Il 31 Ottobre all’interno del Complesso Monumentale di Santa Croce è stata inaugurata una mostra veramente originale: si tratta di “Nella lingua dell’altro”, un’occasione unica per ammirare riproduzioni ad altissima definizione delle opere di Giuseppe Castiglione – gli originali sono visibili presso il National Palace Museum di Taipei.

Le opere di questo gesuita, pittore e missionario in cina nel XVIII secolo, rivivono grazie ad installazioni digitali che riescono a creare un’esperienza immersiva. Una visita coinvolgente e interattiva, pensata per un pubblico di tutte le età che permette di approfondire dettagli e tematiche culturali, andando ben al di là delle opere esposte.

Conosciuto in Cina con il nome di Lang Shining (郎世寧), Castiglione fu un coadiutore temporale (un membro laico) della Compagnia del Gesù: giunse a Pechino nel 1715 in qualità di missionario, e vi restò per ben 51 anni, lavorando fino alla sua morte come pittore alla corte imperiale della dinastia mancese Qing. 

Capriolo di buon auspicio

Lang-Shining non fu certo l’unico occidentale che visse e operò nel Celeste Impero in quegli anni: come ricorda nel saggio in catalogo il curatore della mostra, Francesco Vossilla, all’inizio del XVIII secolo nell’impero risiedevano circa trecentomila cristiani, tra questi non solo pittori ma anche medici e intellettuali. Infatti l’imperatore Kangxi (1654 – 1722) era interessato alle arti e alla tecnologia occidentali, e per introdurre queste novità nel suo regno si avvalse di molti specialisti; questi personaggi, spesso reclutati tra i ranghi dei gesuiti, furono chiamati espressamente a lavorare a corte come funzionari e mantennero la propria posizione anche quando i missionari gesuiti furono allontanati dal paese.

Oltre a Castiglione ricordiamo almeno altri tre gesuiti che godettero di una discreta fama a corte: l’artista Matteo Ripa, il matematico e astronomo Ferdinand Verbiest e Karel Slavíček, scienziato e autore della prima mappa dettagliata di Pechino. Castiglione fu però il più apprezzato tra gli occidentali ammessi alla corte: grazie ai suoi servizi raggiunse il grado di mandarino di terzo rango, e alla sua morte l’imperatore in persona dispose lo stanziamento di una generosa somma per le sue esequie, cosa non comune per un “barbaro” in una società come quella cinese del tempo, in cui l’integrazione degli stranieri non era mai completa.

Se la figura di Lang Shining è tutt’ora celebrata in Cina, paradossalmente il nome di Giuseppe Castiglione è quasi sconosciuto in Italia: per molti la mostra allestita a Santa Croce sarà il primo incontro con l’opera di questo pittore che riuscì ad unire sensibilità e tecniche di asiatiche e occidentali.

Vaso portafortuna

Per comprendere al meglio la sintesi perfetta operata da Castiglione basterebbe osservare con attenzione il dipinto che costituisce l’immagine della mostra: il Vaso portafortuna rappresenta un vaso (della dinastia Song) con all’interno alcuni fiori di loto e delle spighe di miglio. Un soggetto molto simile alle nature morte così diffuse in Europa, che però riproduce elementi dal forte significato per la cultura cinese e in particolare per la dinastia Qing, buddista: il loto è un simbolo di purezza, spesso associato alla figura del bodhisattva, mentre il miglio, in particolare se eccezionalmente composto da una doppia spiga come quello del dipinto, è simbolo di prosperità e ricchezza. Adeguandosi completamente al linguaggio visivo e simbolico della Cina, Castiglione riesce a parlare ai suoi interlocutori, offrendo allo stesso tempo all’occhio dell’osservatore cinese nuovi spunti, grazie alle tecniche apprese in Europa.

