C’è un museo, anzi un rinnovato museo, che racconta attraverso un corpus di settecentocinquanta opere, la storia della scultura fiorentina di oltre sette secoli: è il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, il quale, dopo tre anni di lavori, ha riaperto i battenti con una nuova veste, che come mai come era accaduto in precedenza riesce a raccontare la storia di uno dei cantieri più longevi della storia dell’arte.

Il nuovo Museo dell’Opera del Duomo a Firenze – hanno dichiarato dalla direzione in sede di inaugurazione – conserva la maggiore collezione al mondo di scultura del Medioevo e del Rinascimento fiorentino. Oltre settecento opere tra statue e rilievi in marmo, bronzo e argento, tra cui capolavori dei maggiori artisti del tempo: Michelangelo, Donatello, Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano, Antonio del Pollaiolo, Luca della Robbia, Andrea del Verrocchio e molti altri ancora. Oltre duecento le opere visibili per la prima volta al pubblico dopo il restauro, tra queste la Maddalena di Donatello, la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti per il Battistero di Firenze e i ventisette pannelli ricamati in oro e le sete policrome su disegno di Antonio del Pollaiolo. Nel nuovo Museo troveranno posto anche molte opere mai viste prima o conservate nei depositi per decenni, come le quindici statue trecentesche e quasi settanta frammenti della facciata medievale del Duomo.

I lavori di rinnovamento sono stati ideati e seguiti da Timothy Verdon, mentre il progetto architettonico è di Adolfo Natalini e dello studio di architettura Guicciardini & Magni. La realizzazione del nuovo Museo dell’Opera del Duomo è parte di un programma di interventi, tra cui il restauro delle facciate esterne del Battistero che è terminato il 25 ottobre scorso, messi in campo dall’Opera in vista del V Convegno Ecclesiale Nazionale della Chiesa Italiana che si svolta a Firenze lo scorso 10 novembre.

Sono ventotto le sale che ospitano questi straordinari capolavori, per un totale di seimila metri quadrati, le quali hanno rinnovato quasi completamente il senso dell’allestimento museale. Il percorso e i nuovi ambienti hanno ovviamente esaltato le preziose opere un tempo custodite all’interno ed al di fuori della cattedrale fiorentina. Significative in tal senso sono tre sale: quella del Paradiso, della Maddalena e di Michelangelo. La prima è dedicata al cantiere del Battistero e del Duomo, dove si formò tutta la generazione che diede il via al grande Quattrocento fiorentino. Proprio il concorso per la Porta Nord del 1401 diede l’avvio al Rinascimento con il concorso che vide come protagonisti Brunelleschi e Ghiberti. Nonostante la vittoria della linea tradizionale, intorno al cantiere delle due porte lavorarono le più grandi menti della scultura Rinascimentale italiana, tra cui Donatello e Luca Della Robbia.

Nella seconda sala, invece, protagonista assoluta è la Maddalena di Donatella, straordinaria opera, unica nel suo realismo espressivo, circondata da numerose sculture e dipinti raffiguranti soggetti religiosi. Due ambienti attigui, inoltre, fomentano questo universo mistico e di devozione: una cappella ottagonale con i reliquiari Battistero e del Duomo, e, oltre la Maddalena, l’ampio spazio in cui è esposta la Pietà scolpita dal Michelangelo settantenne per la propria tomba.

La terza è dedicata proprio al grande scultore ed a questa sua opera, incompiuta e sfregiata dal maestro, nel 1555, perché insoddisfatto del marmo e dell’opera. La Pietà fu, poi, ricomposta e acquistata nel 1671 da Cosimo III de’ Medici, Granduca di Toscana, e collocata nei sotterranei della Basilica di San Lorenzo; nel 1722 fu trasferita nel Duomo e posta di fronte all’altare del Santissimo.

Si tratta di un allestimento innovativo e, allo stesso tempo, intelligente, che tenta di ricostruire gli ambienti originari delle singole opere, valorizzandone, contemporaneamente, la preziosità delle opere.

Didascalie immagini

  1. La “Sala della facciata” ospita un modello, in resina e polvere di marmo, in scala 1:1 del prospetto, incompiuto, di Arnolfo di Cambio distrutto nel 1587. Ricostruito sulla base di un disegno cinquecentesco è alto 36 m.
    (Foto di Caterina Chimenti)
  2. Ai piani superiori le gallerie ospitano alcune delle statue che un tempo adornavano cattedrale. Alcune aperture permettono di cogliere dettagli della facciata antica, ricostruita nell’ambiente attiguo
    (Foto di Caterina Chimenti)
  3. Un modello della cupola del Brunelleschi illustra ai visitatori i segreti di uno dei monumenti più famosi e più studiati al mondo
    (Foto di Caterina Chimenti)
  4. La cantoria di Donatello, ospitata in una sala dedicata assieme a quella eseguita da Luca della Robbia. Entrambe le opere furono eseguite attorno al 1430.
    (Foto di Caterina Chimenti)
  5. Dettaglio della cantoria di Donatello
    (Foto di Caterina Chimenti)

In copertina:
L’antica facciata di Santa Maria del Fiore ricostruita nel nuovo Museo dell’Opera del Duomo
(Foto di Caterina Chimenti)

AGGIORNAMENTO DEL 5 MARZO 2016

Una delle nuove iniziative dell’Opera di Santa Maria del Fiore riguarda i residenti della città di Firenze che, a partire da domenica 6 marzo, potranno visitare gratuitamente lo spettacolare Museo dell’Opera del Duomo il giorno del loro compleanno.  

Dove e quando

  • Indirizzo: Museo dell’Opera del Duomo, Piazza del Duomo 9, Firenze
  • Sito web