– di Fabio Giuliani – 

Nello spazio espositivo delle Fruttiere di Palazzo Te è attualmente in corso un particolare progetto espositivo, nato da un’idea di Arturo Calzona, che, per la prima volta, indaga le relazioni e gli scambi tra arte italiana del secondo dopoguerra ed arte sovietica del realismo socialista, riflettendo su affinità elettive e divergenze culturali, in una mostra di respiro internazionale e ricca di documenti poco o per nulla conosciuti al pubblico. Torniamo agli anni della frontale contrapposizione politica tra comunisti e democristiani, quelli di don Camillo e Peppone (i personaggi nati dalla fantasia letteraria di Giovanni Guareschi); anni in cui per metà degli italiani l’URSS era il mito, il paradiso della giustizia sociale e il demonio per l’altra metà. Anni in cui grandi intellettuali italiani (Levi, Calvino, Moravia tra i tanti) compivano il loro pellegrinaggio laico a Mosca, tempi in cui lunghe code si formavano all’Hermitage per ammirare Guttuso.
1 semen afanas evic cujkov la figlia del soviet kirghizia 1948
Al centro di questa proposta inedita è infatti la riflessione sull’immagine mitica dell’URSS nell’Italia del secondo dopoguerra e sul ruolo assunto dall’iconografia realista nella sua diffusione e divulgazione. Tre gli ambiti scelti per indagare questa vicenda: da un lato, l’iniziativa del “Premio Suzzara”, ideato nel 1948 da Dino Villani, con Tebe Mignoni (l’allora Sindaco comunista della cittadina) e Cesare Zavattini, destinato a far riflettere sul linguaggio realista e sul tema del lavoro attraverso le opere di artisti quali Borgonzoni, Gorni, Guttuso, Zigaina…; dall’altro, il racconto dei protagonisti del realismo russo nei padiglioni sovietici alle Biennali veneziane del 1934 e dal 1956 agli anni Settanta; grazie ai prestiti della Galleria Tret’jakov di Mosca sono eccezionalmente esposte a Palazzo Te le opere di Andreev, Dejneka, Gerasimov, Muchina, Koncˇalovskij, Nisskij, Popkov.
2 danilenko tamara georgievna pioneri in artek anni70
Infine il fenomeno collezionistico, testimonianza di una retorica visiva, di una modalità di racconto della realtà sovietica, è rappresentato attraverso una quadreria di opere provenienti da una importante collezione privata che invita il visitatore a riflettere sulla relazione tra modello e riproduzione nell’arte sovietica e ad indagare le alterne fortune del realismo socialista a partire dalla caduta del comunismo, emblematicamente rappresentata dal crollo del muro di Berlino.
3 cernov anatoli mikhailovich festa del grano anni80
“Parlare del mito dell’URSS in Italia nel secondo dopoguerra significa sollevare il coperchio su un mondo complesso nei linguaggi e nei significati, impossibile da risolvere in una mostra e in una pubblicazione, ma al quale, finalmente e senza falsi miti o negazioni, si vuole guardare – puntualizza Vanja Strukelj, curatrice della mostra mantovana con Ilaria Bignotti e Francesca Zanella – Innanzitutto abbiamo cercato di restringere il campo a un territorio storico artistico, inquadrando la ricezione del realismo socialista sovietico in Italia in un contesto di scambi e rapporti culturali. Un aspetto che è emerso in tutta la sua complessità è quello del viaggio in URSS: ci siamo chiesti che cosa avevano visto gli artisti italiani nei loro viaggi in Unione Sovietica?
4 aldo borgonzoni le mondine 1948
Chi avevano incontrato, di cosa avevano dialogato, cosa avevano portato di sè, cosa avevano ritrovato? Abbiamo provato a rispondere attraverso il confronto interdisciplinare, con film d’epoca, resoconti di viaggio, manifesti, cartoline, rotocalchi. Ripercorrendo le sale dei Premi suzzaresi e delle Biennali veneziane, certi del confronto fertile tra una manifestazione solo apparentemente di periferia e l’altra ufficiale e internazionalmente riconosciuta, abbiamo provato a rileggere la nostra cultura e anche a metterla un po’ in crisi…”
5 armando baldinelli ritorno dai campi 1948
In questa prospettiva, la visita alle collezioni della Galleria del Premio Suzzara, che ha concesso in prestito un corpus davvero significativo di dipinti e sculture, costituisce la necessaria integrazione del  percorso espositivo di Palazzo Te. Riportiamo in proposito la riflessione di Zavattini al tempo della costituzione del Premio: “Verrà un giorno, infatti, in cui ogni uomo avrà un quadro o una statua nella sua casa, perchè sarà scomparsa la aura che divide dall’arte i poveri, i contadini, gli umili…”; nonché la divertente affermazione di Villani sul “Premio” in natura: “Un vitello per un quadro, non abbassa il quadro: innalza il vitello!”
La mostra è organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te con la collaborazione della Galleria del Premio Suzzara, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, della Regione Lombardia, del Sistema Mantova per EXPO.
6 claudio astrologo giovane muratore romano 1954
Per la realizzazione dell’evento espositivo e del catalogo le curatrici Vanja Strukelj, Francesca Zanella e Ilaria Bignotti sono state affiancate da ricercatori dell’Università di Parma e di altri istituti di ricerca, esperti in differenti discipline. Suddiviso in quattro sezioni (“Premio Suzzara 1948–1974”, “Biennale di Venezia 1934–1977”,  “Intersezioni”, “Collezionismi e studi 1989-2015”), l’esaustivo volume edito da Skira riunisce i testi dei curatori e di altri studiosi ed esperti sull’argomento, le riproduzioni di tutte le opere esposte in mostra e le biografie degli artisti.

Didascalie immagini

  1. Semën Afanas’evič Čujkov: “La figlia del soviet Kirghizia”, 1948,
    Olio su tela, cm 120 x 95, Mosca, Galleria Tret’jakov (immagine di copertina catalogo mostra)
  2. : Danilenko Tamara Georgievna, “Pioneri in Artek”, anni 70,
    Olio su tela, cm 118 x 158,5
  3. Cernov Anatoli Mikhailovich, “Festa del grano”, anni 80,
    Olio su tela, cm 178 x 118,5
  4. Aldo Borgonzoni, “Le mondine”, 1948 (Premio Suzzara 1948)
    olio su tela, cm 52,8×67
  5. Armando Baldinelli, “Ritorno dai campi”, 1948 (Premio Suzzara 1950),
    olio su tela, cm 90,3×120
  6. Claudio Astrologo, “Giovane muratore romano”, 1954 (Premio Suzzara 1955),
    olio su tela, cm 100×70

In copertina:
Un particolare di: : Semën Afanas’evič Čujkov: “La figlia del soviet Kirghizia”, 1948,
Olio su tela, cm 120 x 95, Mosca, Galleria Tret’jakov

Orari: lunedì 13-18
da martedì a domenica 9-18
chiusura della biglietteria un’ora prima

Dove e quando

  • Fino al: – 25 October, 2015
  • Sito web