Cinque ragazze all’ultimo giorno di scuola con tutta un’estate davanti per vivere ed esprimere l’esuberanza della loro giovane età.
Sulla via del ritorno a casa si attardano a giocare coi compagni di scuola salendo sulle spalle dei ragazzi e schizzandosi nell’acqua del mare, ma occhi malevoli inquinati da una malizia estranea alle ragazze vedono, giudicano, parlano.
Le cinque sorelle sono orfane di entrambi i genitori, vivono in casa con la nonna e uno zio molto attenti a quel che la gente può dire, il loro gioco innocente diventa pietra dello scandalo nel piccolo villaggio turco in cui abitano, isolato in una remota regione del nord sulle rive del Mar Nero mille chilometri lontano dalla cosmopolita Istanbul.
Da quel momento le maldicenze dei vicini avranno il potere di creare barriere segregando quelle giovani vite, obbligandole a continue lezioni su ogni possibile attività domestica in vista di matrimoni combinati secondo l’antico uso locale.
Nozze che in certi luoghi sono ancora oggi unico modello contemplato di realizzazione femminile.

Esordio alla regia della giovane regista turca Deniz Gamze Ergüven diplomata alla parigina scuola di cinema Fémis, Mustang è un ritratto antropologico interessante delle spinte verso il progresso interne a una società repressiva sempre sospesa tra modernità e tradizione.
Se negli ultimi anni la Turchia ha espresso sul piano politico una svolta conservatrice, messa in evidenza da episodi paradossali come quello dei presidi che hanno fatto costruire nelle scuole scale separate per permettere a maschi e femmine di accedere separatamente alle aule, la voglia di emancipazione si respira forte tra la gente e il dibattito sulla condizione femminile nel Paese è sempre all’ordine del giorno.

Non a caso proprio il personaggio della sorella più piccola Lale è quello più ribelle, nonché il più intraprendente nel progettare la fuga o nell’opporsi alle umiliazioni che le ragazze devono subire, costrette ad andare in ospedale a far scrivere sul certificato di verginità la constatata integrità dell’imene.
In una società in cui la repressione sessuale demonizza anche la più piccola azione quotidiana si crea una morbosità che finisce col consolidare un assurdo conservatorismo che spesso sfocia nel ridicolo, una vera e propria regressione sociale se si pensa che la Turchia negli anni ’30 del Novecento è stata tra le prime nazioni a dare il voto alle donne.

Efficace nel mostrare anche la potenza dalla tv che attraverso i teleromanzi nazionali veicola la morale comune, il film accomuna nel titolo queste ragazze ribelli a dei cavalli selvaggi – Mustang appunto – con i loro lunghi capelli liberi da ogni velo ad evocarne le indomite criniere.
Scritto da Deniz Gamze Ergüven insieme all’emergente regista francese Alice Winocour con già due titoli all’attivo – il dramma storico Augustine ingiustamente inedito in Italia e Maryland, teso thriller di prossima uscita – il dramma fa irruzione improvviso, implacabile e fuori campo, a scuotere le coscienze nel profondo.

Interpretato da un gruppo di attrici per lo più alla prima esperienza, soltanto Elit Işcan nel ruolo di Ece aveva già recitato bambina in un paio di film, Mustang deve proprio alla freschezza delle sue giovani interpreti la forte carica di verità che emana dallo schermo.
Il germoglio dell’intero progetto è nato dal ricordo dei rimproveri subiti da adolescente dalla regista per essere salita sulle spalle di un compagno di giochi, il forte senso di vergogna imposto e il peso della colpa per l’incomprensibile ‘crimine’ commesso per cui ha impiegato molti anni a provare indignazione.

Presentato con successo nella sezione Quinzaine des Réalisateurs all’ultimo Festival di Cannes il film è stato selezionato per rappresentare la Francia nella prossima corsa all’Oscar 2016.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Le cinque sorelle: intima solidarietà e giochi innocenti
- Güneş Nezihe Şensoy è la sorella minore Lale / Doğa Zeynep Doğuşlu è Nur / Elit Işcan è Ece
- Tuğba Sunguroğlu è Selma, tumulata nel matrimonio / Ilayda Akdoğan è la sorella maggiore Sonay / Il piccolo villaggio del nord
- Nihal Koldaş è la nonna / Pekcan Ayberk è lo zio Erol / Erol Afsin è Osman promesso sposo di Selma / Burak Yiğit è Yasin / Enes Sürüm è Ekin promesso sposo di Sonay
- La regista Deniz Gamze Ergüven e ‘le sue ragazze’ al Festival di Cannes 2015
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(© 2015 CG Cinéma / Vistamar Filmproduktion / Uhlandfilm / Bam Film / Kinology)
In copertina:
Le cinque sorelle Sonay, Selma, Ece, Nur e Lale insieme per l’ultima volta (© 2015 CG Cinéma / Vistamar Filmproduktion / Uhlandfilm / Bam Film / Kinology)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Mustang
- Regia: Deniz Gamze Ergüven
- Con: Güneş Nezihe Şensoy, Doğa Zeynep Doğuşlu, Elit Işcan, Tuğba Sunguroğlu, Ilayda Akdoğan, Nihal Koldaş, Ayberk Pekcan, Bahar Kerimoğlu, Burak Yiğit, Erol Afsin, Suzanne Marrot, Şerife Kara, Aynur Kömeçoğlu, Şevval Aydın, Enes Sürüm, Aziz Kömeçoğlu, Serpil Reis, Rukiye Sarıahmet, Kadir Çelebi, Müzeyyen Çelebi, Tuncer Kumcular, Aykut Karatay, Ercan Köksal, Hanim Serpil Uçar, Hüseyin Baysal, Utku Zeka, Seril Reis
- Sceneggiatura: Deniz Gamze Ergüven, Alice Winocour
- Fotografia: David Chizallet, Ersin Gök
- Musica: Warren Ellis
- Montaggio: Mathilde Van de Moortel
- Scenografia: Serdar Yamişçi
- Costumi: Selin Sözen
- Produzione: Charles Gillibert con Frank Henschke, Anja Uhland, Mine Vargi per CG Cinéma in coproduzione con Bam Film, Vistamar Filmproduktion, Uhlandfilm e Doha Film Institute
- Genere: Drammatico
- Origine: Turchia / Francia / Germania / Qatar, 2015
- Durata: 94’ minuti