1 tazza di fagioli rossi Azuki
8 tazze di acqua
1/3 di tazza di zucchero

Per preparare la crema, mettere quattro tazze d’acqua in una pentola e aggiungere gli azuki. Accendere il fuoco e portare a ebollizione a fiamma viva. Scolare e rimettere nella pentola con altre 4 tazze d’acqua e far bollire a fuoco lento per almeno un’ora. Quando gli azuki cominceranno a sfaldarsi, aggiungere lo zucchero, mescolando bene fino a ottenere una crema densa.
Far freddare e procedere con le frittelle.

Sbattere bene le uova e aggiungere piano la farina continuando a mescolare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Aggiungere lo zucchero e il lievito sciolto nell’acqua continuando a mescolare. Ungere d’olio una padella, riscaldarla e versare due cucchiai di composto per ottenere delle frittelle alte mezzo centimetro e larghe una decina. Lasciare cuocere fino a che sulla superficie superiore non appaiono delle bollicine e poi girare le frittelle affinché cuociano anche dall’altra parte.
Una volta raffreddate procedere a comporre i dorayaki spalmando la crema su una frittella e unendovi sopra l’altra.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Kirin Kiki è l’anziana signora Toku
- Masatoshi Nagase è Sentaro
- Kyara Uchida, nella vita nipote dell’attrice Kirin Kiki che interpreta la signora Toku, è la giovane Wakana
- I fagioli rossi Azuki a bagno
- Le frittelle per la confezione dei dorayaki
- Dorayaki pronti per essere gustati
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(© 2015 Comme Des Cinémas / Kumie / Twenty Twenty Vision / ZDF Arte)
In copertina:
Wakana, la signora Toku e Sentaro conteplano la fioritura dei ciliegi (© 2015 Comme Des Cinémas / Kumie / Twenty Twenty Vision / ZDF Arte)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: An
- Regia: Naomi Kawase
- Con: Kirin Kiki, Masatoshi Nagase, Kyara Uchida, Miyoko Asada, Etsuko Ichihara, Miki Mizuno, Taiga Komizu, Wakato Kanematsu
- Soggetto: Durian Sakegawa dal suo romanzo An
- Sceneggiatura: Naomi Kawase
- Fotografia: Shigeki Akiyama
- Musica: David Hadjadj
- Montaggio: Tina Baz
- Scenografie: Kyoko Heya
- Produzione: Masa Sawada, Koichiro Fukushima e Yoshito Oyama con Thanassis Karathanos per Comme Des Cinémas, Nagoya Broadcasting Network e Twenty Twenty Vision in coproduzione con Aeon Entertainment, Kumie, Poplar Publishing, Hakuhodo, Elephant House, The Asahi Shimbun Company, ZDF Arte e Mam
- Genere: Dolcissimo
- Origine: Germania / Giappone / Francia, 2015
- Durata: 113’ minuti