David guarda con apatia la fine del suo matrimonio e la moglie allontanarsi, ma siamo in un mondo imprecisato nel tempo e nello spazio dove la società sanziona e non ammette individui sprovvisti di relazioni sentimentali.
Essere soli è un reato punito dalla legge e l’uomo viene prelevato dal suo appartamento, accompagnato in un hotel/prigione con a disposizione quarantacinque giorni per trovare un altro essere con cui iniziare un rapporto; eterosessualità e omosessualità sono entrambe ammesse.
Purtroppo la bisessualità è uscita dal prontuario e non è più disponibile – lo informa l’infermiera all’accettazione – forse perché la società ha bisogno di canoni definiti e non può perdersi a codificare le infinite sfumature della sessualità umana.
Alloggiato nella stanza 101 con la sveglia che ogni mattina gli ricorda quanti giorni ha ancora a disposizione, David deve affrontare prove di vario genere, come ottemperare alle azioni quotidiane con il braccio destro ammanettato dietro la schiena, per ricordare che vivere soli è una menomazione.
Se entro i giorni previsti dal codice non sarà di nuovo parte di una coppia sarà trasformato in un animale di sua scelta, un’aragosta [The lobster] nel suo caso, e liberato senza alcuna preparazione alla sopravvivenza nella natura selvaggia.

The lobster – storia di un amore non convenzionale è il primo film diretto dal cineasta ateniese Yorgos Lanthimos a trovare una distribuzione in Italia, ma chi ha avuto la possibilità di vedere anche le opere precedenti è abituato alla bizzarria delle sue allegorie sulla condizione umana.
In Kinetta (2005) un fotografo rimette in scena con la finzione crimini violenti, in Kynodontas (2009) un uomo tiene la sua famiglia segregata al sicuro tra le mura domestiche costruendo per loro una visione distorta della realtà partendo dal linguaggio, in Alps (2011) una donna è membro di una squadra che assiste le famiglie colpite da lutto piazzandosi in casa loro a ‘interpretare’ il defunto per colmare il vuoto lasciato.

Citando visivamente il Cinema di Luis Buñuel e quello di Stanley Kubrick con The lobster il regista greco ci porta in un universo parallelo, dove le persone vivono imprigionate in un dedalo di regole e costrizioni, per farci riflettere sull’assurdità di certi meccanismi alla base della maggior parte delle relazioni sentimentali di oggi e sulle azioni, spesso paradossali, che continuamente vengono messe in scena e reiterate sotto i nostri occhi da gente di ogni ceto sociale.
E’ comune vivere nella preoccupazione del futuro, ma il pensiero che una vita da soli possa presentare maggiori difficoltà rispetto alla vita di coppia è mutuato anche da pressioni invisibili della società che porta a considerare quasi un fallito, o almeno individuo con delle criticità da guardare con sospetto, chi sceglie di vivere solo.

Caustico e provocatorio, ma anche comico e romantico, il film si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e sa divertire con trovate amaramente esilaranti, come le recite esplicative offerte agli ‘ospiti’ dell’hotel per dimostrare che cenare in compagnia può salvarti la vita o l’assegnazione immediata di un figlio alle coppie che dovessero mostrare cenni di crisi.
Diviso in due luoghi separati e contrapposti, l’hotel e la foresta in cui vivono i ‘solitari’ in fuga dalle regole del sistema, The lobster mostra con altrettanta efficacia anche quanto può essere crudele la spinta a conformarsi ai canoni comportamentali dell’anima gemella o del gruppo di appartenenza quando si è soli, inseguendo una compatibilità estrema a cui tutto può essere sacrificato.

