Appuntamento ormai consueto di settembre, la Vetrina Giovane Danza d’Autore ha chiamato nuovamente a raccolta a Ravenna artisti, operatori di settore e critica per misurare le temperature della nuova creatività italiana. Non una semplice manifestazione di spettacolo ma un luogo d’incontro tra le varie professionalità del settore danza e gli spettatori, dove testare azioni utili al ricambio generazionale della scena italiana e al supporto delle nuove leve della coreografia. È questa l’essenza del progetto ideato da Cantieri e realizzato con il Network Anticorpi XL, rete che raccoglie oggi 32 partner di 15 regioni italiane.
1 balletto toscana junior-non finito a sei voci-foto dario bonazza
Quindici le creazioni presentate durante i tre giorni di vetrina (18,19 e 20 settembre) a cui si è aggiunto l’esito finale di Prove d’Autore XL, progetto lanciato lo scorso anno dal Network Anticorpi XL con l’intento di mettere in confronto giovani coreografi e ensemble numerosi. Protagonista del progetto è stato quest’anno Riccardo Buscarini che con Non finito a sei voci ha incastonato sei danzatori del Balletto di Toscana Junior, compagnia diretta da Cristina Bozzolini, in un quadrato verde per intessere giochi speculari tra scale di movimento e incastri. Frutto di poco più di due settimane di residenza creativa a Firenze, questo studio di Buscarini richiama la cultura rinascimentale dell’ordine e della forma ispirandosi a I Prigioni di Michelangelo, di cui riprende specifici movimenti delle braccia e del torso, e adoperando i madrigali di Luca Marenzio, come cassa di risonanza per movimenti ad alta densità.
2 giovanni leonarduzzi bellanda-ci sono cose che vorrei davvero dirti-foto dario bonazza
Presenza scenica media abbastanza elevata e un ventaglio di proposte che copre differenti stili e generi, in cui si registra per la prima volta la presenza in vetrina di una creazione di forte matrice classico-accademica, sono queste le impressioni che abbiamo avuto seguendo tutte e tre i giorni della manifestazione, dove si continua a evidenziare una maggiore sicurezza autoriale delle firme maschili rispetto a quelle femminili.
3 nicola galli-venus estratto-foto dario bonazza
Solido e concreto, in grado di andare dritto al cuore della danza cioè il movimento, Giovanni Leonarduzzi in Ci sono cose che vorrei davvero dirti, duetto di cui è autore oltre ad esserne interprete insieme a Raffaello Titton, ha cesellato una raffinata “lettera” indirizzata al proprio figlio grazie ad una scrittura che fa la differenza. Conosciuto, infatti, nel mondo Hip Hop come Gava e dal 2012 timoniere della propria compagnia Bellanda, Leonarduzzi in questo lavoro ricco di groundwork riplasma il linguaggio della break dance da cui proviene per sottolineare un poetico gioco di sguardi e contrasti, dove è l’intero corpo a rispondere al forte legame di sangue.
Possiede un immaginario vasto che riesce a canalizzare in dispositivi teatrali in cui non nega valore a forti sviluppi estetici. Si tratta di Nicola Galli che nell’estratto da Venus ha dato vita ad atmosfere e suggestioni ispirate all’omonimo pianeta del sistema solare. Sotto il globo terrestre si consuma un dialogo tra un efebo flessuoso e scattante, lo stesso autore Galli, e una figura muliebre morbida e matura, l’interprete Alessandra Fabbri, in cui la continua oscillazione del pianeta tra proprietà celesti e influssi terreni prende forma in linee cadenzate e piacevoli. Una sorta di moto armonico che senza contrasti disegna un tessuto coreografico di grande fascinazione, vicino per alcuni versi ai canoni della tradizione ma ideato, come lo stesso Galli esperto di grafica afferma, partendo da un attento studio delle curve di Bézier.
4 francesco colaleo re-garde-foto dario bonazza
Da segnalare anche il poderoso duetto al maschile di Francesco Colaleo Re-Garde, interpretato dalla stesso Colaleo con Maxime Freixas e incentrato sul senso della vista tra elementi ironici e coloriture romantiche, e infine sul versante assoli gli ormai maturi Claudia Catarzi in 40.000 centimetri quadrati e Manfredi Perego in Horizon.

Didascalie immagini

  1. Il Balletto di Toscana Junior in Non finito a sei voci (cor. R. Buscarini) (© Dario Bonazza)
  2. Giovanni Leonarduzzi_Bellanda in Ci sono cose che vorrei davvero dirti (cor. G. Leonarduzzi) (© Dario Bonazza)
  3. Nicola Galli in Venus(estratto) (cor. N. Galli) (© Dario Bonazza)
  4. Francesco Colaleo in Re-Garde (cor. F. Colaleo) (© Dario Bonazza)

In copertina:
Giovanni Leonarduzzi_Bellanda in Ci sono cose che vorrei davvero dirti (cor. G. Leonarduzzi) (© Dario Bonazza)