Molti sono i nomi attribuiti allo stile che caratterizzò le arti figurative e decorative europee nel periodo fra gli ultimi anni del XIX secolo e la prima guerra mondiale: Art Nouveau in Francia e Belgio, Jugendstil in Germania (dalla rivista Jugend, “Giovinezza”, fondata a Monaco nel 1886) e nel Nord Europa, Liberty o Floreale in Italia. Di questo movimento – che portò una ventata d’aria nuova nel languente panorama creativo di fine Ottocento – rimangono testimonianze in tutta Europa, ma la città che conserva più di ogni altra interi quartieri dove le innumerevoli varianti e contaminazioni dell’architettura dell’epoca s’intrecciano e giustappongono è Riga, capitale della Lettonia, che proprio per questa ragione è stata inserita dall’UNESCO tra i siti patrimonio dell’Umanità.
1 riga bovindo edificio residenziale-mikhail eisenstein 1903-foto donata brugioni
La Lettonia faceva parte dell’Impero russo fin dal 1710, ma alla fine del XIX secolo la classe dirigente e mercantile che aveva in mano l’economia di Riga apparteneva ancora a quell’élite di origine germanica che nel 1201 aveva fondato la città e continuava a parlare tedesco in spregio alla russificazione imposta dagli zar; la popolazione lettone, che fino al 1790 non aveva neppure il diritto di risiedere all’interno delle mura cittadine, aveva iniziato da poco ad assumere un ruolo sociale di qualche rilievo. Non stupisce quindi che le novità provenienti da Occidente, in ogni campo delle arti e della cultura, trovassero qui un pubblico ansioso di accoglierle, a rimarcare la propria appartenenza alla cultura europea e la distanza dal mondo vasto e misterioso dell’impero russo.
2 riga palazzo della borsa 1855-parlamento 1867-foto donata brugioni
La nascita dell’architettura Jugendstil a Riga concise con uno straordinario e rapido sviluppo della città: il numero degli abitanti crebbe velocemente, mentre sorgevano interi quartieri di edifici a più piani. Lo stile eclettico, che aveva caratterizzato l’architettura nella seconda parte del XIX secolo e che aveva prodotto edifici neorinascimentali ispirati alle città d’arte italiane – la Borsa (1855), che si voleva richiamare alle Procuratie Nuove di Venezia, e l’attuale sede del Parlamento (1867), che aveva preso come modello il fiorentino Palazzo Strozzi – a partire dal 1904 scomparve progressivamente, lasciando il posto a costruzioni realizzate secondo i dettami dell’Art Nouveau; nasceva così il quartiere Centrs, destinato a divenire il cuore della città nuova, costituito in gran parte da edifici Jugendstil. Anche i vecchi quartieri all’interno delle mura medievali subirono il fascino dello “stile giovane” e molti palazzi antichi – alcuni dei quali risalivano al Cinquecento e Seicento – furono sottoposti a un radicale restyling delle facciate e ristrutturati all’interno secondo criteri moderni di funzionalità, creando una divisione degli spazi giorno-notte, che fino a quel momento non era mai esistita.
3 riga konstantin peksens 1903 jugendstil museum-elementi decorativi stile romantico nazionale 1902-foto donata brugioni
Alcuni degli architetti locali impegnati in questa frenetica attività furono notevolmente prolifici: Konstantin Peksens firmò circa 250 progetti, oscillando fra lo Stile perpendicolare – al cui maggiore rappresentante, Janis Alksnis si debbono oltre 140 edifici – e il Romanticismo nazionale. Questo stile, fiorito fra il 1905 e il 1911, riflette il tentativo di dar vita a un’architettura lettone dalle caratteristiche specifiche: ispirandosi alle arti applicate tradizionali e all’architettura spontanea locale, nacquero edifici dall’aspetto solidamente monumentale, dai tetti fortemente spioventi e decorati con motivi tratti dall’arte popolare lettone; i due maggiori rappresentanti di questo stile architettonico, Eizens Laube e Janis Fridrichs Baumanis, sono considerati anche pionieri di quella cultura nazionale che si affermerà dopo la fine della prima guerra mondiale con la nascita della Repubblica di Lettonia nel 1918 e con l’introduzione nelle scuole della lingua lettone, fino a quel momento bandita.
