Ultimi giorni per la bella mostra “I frutti della terra: Arturo Tosi e altri alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti”, curata da Simonella Condemi e Maddalena Paola Winspeare, allestita nel Saloncino delle Statue dove sono esposti una serie di dipinti raffiguranti nature morte con frutti ed ortagg il cui nucleo centrale appartiene ad Arturo Tosi (Busto Arsizio, 25 luglio 1871 – Milano, 3 gennaio 1956).

Negli anni Venti del secolo scorso, il Maestro fu fra i sostenitori del movimento artistico Novecento che, dopo le sperimentazioni delle avanguardie – in particolare futuriste – ammoniva per un ritorno all’ordine che facesse riferimento all’antichità classica, oltre alla purezza delle forme e all’armonia nelle composizioni.

Tosi dipinse in prevalenza paesaggi e nature interpretate “con sensibilità romantica e violenza cromatica per poi giungere, attraverso lo studio dell’opera di Cézanne, a soluzioni di una spazialità ampia e geometricamente costruita“, ma, per comprenderne il linguaggio e il profondo senso poetico, vengono accostati, ad analoghi soggetti del Maestro lombardo, opere di pittori con cui ebbe profondi legami di amicizia umana e professionale.

Si tratta di Filippo de Pisis (Ferrara 1896 – Milano 1956), Felice Carena (Cumiana 1879 – Venezia 1966), Felice Casorati (Novara 1886 – Torino 1963), Gianni Vagnetti (Firenze 1899 – 1956), Daphne Casorati Maugham (Londra 1897 – Torino 1982), Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno 1879 – Forte dei Marmi 1964), Ottone Rosai

(Firenze 1895 – Ivrea 1957), Carlo Carrà (Quargnento 1881 – Milano 1966), Alberto Salietti (Ravenna 1892 – Chiavari 1961) e, ognuno degli artisti esposti in questa mostra, recepirono come Tosi nette influenze del movimento artistico Novecento anche se, per diversa sensibilità, le declinarono in modo personale.

Le opere di Tosi in mostra appartiene agli eredi e sono state realizzate dagli anni Trenta al 1956. Posto che non le datava è difficile tentare di farlo ricercandovi uno sviluppo stilistico, poiché, come sottolinea Maddalena Paola Winspeare la sua pittura «più che lo svolgimento di un’idea, è un progressivo affinarsi del sentimento».

Inoltre le sue nature morte, diversamente da quelle di grandi amici, come de Pisis, e colleghi presenti in mostra sembrano composte di solo colore che si fa materia cromatica, stesa a impressione con grande libertà e con resa sempre diversa.

Per tale motivo seppure con tutti questi artisti strinse relazioni di stima ed amicizia, solo con de Pisis, grazie anche alle affinità nell’espressione artistica, l’amicizia sconfinò nella complicità testimoniata nella natura morta di de Pisis in mostra, che riporta l’entusiastica scritta, da cui il titolo del dipinto “W Tosi”.

Catalogo edito da Sillabe.
Didascalie immagini
- Arturo Tosi Natura morta (detta Natura morta con terrina) 1930 circa
olio su assicella cm 54,5 x 71 Collezione privata - Arturo Tosi La messe olio su tela 1926 circa
Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d’arte moderna - Felice Casorati Rape 1938 circa
olio su tela incollata su supporto di protezione cm 61,5 x 50 Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d’arte moderna - Ottone Rosai Natura morta 1952 circa
olio su tela cm 70 x 100 Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d’arte moderna - Gianni Vagnetti Uva 1941 circa
olio su tela cm 36 x 49 Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d’arte moderna - Arturo Tosi Autoritratto 1950 circa
cm 70 x 55 Firenze, Galleria degli Uffizi, collezione degli autoritratti - Arturo Tosi Natura morta 1937 circa
olio su compensato cm 50 x 60 1938 Collezione privata - Filippo de Pisis, W Tosi 1941
olio su compensato cm 60 x 80 Collezione privata
In copertina:
Un particolare di: Arturo Tosi Natura morta 1937 circa
olio su compensato cm 50 x 60 1938 Collezione privata
Fig. 1
Arturo Tosi
Autoritratto
1950 circa
cm 70 x 55
Firenze, Galleria degli Uffizi, collezione degli autoritratti
Dove e quando
- Fino al: – 08 November, 2015