La grande stagione della pittura della Maniera viene raccontata in una mostra molto particolare, quanto suggestiva, che, dal 2 ottobre scorso fino al prossimo 10 gennaio, animerà le sale dei Musei Capitolini di Roma: Raffaello, Parmigianino, Barocci, metafore dello sguardo.
L’esposizione vede come protagonisti tre fra i protagonisti della pittura del tardo cinquecento, ma soprattutto il ruolo di ispiratore che ha avuto Raffaello nello sviluppo della cultura figurativa nel centro Italia. Avevo già intuito – ha dichiarato Marzia Faietti, curatrice della mostra – che per me sarebbe stato più stimolante guardare Raffaello con gli occhi di due suoi colleghi, l’uno, più giovane di una generazione, l’altro, attivo nella seconda metà di quello stesso secolo, il Cinquecento, che nel suo primo ventennio aveva visto la piena affermazione del Sanzio.

I due artisti, Francesco Mazzola detto il Parmigianino e Federico Barocci, sono ambedue ricordati nelle testimonianze cinque-seicentesche come eredi di Raffaello, sia pure per diversi motivi, ed entrambi vengono reputati tra i più magistrali disegnatori della loro epoca, una prerogativa, quest’ultima, che li avvicina strettamente al pittore più antico.
Il percorso della mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, è organizzata da MetaMorfosi con Zètema Progetto Cultura e curata dalla direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Marzia Faietti, propone l’esposizione di numerosi disegni e stampe dei tre grandi artisti, affiancati da alcuni dei loro dipinti più celebri provenienti da musei italiani ed internazionali.

L’obiettivo della mostra si propone di evidenziare come la maniera di Raffaello sia risultata determinante nel definire gli orientamenti artistici del Mazzola, suo profondo ammiratore, ma anche, in senso opposto, quelli profondamente differenti del Barocci. Presenti entrambi nelle testimonianze cinque-seicentesche, gli artisti, considerati tra i più illustri disegnatori della loro epoca, regalano al visitatore uno sguardo su Raffaello ben distinto ma capace di aprire un orizzonte ampio al punto da affrontare il tema del confronto e quello dell’eredità tra artisti vissuti in epoche e luoghi diversi.

Mentre per il Parmigianino– ha continuato la curatrice della mostra – l’eredità spirituale trasmessa da Raffaello si fa risalire a una notizia circolante a Roma subito dopo la morte precoce dell’Urbinate – che parlava di una trasmigrazione dell’anima di quest’ultimo sul più giovane artista –, il nesso tra Raffaello e Barocci, a partire dalle interpretazioni degli anni Ottanta del ‘500, affonda le sue radici nella comune patria di origine. Per i due artisti in realtà non si dovrebbe parlare di influssi del pittore più antico bensì di rielaborazione di motivi iconografici, emulazione e diversificazione rispetto agli originali raffaelleschi.

Proprio questi due artisti portarono alla massima espressione l’arte del Sanzio e non è un caso che, dopo di loro, non ci sarà nient’altro se non il ritorno ad una pittura più rigorosa nelle linee e nei colori, con un gusto più classicheggiante, che tanto piacque alla Controriforma e all’Accademismo italiano.
Didascalie immagini
- Raffaello Sanzio, Busto di giovane donna di profilo –
Pietra nera, penna e inchiostro, biacca (carbonato basico di piombo), carta – Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi - Francesco Mazzola detto il Parmigianino, Due studi della stessa testa di un giovane di profilo (dal Laocoonte) –
Pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo), carboncino, parziale puntinatura (sulla figura a sinistra), carta cerulea – Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi - Raffaello Sanzio, Giovane donna seduta e altri studi, di figura e architettonici –
Penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, carta – Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi - Federico Barocci, Annunciazione –
Olio su tela – Città del Vaticano, Pinacoteca dei Musei Vaticani
In copertina:
Un particolare di: Francesco Mazzola detto il Parmigianino, Due studi della stessa testa di un giovane di profilo (dal Laocoonte) –
Pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo), carboncino, parziale puntinatura (sulla figura a sinistra), carta cerulea – Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
Dove e quando
Evento: Raffaello, Parmigianino, Barocci. Metafora dello sguardo
- Fino al: – 10 January, 2016
- Sito web