Raffinato ed elegante nella confezione con la splendida fotografia di Thimios Bakatakis e brani di musica classica come colonna sonora – Ludwig Van Beethoven, Igor Stravinsky, Richard Strauss e Dmitri Shostakovich tra gli altri – The lobster è il primo film del regista a essere girato fuori dalla Grecia, in Irlanda, quasi interamente con luce naturale, senza trucco sui volti degli attori e con un cast internazionale.
Tra gli interpreti tutti bravissimi, ironici o glaciali a seconda di ciò che il loro ruolo richiede, Rachel Weisz, Léa Seydoux, Ben Whishaw, John C. Reilly, Angeliki Papoulia, già al centro dei precedenti Kynodontas e Alps per Yorgos Lanthimos, e un Colin Farrell un po’ imbolsito che nel ruolo del protagonista David non è mai stato così convincente prima d’ora.

The lobster – storia di un amore non convenzionale è un’opera scritta a quattro mani dal regista col sodale di sempre Efthimis Filippou, che lasciando i sentimenti fuori campo senza offrirli alla macchina da presa, presenta le cose più strane in modo realistico e naturale per cui tutto appare disturbante, ma anche molto divertente.
Il film sarà sugli schermi dal prossimo 15 ottobre, Italia primo Paese in assoluto a vederne la distribuzione in sala dopo il giro nei festival di tutto il mondo, grazie alla Good Films; occasione da non perdere soprattutto per chi non conosce il Cinema di Yorgos Lanthimos per un’esperienza cinematografica indimenticabile.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- David nella stanza 101 con il cane che un tempo era suo fratello / Gli ospiti dell’hotel vanno a caccia di ‘solitari’ per avere giorni bonus a disposizione
- Il regista Yorgos Lanthimos a Cannes con il Gran Premio della Giuria 2015 / Colin Farrell e Rachel Weisz clandestini nella foresta
- Momenti di vita all’hotel e nella foresta, con evidenti evocazioni di Buñuel
- Ben Whishaw è lo zoppo, con John C. Reilly e Colin Farrell, rispettivamente l’uomo col difetto di pronuncia e David / Dimostrazione che cenare in compagnia salva la vita / David imbolsito e arreso al silenzio dei sentimenti
- Il cast del film come appare citato nel trailer e il regista Yorgos Lanthimos sul set tra i boschi d’Irlanda
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(© 2015 Element Pictures / Scarlet Films)
In copertina:
Colin Farrell e Rachel Weisz sono David e la donna miope in fuga da ogni restrizione che soffoca la vita
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(© 2015 Element Pictures / Scarlet Films)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: The lobster
- Regia: Yorgos Lanthimos
- Con: Colin Farrell, Rachel Weisz, Jessica Barden, Olivia Colman, Ashley Jensen, Ariane Labed, Angeliki Papoulia, John C. Reilly, Léa Sydoux, Michael Smiley, Ben Whishaw, Roger Ashton-Griffiths, Anthony Dougall, Sean Duggan, Roland Ferrandi, James Finnegan, Robert Heaney, Rosanna Hoult, Kathy Kelly, Ewen Mac Intosh, Patrick Malone, Sandra Hayden Mason, Kevin Mc Cormack, Ishmael Moalosi, Anthony Moriarty, Garry Mountaine, Judi King Murphy, Laoise Murphy, Imelda Nagle Ryan, Nancy Onu, Matthew O’Brien, Emma Edel O’Shea, Chris Threader
- Sceneggiatura: Yorgos Lanthimos, Efthimis Filippou
- Fotografia: Thimios Bakatakis
- Musica: Ludwig Van Beethoven, Alfred Schnittke, Igor Stravinsky, Dmitri Schostakovich, Richard Strauss, Benjamin Britten
- Montaggio: Yorgos Mavropsaridis
- Scenografia: Jaqueline Abrahams
- Costumi: Sarah Blenkinsop
- Produzione: Ed Guiney, Lee Magiday, Ceci Dempsey e Yorgos Lanthimos per Element Pictures e Scarlet Films in coproduzione con Christos V. Konstantakopoulos, Leontine Petit, Carole Scotta, Joost De Vries e Derk-Jan Warrink
- Genere: Commedia
- Origine: Irlanda / Francia / Gran Bretagnia / Grecia / Olanda, 2015
- Durata: 118’ minuti