L’Expo con l’infinità di persone che sono venute e verranno a vederla è sicuramente un grande incentivo per creare l’opportunità di fare conoscere le molteplici eccellenze che si trovano in Italia, paese purtroppo misconosciuto anche per le continue critiche che gli italiani stessi fanno al loro splendido Paese.
E’ evidente che una delle caratteristiche italiane più importanti e, quindi, interessante è la creatività estetica che contraddistingue più o meno tutto dalle moltissime costruzioni architettoniche alle grafiche, dalle composizioni musicali a quelle artistiche e, perché no, enogastronomiche e imprenditoriali. E Giotto (Vespignano, Viccho di Mugello, Firenze 1267 ca – Firenze 1337) sicuramente è un grande esempio di queste capacità viste le novità da lui introdotte nella pittura della sua epoca come la prospettiva e gli sfondi vissuti.

La mostra straordinaria che è aperta nel Palazzo Reale di Milano sino al 10 gennaio 2016 “Giotto, l’Italia” è stata voluta da MIBACT in occasione di Expo per fare conoscere, come già detto, ai milioni di turisti che arriveranno a Milano le incredibili ricchezze e la varietà e diversità culturali dei territori presenti nel nostro paese in modo che i turisti servano da portavoce per incrementarne l’afflusso anche in seguito: per questo scopo sono stati preparati percorsi vari per andare a vedere le opere di Giotto che non sono potute arrivare a questa mostra come gli affreschi o i grandi dipinti che hanno problemi di conservazione.

Giotto è stato sicuramente un antesignano, ha oltrepassato i limiti del suo territorio come nessun altro nel XIV secolo tanto è vero che ricevette commissioni dalle corti più importanti e dai prelati della curia distinguendosi per le capacità che aveva anche nell’organizzare cantieri capaci di eseguire in poco tempo metri quadri e metri quadri di affreschi, di tavole dipinte o, come a Roma, anche grandi mosaici.
A Milano sono state radunate, per la prima volta al mondo, addirittura 14 opere tra quadri e affreschi di Giotto partendo da una sua opera giovanile, una “Madonna con il Bambino” del 1285 ca, per arrivare al “Polittico di Bologna” del 1332 – 34 così ognuno può rendersi conto di come il suo segno, dapprima abbastanza rigido e duro, si sia man mano addolcito e aggraziato rendendo le persone più aggraziate, simpatiche e accattivanti.
Sicuramente molto bello e insolito è il “Polittico Stefeneschi”, prezioso prestito dei Musei Vaticani, perché è bifronte in modo da poter essere visto dalle persone sedute davanti e da quelle sedute nel coro, naturalmente con storie e personaggi completamente diversi.
Particolare e studiato ancora poco à il Polittico Baroncelli dipinto intorno al 1330 e custodito in S. Croce a Firenze nella cappella omonima: la composizione dei quattro elementi laterali che affiancano l’”Incoronazione della Vergine” è davvero insolita per la grande quantità di Santi e angeli musicanti che vi sono dipinti con un assiepamento quasi dettato da un horror vacui impensabile a quei tempi. E la cosa ancora più strana è che nella seconda tavola di sinistra nella seconda riga dall’alto c’è un unico santo con il copricapo rosso che non guarda verso la Vergine ma ha la testa girata. Chissà cosa avrà voluto raccontarci Giotto!

Dopo avere visto una mostra così preziosa si può decidere di continuare a perlustrare Palazzo Reale perché ce ne sono tante altre molto interessanti ma forse è il caso di uscire assaporando con gioia le sensazioni provate e andare alla ricerca di qualcosa di bello ma completamente diverso. Passando davanti al Duomo per gettare un’occhiata ai portali del Duomo e passandogli di fianco per guardare le infinite elaborazioni che ha si arriva in corso Vittorio Emanuele, si getta un’occhiata alle vetrine dei negozi (sport facile e divertente) e si arriva in piazza S. Babila.
Lì di fianco in via Cino del Duca 4 nel quattrocentesco Palazzo Parravicini con la facciata ancora in mattoni lavorati che con il loro colore caldo lo rendono prezioso e insolito è stata aperta la Fondazione Carriero dove saranno esposte delle opere contemporanee.

Fino al 13 dicembre c’è la mostra collettiva inaugurale “imaginarii” curata da Francesco Stocchi con la quale si vuole fare conoscere gli scopi e le finalità del fondatore Giorgio Guerriero; questo spazio vuole diventare un importante polo di produzione artistica e divulgazione culturale proponendo attività che riguarderanno molteplici interessi dall’organizzazione di mostre attraverso nuove commissioni alla pubblicazione dei cataloghi, dalla realizzazione di un calendario di incontri e conferenze aperti al pubblico a un’attività specifica rivolta alla didattica e alla formazione.

Per questa prima mostra è stata scelta una selezione di opere di tre artisti contemporanei, Gianni Colombo, Giorgio Griffa e Davide Balula, alcune delle quali realizzate appositamente per essere inserite in questi spazi antichi: il contrasto serve ad abbellire gli uni per mezzo delle altre. Il risultato è da vedere! Per le visite è necessario telefonare al +39 02 3674 7039 o mandare una mail a info@fondazionecarriero.org mentre il sabato l’ingresso è libero dalle 11.00 alle 18.00.
Didascalie immagini
- In alto: Polittico di Santa Reparata (verso) 1310 ca (?) tempera e oro su tavola dalla cattedrale di Santa Maria del Fiore (Firenze) Firenze, Opera di Santa Maria del Fiore
scomparto centrale: Annunciazione elementi laterali, da sinistra: i santi Reparata, Giovanni Battista, Maria Maddalena e Nicola di Bari – In basso: dettaglio Annunciazione - Polittico Stefaneschi verso scomparto centrale: Cristo in trono, angeli e il cardinale Stefaneschi pannelli laterali: crocifissione di san Pietro e decapitazione di san Paolo predella: la Vergine col Bambino in trono fra angeli incensieri e apostoli
secondo decennio del Trecento tempera e oro su tavola dalla basilica di San Pietro (Città del Vaticano) Città del Vaticano, Musei Vaticani - Un particolare del Polittico Stefaneschi (verso)
- Polittico Baroncelli 1330 ca. tempera e oro su tavola dalla basilica di Santa Croce, cappella Baroncelli (Firenze) Fondo Edifici di Culto – Ministero dell’Interno
scomparto centrale: Incoronazione della Vergine elementi laterali: Santi e angeli musicanti predella: Cristo al centro con santi ai lati da sinistra un santo vescovo, san Giovanni Battista, san Francesco e sant’Onofrio - Giorgio Griffa – installation view
courtesy della Fondazione Carriero. Ph. Agostino Osio - Una sala espositiva di 1- Casa Parravicini
courtesy della Fondazione Carriero. Ph. Agostino Osio
In copertina:
Polittico stefaneschi-particolare cop