La civiltà egizia, che da sempre rappresenta una delle culture più affascinanti della storia, sarà protagonista da ottobre a luglio, della mostra Egitto. Splendore millenario. Capolavori da Leiden a Bologna ospitata dal Museo Civico Archeologico del capoluogo emiliano. Un titolo questo, che se da un lato lascia presagire quanto sia stato ampio il raggio di azione temporale del popolo Egiziano e quanta l’intensità della sua lunga storia; dall’altro non lascia alcun dubbio sulla ricchezza dell’allestimento e la varietà dei reperti esposti, circa cinquecento.
Curata dalla responsabile del Museo Paola Giovetti e dalla curatrice della sezione egiziana Daniela Picchi, l’esposizione è prodotta e organizzata da Comune di Bologna, Istituzione Bologna Musei| Museo Civico Archeologico e Arthemisia Group con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e ripercorre l’evoluzione della cultura egizia, dal periodo Predinastico all’epoca romana attraverso quattromila anni di documenti di estremo valore storico, molti dei quali esposti per la prima volta in Italia.

Altro motivo per non perdere questa mostra è il fatto che essa consolida ulteriormente un rapporto di collaborazione quinquennale istituito nel 2011 tra il Museo bolognese e il Rijksmuseum van Oudheden di Leiden in Olanda, partnership fondata su una volontà di dialogo in termini di ricerca, progettualità e didattica.grazie alla quale testimonianze storiche appartenenti a collezioni diverse si possono riunire come i tasselli di un mosaico.

Sette le sezioni di cui la mostra si compone e che raccontano l’Egitto non solo prendendone in esame l’evoluzione per epoche ma anche indagandone la quotidianità, le usanze, lo stretto rapporto con la religione e il culto della vita dopo la morte.
Partendo, come già accennato dal periodo Predinastico, di cui documenti fondamentali sono vasi risalenti all’Età Arcaica con decorazioni che testimoniano la varietà di flora e fauna presente all’epoca; si prosegue verso i reperti dell’Antico Regno, quello della III e VI dinastia e della burocratizzazione della società, conosciuto per il culto della vita ultraterrena e per le Piramidi.
A questo segue il Medio Regno a cui coincidono cambiamenti politici e ma anche in cui, da un punto di vista sociale e culturale, grande rilievo ha il culto di Osiri, a cui la mostra dedica un interessante approfondimento. Questa continua interazione tra il regno dei vivi e quello dei morti è fondamentale per capire a pieno il connubio tra pragmatismo e spiritualità che contraddistingue la civiltà protagonista nella mostra; anche quando, nel passaggio dal Medio al Nuovo Regno, attraversa un’epoca di guerra e attività militare intensa.

E’ per questo motivo, forse, che non solo Faraoni e Re vengono celebrati con tombe monumentali e statue commemorative, ma anche altre figure fondamentali della piramide sociale come scribi, sovrintendenti del tesoro reale e militari dalle alte cariche. E’ il caso del generale Djehuti, nella cui tomba sono stati ritrovati pregiatissimi gioielli; del gruppo statuario dei coniugi Maya e Meryt- sovrintendente al tesoro di Tutankhamon l’uno e canrice di Amon l’altra- o della suggestiva tomba del generale Horemheb, i cui rilievi, provenienti dai celebri scavi della necropoli di Saqquara sono stati raccolti e riunificati in mostra in un “dialogo archeologico” tra i musei di Leiden, Bologna e Firenze.

