Non essere cattivo 1Ostia 1995. Cesare e Vittorio sono due ventenni di borgata, fratelli di strada fin dall’infanzia di una vita fatta di eccessi e malavita, furti e spaccio di droga, alcol e cocaina; hanno temperamenti diversi, più impulsivo e imprevedibile il primo, più pacato e riflessivo il secondo, ma li unisce il profondo affetto di chi è cresciuto solidale con l’altro, in un disagio sociale senza tante vie d’uscita.
Anime inquiete esposte alla durezza di un destino che sembra accanirsi sempre sui più deboli, guerrieri disarmati senza strumenti culturali – e quindi emotivi – per fronteggiare l’inevitabile dolore di esistere che prima o poi raggiunge tutti.
Quando le strade dei due compagni divaricheranno in direzioni diverse verrà il tempo delle scelte.
Sospesi tra una lealtà che trascina a fondo e il sano istinto di sopravvivenza che impone un taglio a quella dolorosa zavorra d’amore, i due tenteranno di costruirsi alternative di vita, ma la strada coi suoi tentacoli e l’illusione di facili soluzioni è sempre pronta a trascinarli indietro riportandoli a sé.
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Claudio Caligari cineasta appassionato con un’idea alta di Cinema come arma di lotta sociale, con Non essere cattivo è riuscito a realizzare solo il terzo film in trent’anni, perché il suo rigore e la sua integrità morale gli hanno procurato sempre più rifiuti che assensi; quando poi però il suo lavoro è riuscito a raggiungere lo schermo non ha mai mancato di raccogliere ovunque plauso e riconoscimenti.
Non sono entrato nelle Brigate Rosse. Era così facile contattare Curcio o Franceschini… Credo mi abbia salvato il cinema. La cosa che anche allora pensavo era: fai la guerriglia in un Paese col capitalismo avanzato, è chiaro che perdi.1
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Dopo i documentari degli esordi, Amore tossico (1983) è la prima incursione di Caligari nel cinema di finzione con un’opera senza mediazioni, arrogante per il conformismo di quegli anni nell’utilizzare il dialetto romanesco, con attori non professionisti reduci da un vissuto di tossicodipendenza.
Quindici anni dopo L’odore della notte (1998) pone l’accento sulle contraddizioni della società raccontando una storia vera di malavita romana; un antesignano dei ‘Romanzi criminali’ adesso così in voga, meno patinato e molto più politico e iconoclasta di questi però.
Adesso Non essere cattivo ci arriva come una sorta di testamento spirituale, il regista se n’è andato nel maggio scorso dopo una lunga malattia, che in qualche modo aggiorna agli anni ’90 – prima dell’avvento delle droghe sintetiche – il mondo dell’Accattone pasoliniano.
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Dopo tanti progetti naufragati, con gli anni spesi senza riuscire ad andare oltre la pagina scritta, finalmente nel febbraio 2015 Caligari è tornato sul set iniziando le riprese di Non essere cattivo, scritto a sei mani con Francesca Serafini e Giordano Meacci.
Ulteriori difficoltà produttive hanno rischiato di far saltare anche questo progetto e solo la passione e il sostegno di Valerio Mastrandrea, amico del regista e protagonista del suo film precedente, che si è messo in gioco concretamente assumendo il ruolo di produttore delegato, hanno permesso a Non essere cattivo di arrivare a compimento raggiungendo gli schermi.
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Gli straordinari interpreti riescono a dare verità tangibile a queste fragili esistenze allo sbando.
Luca Marinelli, già molto bravo all’esordio in La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, incarna gli entusiasmi quasi infantili del protagonista Cesare con una vena di follia, disegnando un personaggio indimenticabile che nasconde sotto l’esuberanza la sua profonda disperazione.
La vera scoperta del film è però Alessandro Borghi nel ruolo di Vittorio, volto praticamente inedito al cinema, che con i suoi occhi azzurri esprime spesso senza parole la profondità dei sentimenti.
Insieme i due attori hanno costruito anche fuori dal set l’alchimia che dà sincerità al commovente rapporto che lega i due protagonisti.
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Presentato fuori concorso a Venezia 72 Non essere cattivo è l’opera postuma di un uomo controcorrente, capace di realizzare film d’autore e popolari insieme dalle forti connotazioni politiche.
Proprio la pericolosità ideologica di saper parlare al pubblico è ciò che a Caligari non è mai stato perdonato.
Amore tossico ebbe un enorme successo di pubblico, perché anche se arrivava a rompere gli schemi e non solo quelli del linguaggio cinematografico – la parola ‘tossico’ nell’accezione di tossicodipendente è di uso comune ancora oggi – sapeva trasmettere idee in modo diretto e sincero.
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A chi lo interrogava sui motivi dell’esiguità della sua filmografia il regista piemontese soleva rispondere “Se sai comunicare in questo Paese ti fanno fuori” sintetizzando così la cancellazione sistematica dalla memoria collettiva di un’intera generazione che, come lui, aveva lottato nel Movimento del ’77.
Non essere cattivo è stato scelto dall’apposita commissione nazionale per rappresentare l’Italia agli Oscar 2016 con un’iniziativa che, al di là di tutto, suona indecorosamente tardiva come le proverbiali lacrime di coccodrillo.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Cesare e Vittorio, immagini di un’amicizia che diventa legame familiare
  3. Claudio Caligari in ascolto sul set / Caligari e il suo produttore Valerio Mastrandrea (© Angelo Turetta / © Matteo Graia)
  4. Cesare tra il desiderio di volare lontano e i compagni di borgata (© Matteo Graia / © Angelo Turetta)
  5. Alice Clementi è Debora / Elisabetta De Vito è la madre di Cesare / Cesare e l’orso per la nipotina
  6. Luca Marinelli e Alessandro Borghi sono i sodali Cesare e Vittorio
  7. Il produttore Valerio Mastrandrea a Venezia con gli attori Silvia D’Amico, Luca Marinelli, Alessandro Borghi e Roberta Mattei / Altri momenti da Non essere cattivo
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    (© 2015 Kimerafilm / Rai Cinema / Taodue Film)

In copertina:
L’amore incondizionato che lega i due fratelli di strada (© 2015 Kimerafilm / Rai Cinema / Taodue Film)

NOTE

1 Da un’intervista al regista intitolata ‘Caligari, due film bellissimi in trent’anni. E il terzo?’ apparsa sul mensile Internazionale nel novembre 2014.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Non essere cattivo
  • Regia: Claudio Caligari
  • Con: Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei, Alessandro Bernardini, Valentino Campitelli, Danilo Cappanelli, Manuel Rulli, Emanuela Fanelli, Giulia Greco, Claudia Ianniello, Elisabetta De Vito, Alice Clementi, Emanuele Grazioli, Luciano Miele, Stefano Focone, Andrea Orano, Alex Cellentani
  • Sceneggiatura: Claudio Caligari, Giordano Meacci, Francesca Serafini
  • Fotografia: Maurizio Calvesi
  • Musica: Paolo Vivaldi con la collaborazione di Alessandro Sartini
  • Montaggio: Mauro Bonanni
  • Scenografia: Giada Calabria
  • Costumi: Chiara Ferrantini
  • Produzione: Paolo Bogna, Simone Isola e Valerio Mastandrea con Pietro Valsecchi per Kimerafilm con Rai Cinema e Taodue Film in collaborazione con Leone Film Group
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Italia, 2015
  • Durata: 100’ minuti