Le tecniche apprese da Andrea Pozzo – di cui il gesuita si dichiarava discepolo – fornivano infatti un’illusione di tridimensionalità e una resa realistica sconosciute all’arte cinese del periodo. Anche la resa dei volumi tramite la tecnica del chiaroscuro – sebbene adattata al gusto cinese che mal tollerava ombre molto scure – appresa in Europa contribuiva a rendere i dipinti di Lang Shining così popolari. 

Cane a pelo lungo sotto i boccioli

Lo stupore del pubblico Pechinese nei confronti delle tecniche innovative – tra le quali l’uso della prospettiva – è comunicato alla perfezione al visitatore della mostra grazie ad alcune animazioni, che aumentano il senso della profondità dei dipinti. Imponente in questo senso l’animazione del quadro dei 100 cavalli dell’imperatore – basata su un originale che misura ben 7 metri; molto suggestiva anche la video installazione The immortal blossoms in an everlasting spring (Fiori immortali in una primavera eterna) dedicata alle illustrazioni botaniche di Castiglione, in cui si ha quasi l’impressione di trovarsi nel famoso Giardino d’Inverno che un tempo si trovava nella Città Proibita.

Notevole anche il Navigatore Lineare sviluppato dal dottor Jeffrey Shaw della City University of Hong Kong: uno schermo che scivolando su una parete permette di “scorrere” un ideale paesaggio virtuale disegnato nello stile di Castiglione; ogni volta che il visitatore ferma lo schermo appare un dettaglio (ad esempio un animale) dei dipinti del gesuita. Una soluzione assolutamente non banale, perchè oltre a permettere l’ingrandimento e la contestualizzazione di dettagli pittorici, rende conto del “formato” tipico di molte opere cinesi, comprese alcune esposte in questa sede, il rotolo orizzontale. Infatti come ricorda lo stesso Vossilla citando Loher:

(…) il rotolo orizzontale va svolto “mano a mano che si guarda la pittura, vale a dire solo una parte alla volta, come osservando il paesaggio quando si viaggia”

Un gesto, quello dello svolgere il rotolo, per niente scontata per un pubblico abituato a sfogliare libri o ammirare dipinti chiusi in una cornice, come avviene in occidente. Insomma, un po’ come i dipinti di Castiglione anche queste installazioni creano, in un certo senso, un ponte tra cultura cinese ed europea.

Grazie infatti ad un uso intelligente della tecnologia il visitatore entra realmente in contatto non solo con le opere, ma in modo “soft” anche con un universo culturale in larga parte sconosciuto al pubblico occidentale. Al tempo stesso l’impianto della mostra ci spinge anche a una nuova lettura del passato.

Dieci destrieri (“Snow-Flake Eagle”)

La vicenda di Castiglione e degli altri occidentali presente alla corte di Pechino ci restituisce infatti l’immagine di un mondo non così chiuso come forse l’abbiamo sempre immaginato. Sicuramente vivere e operare in Cina richiedeva una buona capacità di adattamento e di assimilazione dei modelli culturali del paese ospite: allo stesso tempo il successo riscosso dall’introduzione di elementi figurativi occidentali presso la corte cinese dimostra la curiosità e la relativa permeabilità dell’ambiente intellettuale del Celeste Impero. Del resto al suo apice l’Impero Qing comprendeva un’area vastissima, che arrivava a confinare con la Russia zarista, e si estendeva in Asia Centrale, un mondo in cui possiamo immaginare circolassero persone, merci, culture e idee. Non a caso la mostra si apre con i ritratti di alcuni diplomatici stranieri che si trovarono per vari motivi alla corte cinese nello stesso periodo di Castiglione: riprodotti su pannelli digitali, interagiscono con il visitatore animandosi al passaggio e salutando nella propria lingua.