Segue la sesta sezione della mostra, dedicata al Nuovo Regno, caratterizzato da benessere e vivacità culturale, che si rispecchiano in particolar modo negli oggetti di uso quotidiano.
Si giunge infine al Primo Millennio, epoca in cui il potere diventa sempre più localizzato, a scapito di centralizzazione e quindi di unità politica. Ancora una volta, tuttavia, culto e religione restano punti cardine nella società, laddove influenze di altri popoli interagiscono con la cultura presente i templi e i luoghi sacri rimangono custodi di una cultura millenaria fino allo spegnimento progressivo dello splendore faraonico con la conquista di Alessandro Magno e alle successive dominazioni greche, romane e arabe.
Con i suoi 1700 mq la mostra si rivela come una della esposizioni più ricche in Italia, seconda solo al Museo Egizio di Torino – da cui provengono peraltro alcune opere.
Appassionati o no, esperti o meno di egittologia, sono molti i motivi per non perdere questa mostra, tra cui il fatto che questo è il primo grande evento organizzato dal Museo Civico di Bologna dopo sua ristrutturazione, avvenuta questa estate e volta a valorizzare ancora di più il patrimonio culturale della città.
Impossibile, una volta usciti dalle sale del museo, non rimanere colpiti dalle opere in mostra e non subire il fascino di questa civiltà, che a millenni dalla sua scomparsa, rimane in un certo senso intramontabile.
Didascalie immagini
- Tavola per offerte di Defdji Fine V-VI dinastia (2347 – 2216 a.C.)
NOTA LA DATA INDICATA 2347 a.C. è L’INIZIO DELLA VI dinastia – Alabastro Collezione D’Anastasi Rijksmuseum van Ouheden, Leiden, inv. AM 9 – Altezza: 13cm, diametro max.: 49cm (*) - Stele di Aku XII-XIII dinastia (1976 – 1648 a.C.)
Calcare con tracce di policromia Abido. Collezione Palagi, già Nizzoli Museo Civico Archeologico, Bologna, inv. EG 1911 Altezza: 64cm, larghezza: 41,5cm, spessore: 10cm (**) - Gruppo statuario di Maya e Meryt XVIII dinastia, regni di Tutankhamon (1333 – 1323 a.C.) e Horemheb (1319 – 1292 a.C.) Statua della coppia
Calcare Collezione D’Anastasi Rijksmuseum van Ouheden, Leiden, inv. AST 1-3 altezza: 158cm, larghezza: 94cm, profondità: 120cm (***) - Sarcofago antropoide di Peftjauneith XXVI dinastia (664 -525 a.C.)
Legno stuccato e dipinto Basso Egitto. Collezione D’Anastasi Rijksmuseum van Ouheden, Leiden, inv. AMM 5-e Altezza: 36cm, larghezza: 63cm, lunghezza: 240cm (****)
In copertina:
Un particolare di: Gruppo statuario di Maya e Meryt XVIII dinastia, regni di Tutankhamon (1333 – 1323 a.C.) e Horemheb (1319 – 1292 a.C.) Statua della coppia
Calcare Collezione D’Anastasi Rijksmuseum van Ouheden, Leiden, inv. AST 1-3 altezza: 158cm, larghezza: 94cm, profondità: 120cm (***)
- (*)
L’offerta al defunto era parte fondamentale del rituale funerario per assicurare una vita oltre la morte. La particolarità di questa tavola per offerte appartenuta ad un alto funzionario di stato è data dalla forma circolare, insolita, e dal ripetersi del concetto di offerta come indicato dal testoscritto, dal vasellame scolpito in visione zenitale e, soprattutto, dalla raffigurazione centrale di una tavola per offerte su cui poggia un pane, corrispondente al geroglifico hotep (‘offerta’).
- (**)
Aku, ‘maggiordomo della divina offerta’, è il dedicante di questa stele a Min-Hor-nekhet, la forma del dio itifallico Min adorata ad Abido. La preghiera che Aku rivolge al dio ci racconta di una esistenza ultraterrena in un mondo concepito come tripartito: in cielo dove il defunto si trasfigura in stella, in terra dove la sepoltura è luogo fondamentale del passaggio dalla vita alla morte e in
oltretomba dove il defunto è giustificato da Osiride ad una vita eterna.
- (***)
Le statue di Maya, Sovrintendente al tesoro reale di Tutankhamon, e di sua moglie Meryt, cantrice di Amon, arrivarono in Olanda nel 1828 con la collezione D’Anastasi. Solo molti anni dopo, nel
1986, una missione archeologica anglo-olandese ne individuò la tomba di provenienza a sud-est della piramide di Djoser a Saqqara. Queste statue, che rappresentano i massimi capolavori
egiziani del Museo Nazionale di Antichità di Leiden, lasceranno per la prima volta il Museo olandese alla volta di Bologna.
- (****)
Il sarcofago di Peftjauneith, nell’insieme di cassa e coperchio, riproduce le sembianze del dio Osiride, avvolto in un sudario di lino e con il volto verde che evoca il concetto di rinascita. La raffinata decorazione di questo sarcofago conferma l’alto rango in ambito templare del suo proprietario, sovrintendente ai possedimenti di un tempio del Basso Egitto. In particolare va segnalata la scena interna alla cassa che mostra la dea del cielo Nut inghiottire ogni sera (ad Occidente) il disco del sole per poi partorirlo ogni mattina (ad Oriente.
Catalogo Skira
Dove e quando
Evento: Egitto. Splendore Millenario Capolavori da Leiden a Bologna
- Fino al: – 17 July, 2016
- Sito web