Forse non era così bella come si favoleggia. Poche sono le tracce della sua venuta che si leggono nei reperti archeologici e nelle rare monete che la raffigurano. Sicuramente, però, era intelligentissima, colta, raffinata, poliglotta, dotata di una potente carica sensuale e “maestra di tutte le seduzioni”. (O. Pio Imperatrice romane. 1883). Determinata a tenere unito e integro il suo regno, l’Egitto, minacciato dallo strapotere romano, che avanzava vittorioso, a gran passi, in quella parte di mondo, aveva incestuosamente sposato suo fratello. Figlia del faraone Tolomeo XIII Aulete, flautista, amante della musica e del vino, rappresentante di un antica dinastia instaurata in Egitto da Alessandro Magno, Cleopatra Philopatore (70-31 A.C), era stata educata come un vero sovrano. Sapeva di filosofia, d’arte, parlava correttamente il greco ed il latino e tutte le lingue dei popoli delle sue terre. Una fonte attendibilissima come Plutarco (46-125 d.C),ci dice che “la bellezza non è stata la sua unica peculiarità, a stupire chi la vide, ma un irresistibile attrazione…la sua conversazione interessante, la sua voce che dava davvero piacere era dolcissima, simile ad uno strumento musicale con molteplici corde in qualunque idioma si esprimesse. Lo storico conclude definendola : “piccola, esile, spregiudicata”.

Eppure questa piccola, esile, spregiudicata donna, tenne legatissimi a se due grandi protagonisti della storia, come Giulio Cesare, Marco Antonio che per lei dimenticarono non solo la famiglia ma anche la patria. Quando Cesare entrò in Alessandria d’Egitto terra che faceva gola perché rappresentava il granaio di Roma, Cleopatra, che non aveva ancora diciotto anni, con l’astuzia, riuscì ad introdursi nell’accampamento romano, avvolgendosi in un tappeto offerto come omaggio al condottiero. Quando srotolatolo, apparve lei, splendida, morbida, profumata, in tutta la sua levigata nudità, il generale, vincitore di battaglie, conquistatore di popoli, abituato alla severa bellezza della morigerata moglie Calpurnia, sempre avvolta nel peplo ruvido lino, perse la testa. E, come dice lo storico “vinto dai vezzi della bellissima Cleopatra regina d’Egitto, fu preso da un amore che fu il più forte della sua vita. Nove mesi rimase in Alessandria, immerso nella voluttà e nelle follie della passione. Parve che dimenticasse Roma” . Cesare e Cleopatra divennero subito amanti, travolti da una passione di cui facevano parte non solo calde intime conversazioni, ma anche fastosi banchetti all’ombra delle piramidi sulle rive del Nilo o sulle navi che ne solcavano le acque. Tra lumi ed armonie scorrevano fiumi di birra bruna e vini resinati, che accompagnavano cibi esotici, dolci squisiti di cocco, fichi e datteri. In questo stato di perenne beatitudine, Cesare decise che Cleopatra sarebbe stata sua per sempre e che l’avrebbe portata a Roma. E Cleopatra vi arrivò come una regina, preceduta da un corteo aperto da elefanti coperti di seta, danzatrici, danzatori, musici. Cose mai viste a Roma. Cesare la accolse con amore insieme al piccolo Cesarione nato dalla loro unione, nella sua villa ai piedi del Gianicolo.” Per festeggiare il suo arrivo a Roma, fu imbandito un immenso banchetto, con ventimila tavole apparecchiate, alle quali si assisero ducentoventimila persone a mangiare allegramente e bere i vini più squisiti del mondo”(O.Pio op.cit) . Per molti mesi Roma visse alla moda orientale con feste, divertimenti, balli, spettacoli, in un atmosfera quasi magica ispirata dalla bella regina d’Egitto.

