Attraversare le Ande non è solo un viaggio, ma se affrontata con lo stato d’animo giusto, può diventare una vera e propria esperienza, una presa di coscienza, un “Satori”, un risveglio spirituale, un rendersi conto: un’illuminazione.
In un mondo che corre spasmodicamente verso un futuro che sempre più ci aliena, ci allontana e ci estranea dalle nostre origini, la necessità di avvicinarsi e ritrovare quelle che furono le nostre “radici” diventa sempre di più un’emergenza.

Le nostre origini non discernono da quelle del nostro pianeta anzi ne sono strettamente correlate.
Se il nostro pianeta non avesse subito l’evoluzione che lo ha reso così, come oggi lo conosciamo probabilmente neppure noi saremmo qui.
Se anche un solo evento avesse intralciato gli equilibri che miracolosamente si sono creati, incastrandosi tra loro come tessere di un geniale mosaico neppure in questo caso noi saremmo qui ad ammirare l’imperiosa bellezza di questo pianeta che ci ha predisposto uno straordinario habitat e ci ha poi concesso di dimorarvi godendone ogni privilegio.

Ecco dunque perchè scrivo di risveglio spirituale, perchè questo viaggio ci riporta con un salto lungo milioni di anni a toccare con mano la nostra evoluzione e a capire in che modo si sono create certe condizioni, contribuendo così all’integrazione tra organismi ed ambiente fisico.
Le Ande in Sud America sono la cordigliera più lunga del pianeta e anche una delle più giovani dato che la sua orogenesi è ancora in atto.

Si snodano per 7.500 km attraversando sette Stati: Argentina, Cile, Bolivia, Perù, Equador, Venezuela, Colombia.
L’origine della catena andina risale alla dinamica delle placche terrestri: la così detta Tettonica a zolle.
La placca di Nazca scorre inabissandosi sotto la placca Sud Americana (subduzione).
I minerali idrati presenti al suo interno rilasciano fluidi acquosi provocando la parziale fusione del mantello sovrastante.

La roccia fusa risale in superficie sotto forma di lava e magma dando vita a montagne e vulcani ancora oggi attivi.
La scelta di attraversare le Ande in particolare in tre Stati: Argentina, Cile e Bolivia è un tragitto che assolutamente consente di cogliere ed interiorizzare tutto questo.
In ognuno di questi tre Stati le Ande hanno assunto volti diversi.
Questo è uno degli aspetti più entusiasmanti: osservare l’eterogeneità di questa catena montuosa e cogliere la presenza di elementi diversi tra loro in un unico ambiente.

Il viaggio inizia da Salta una graziosa città in stile coloniale situata nel nord ovest dell’Argentina ai piedi della cordigliera delle Ande.
La jeep è sicuramente il mezzo migliore per intraprendere quest’incredibile esperienza.
Attraversando un lattiginoso sipario di nebbia che caratterizza le prime ore del mattino, si inizia subito a salire di quota.

Si attraversa la valle di Colcihaqui considerata tra i luoghi più notevoli e belli dell’Argentina.
Nella sua interezza la valle è disseminata da antichi borghi e siti precolombiani e coloniali in gran parte intatti come: Cachi, Molinos, Seclantas e Cafayate.
Proseguendo presso la Ruta 40 s’iniziano a vedere gli splendidi ambienti di montagna, caratterizzati dalle Quebradas, profonde gole avvolte nel silenzio e nella tranquillità dove la magnificenza dei colori sottolinea la grande varietà di molte formazioni geologiche prodotte da un’antica erosione dell’acqua.

La Quebrada de las flechas che deve il suo nome a particolari composizioni rocciose che svettano come frecce verso il cielo, risale a circa 15/20 milioni di anni fa.
Lo scontro delle placche tettoniche ha spinto in superficie enormi blocchi di roccia in cui sono distinguibili benissimo gli strati sedimentari che la compongono.
I suoi colori variano dall’ocra, giallo, arancio, verde, marrone, lilla, viola.
Questo grazie ai minerali presenti in ogni strato: cromo, rame, zinco, ferro, solfato organico marino.

Sfidando ogni regola in contrasto con la tradizionale immagine della montagna marrone ci troviamo d’innanzi agli occhi una gigantesca “Tavolozza del pittore”, lo scenario è a dir poco impressionante.
Continuando il percorso in jeep attraverso questi luoghi ,equiparabili in un nostro comune immaginario all’Eden s’incontra la Quebradas de los conchas che si distingue oltre per la varietà dei colori anche per le particolari morfologie della roccia.

La “Garganta del Diablo” o “Gola del Diavolo” ne è uno straordinario esempio.
In questo profondissimo cono scavato nella montagna sono ben visibili scanalature dove milioni di anni fa scorreva l’acqua.
Frequentemente si possono trovare infatti pesci fossili.
Le Ande nel nord dell’Argentina dunque hanno dato vita a paesaggi lunari tappezzati di colori così saturi che in lontananza le valli sembrano immensi giardini, quando invece avvicinandosi con il naso all’insù ci si rende conto che non sono fiori, ma rocce, i cui minerali stratificati lì da milioni di anni dipingono l’ambiente circostante con una potenza che toglie il respiro.

Come se tutti questi milioni di anni non fossero riusciti a spengerne la vividezza, la brillantezza, ma in qualche modo ne avessero conservato la linfa nutrendoli di nuove energie e di nuovo vigore.
Tutto questo scenario non può che epurare la mente, l’anima, le membra assopite dall’oblio del nostro quotidiano.
Il viaggio continua alla volta del Cile.
Alle prime ore dell’ alba un bus parte da Salta, alla volta di San Pedro de Atacama.

Il tragitto è lunghissimo ma straordinario, 12 ore attraverso altipiani di rara bellezza, saline e eterni ghiacciai.
Il confine tra i due Stati è a dir poco surreale vuoi per l’altitudine (5.000 metri circa), vuoi per l’ambientazione circostante.
Ancora poche ore, ed il Cile ci mostrerà nuovi incredibili scenari delle Ande.
Didascalie immagini
- Ande : la meraviglia delle rocce metamorfiche. (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: l’ incredibile precisione geometrica della natura (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: rocce con tipica conformazione a freccia svettante verso l’alto. (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: la “ Tavolozza del Pittore” (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: sorprendenti contrasti di colori provocati dai minerali contenuti nelle rocce sedimentarie (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: Quebrada del Nord Argentina, giardino di colori (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: Quebrada avvolta nella nebbia mattutina (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: Quebrada nella nebbia mattutina (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: Garganta del Diablo (© 2015 Michela Goretti)
- Ande: Quebrada argentina, arcobaleno di colori (© 2015 Michela Goretti)
- Ande cilene, contrasti tra il giallo degli arbusti e il manto nevoso (© 2015 Michela Goretti)
In copertina:
Ande, Laguna Heionda, Bolivia
[particolare]
(© 2015 Michela Goretti)