Interessante anche, come nel caso di altri eventi dedicati alla Cina recentemente organizzati a Firenze, l’idea di creare momenti di condivisione con la comunità cinese, per attualizzare e proiettare verso il futuro quel ponte tra Cina e Europa creato esattamente 300 anni fa da Giuseppe Castiglione. Un modo per far parlare, tramite il linguaggio dell’arte e della cultura, due comunità che nonostante la vicinanza non sempre riescono a dialogare. Si tratta anche di un’occasione per il visitatore italiano di avere un’idea delle ricchezze esposte al National Palace Museum di Taipei (Taiwan): con i suoi 696.000 pezzi che abbracciano circa 10.000 anni di storia cinese, non è non solo uno dei musei più vasti ma anche uno dei più visitati al mondo. 

In conclusione segnaliamo l’approfondimento dedicato ai più piccoli: un corto di animazione, realizzato dallo stesso National Palace Museum, che vede alcuni degli animali dipinti da Castiglione protagonisti di un’avventura divertente e istruttiva al tempo stesso. Una realizzazione impeccabile, che riesce a intrattenere senza sacrificare l’accuratezza scientifica e che per questo scomettiamo piacerà anche agli adulti.

 

Didascalie immagini

  1. Capriolo di buon auspicio
    Lang Shining, dinastia Qing , rotolo verticale, inchiostro e colori su seta, 216,2 × 144,6 cm
    (© National Palace Museum, Taipei)
  2. Vaso portafortuna
    Lang Shining , dinastia Qing, rotolo verticale, inchiostro e colori su seta, 173X86,1 cm
    (© National Palace Museum, Taipei)
  3. Cane a pelo lungo sotto i boccioli
    Lang Shining, dinastia Qing , rotolo verticale, inchiostro e colori su seta, 123,2 × 61,9 cm
    (© National Palace Museum, Taipei)
  4. I box video sono composti da schermi a led che proiettano video-installazioni basate sulle illustrazioni botaniche di Castiglione
    (Foto: Caterina Chimenti, licenza CC 2.0)
  5. Dieci destrieri (“Snow-Flake Eagle”)
    Lang Shining, dinastia Qing, rotolo verticale, inchiostro e colori su seta, 238,2 × 270,6 cm
    (© National Palace Museum, Taipei)
  6. Dettaglio dell’installazione che accoglie i visitatori
    (Foto: Caterina Chimenti, licenza CC 2.0)

In copertina:
Vaso portafortuna
Lang Shining , dinastia Qing, rotolo verticale, inchiostro e colori su seta, 173X86,1 cm

Dettagli mostra

Con il patrocinio di 

  • Provincia Italiana della Compagnia di Gesù

In collaborazione con

  • Arcidiocesi di Firenze in occasione del V Convegno Ecclesiale Nazionale
  • Assessorato alla cooperazione e relazioni internazionali del Comune di Firenze in occasione del Forum “Unity in Diversity”

Promossa e organizzata da

  • Opera di Santa Croce
  • National Palace Museum

Ideazione della mostra / Curatore

  • Francesco Vossilla

Direzione della mostra

  • National Palace Museum: Fung Ming-chu, Ho Chuan-hsing, Lin Quo-ping
  • City University of Hong Kong: Way Kuo, Paul Lam
  • Ambasciata della Repubblica Cinese (Taiwan) presso la Santa Sede: Wang Yu-yuan
  • Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia – Taiwan: Stanley Kao

Curatori

  • National Palace Museum: Hsieh Chun-ko, Kuo Chen-wo
  • City University of Hong Kong: Jeffrey Shaw
  • Institute for Information Industry: Hwang Wang-hwa, Alice Chang
  • Digital Art Foundation: Huang Wen-hao

Relazioni esterne:

  • Alessandro Andreini

Consulenti:

  • Zhang Zheng-Ying

 

Dove e quando

Evento: Nella lingua dell’altro
  • Fino al: – 30 January, 2016
  • Indirizzo: Complesso Monumentale di Santa Croce, Sale del Memoriale, ingresso Largo Bargellini
  • Sito web