E Roma non fu più la stessa con la trasgressiva presenza di questa donna scandalosa, che però fece della sua casa il più ambito salotto intellettuale, dove si faceva a gara per essere invitati. Amata, odiata, invidiata, ma comunque ammirata Cleopatra detto legge sul modo di vivere all’orientale. Le severe matrone Romane scoprirono il fascino delle sete, delle trame sottili e delicate dei ini egiziani, impararono l’uso dei balzami di bellezza e tutti cercarono di imitare la pettinatura con lo chignon di Cleopatra. Ma le idi di Marzo del 44 a.C con l’assassinio di Cesare interruppero questo sogno e la regina d’Egitto si affrettò a tornarsene a casa. Quando più tardi si legò a Marco Antonio era già una donna matura ancor più esperta e raffinata nell’arte della seduzione e conoscitrice della natura e dell’animo dei romani. Marco Antonio, conquista l’Asia Minore, aveva rivolto il suo sguardo all’Egitto e alle sue ricchezze ma non aveva fatto i conti con Cleopatra conosciuta a Roma. Si avviò così a incontrarla a Tarso, città della Cilicia. Lei si presentò con tutto il prestigio della sua bellezza e lo splendore del lusso dei suoi gioielli, nella speranza, quasi certezza che anche Antonio, come Cesare, sarebbe caduto nella sua rete di seduzione e sesso. Arrivò navigando su “un vascello dalla poppa dorata e le vele porpora spiegate al vento. I rematori vogavano controcorrente, con remi d’argento, al suono di un flauto accompagnato da zampogne e liuti. Lei adagiata sopra un baldacchino trapunto d’oro”. ( Plutarco Vite Parallele). Si muoveva in mezzo ad una nube di profumi inebrianti, adornata e truccata nel modo in cui “pingeasi la dea Venere” con gli occhi maliosi allungati dal bistro. La storia ci dice che un banchetto galeotto siglò il loro incontro facendo nascere un folle e sregolato amore. Cuochi sapienti si erano cimentati nei piatti più prelibati cucinando aromatiche anatre arrosto, grigliato grossi gamberi e pesci appena pescati, mentre i coppieri versavano vini gagliardi ottenuti dalla fermentazione di datteri e fichi. Intanto, una pioggia di petali di rosa accompagnava nell’atmosfera calda di questa sera mediorientale, i nuovi amanti nei loro brindisi premonitori di supreme delizie. Il rude romano, grande condottiero, era semplice ed ingenuo e rimase subito avvinto dai suoi “vezzi raffinati e divenne suo schiavo”. Si unirono così due destini legati da un amore appagante e dissoluto, le cui notizie arrivarono fino a Roma dove di gridò allo scandalo! Marco Antonio si tuffo con Cleopatra in una vita di allegria e delizie che definirono “inimitabile” sempre alla ricerca di nuovi piaceri e nuove emozioni. I due amanti imbastivano l’un l’altra cene sontuose facendo a gara a chi spenderà di più. Vinceva sempre lei per buongusto ed abbondanza.

Cleopatra amava concludere la serata con un brindisi in cui, nella coppa di vino dell’amato faceva sciogliere una perla di straordinario valore e grandezza, nella convinzione che avesse il potere di trasformarlo in una pozione d’alto potere afrodisiaco. Lui invece le offriva grandiose cene in stile romano a base di pregiate carni arrosto, cacciagione soprattutto cinghiali, innaffiando il tutto con il famoso vino Falerno, fatto arrivare appositamente dall’URBE. Antonio si era ormai trasformato in un sovrano orientale. Non vestiva nemmeno più alla romana e la sua corte era quella di un faraone con accanto, ripudiata la moglie Ottavia, la più bella fra le belle, la più affascinante, la più astuta. Però, quando arrivò a Roma la notizia che Antonio aveva in mente di trasferire il Campidoglio ad Alessandria per farne la capitale della romanità di cui Cleopatra sarebbe stata regina, lo sdegno arrivò al culmine e si cominciarono ad affilare le armi…anzi le navi. Sesso, politica e potere si intrecciano così nelle vicende di una lotta che divenne scontro fra due mondi. La fatale battaglia di Azio del 2 settembre 31 a.C, con la sconfitta della flotta di Antonio e la clamorosa vittoria di Ottaviano segna non solo la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero ma anche dell’illusione e del sogno di amore e morte dei due amanti. Antonio si tolse la vita Cleopatra, vinta dal dolore e dal terrore di cadere nelle mani del vincitore, si suicidò nel modo più degno della sua esistenza. Scelse un aspide, simbolo del peccato che, nascosto in un cesto di fichi rugiadosi le morse il seno consegnandola dolcemente alla morte. Così, la piccola, esile, spregiudicata, Cleopatra si avviava ad entrare nella storia, nella leggenda, nell’arte, nella letteratura…nell’immortalità.
“Vieni vieni mortifica creatura
Sciogli di colpo coi tuoi denti aguzzi
L’aggrovigliato nodo della mia vita.
Su povero rettile adirati, compi l’opera tua
Deluding il disegno del superbo vincitore
Che resti deluso e vergognoso della sua stola speranza.”
(W.Shakespeare “Antonio e Cleopatra“
Atto V scena III)
Didascalie immagini
- Cleopatra, Regina Egizia (su moneta contemporanea)
- Liz Taylor è Cleopatra in un film del 1963 diretto da Joseph L. Mankiewicz.
- Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (Cento, 2 febbraio 1591 – Bologna, 22 dicembre 1666), Cleopatra morente. 1648
cm 73×287 – Musei di Strada Nuova – Palazzo Rosso, Genova
In copertina:
Cleopatra, Regina Egizia (particolare moneta)