4 riga mikhail eisenstein eclettismo decorativo 1901-foto donata brugioni
Lo Stile perpendicolare si sviluppò dopo il 1906, quando i motivi decorativi stilizzati, caratteristici del Romanticismo nazionale, cominciarono a incontrare meno il gusto del pubblico: il nome “perpendicolare” vuole indicare la caratteristica principale di questi  edifici, l’andamento verticale, sottolineato e accentuato dai profili ai lati delle finestre che corrono da un piano all’altro, culminando con frontoni decorati; a Riga ci sono intere vie di palazzi costruiti secondo questi principi, restaurati e custoditi con cura, nella consapevolezza di detenere un patrimonio unico al mondo.
5 riga ornamenti jugendstil-foto donata brugioni
L’eredità dell’Eclettismo ottocentesco fu raccolta e rielaborata, dando vita a quell’aspetto peculiare dello Jugendstil lettone definito Eclettismo decorativo, il cui massimo esponente, Mikhail Eisenstein – padre del famoso regista Sergei – mostra nelle sue realizzazioni una fantasia sfrenata e inesauribile: anche se i 19 palazzi progettati da Eisenstein fra il 1897 e il 1911 rappresentano una sparuta minoranza nel vasto panorama dello Jugendstil a Riga (circa 800 edifici censiti), spiccano per la loro assoluta originalità e si finisce per considerarli come i più rappresentativi di uno stile che in realtà ebbe molte facce.
6 riga edifici 1903-1905 di mikhail eisenstein-foto donata brugioni
Alcune vie, eleganti e silenziose, offrono una panoramica variegata delle creazioni di Eisenstein, nate sempre e comunque all’insegna dell’horror vacui e spesso caratterizzate dall’abbinamento tra l’azzurro della superficie muraria e il bianco delle statue e dei rilievi che decorano le facciate: telamoni forzuti in posizioni di affaticato impegno nel sostenere cornicioni pesantemente ridondanti, fanciulle avvenenti e discinte, bloccate in pose improbabili, che fiancheggiano finestre e balconi dalle forme elaborate,  maschere ghignanti da far impallidire le più diaboliche gargoyles gotiche, sfingi pettorute ai lati di portoni in legno scolpito, pavoni e teste di leone profusi a piene mani, ringhiere in cui il ferro battuto si avvolge in volute agili e leggere, a gara con il glicine e il convolvolo, amati dai decoratori dell’epoca per la loro aerea eleganza. Un trionfo della negazione di ogni razionalità, un’interpretazione parossistica del decorativismo che nello scindere forma e funzione infonde alla materia inerte un senso dinamico di valore così intensamente onirico da divenire inquietante.
7 riga interno jugendstil museum-foto donata brugioni
Alcuni palazzi conservano interni d’epoca, soprattutto nelle parti comuni, ma un’idea di come lo Jugendstil intendesse dare un’impronta caratteristica a tutto l’arredamento e alle finiture, progettate con cura minuziosa, lo offre lo Jugendstil Museum: aperto da pochi anni, è situato in quella che fu l’abitazione dell’architetto Konstantin Peksens, autore del progetto (1903) insieme al suo allievo Laube. Un restauro accurato ha restituito tutto il fascino di un ambiente concepito come una sorta di “opera d’arte totale”, dove ogni elemento è creato e collocato in modo da dialogare armoniosamente con tutti gli altri. Aleggia in queste stanze lo spirito di serenità e fiducia in un futuro prospero che caratterizzò la belle époque, uno spirito che aveva trovato la sua apoteosi nell’Esposizione Universale tenutasi a Parigi nel 1900; l’Europa viveva una breve e illusoria stagione all’insegna dell’ottimismo, destinata a tramontare ben presto, annegando nel sangue della Prima Guerra Mondiale e della Rivoluzione Russa.
8 riga mikhail eisenstein 1904 gorgoni sul coronamento di una facciata-foto donata brugioni

Didascalie immagini

  1. Bovindo in edificio residenziale (Mikhail Eisenstein, 1903) (© Donata Brugioni)
  2. Palazzo della Borsa (1855) / Parlamento: il palazzo fu costruito nel 1867 come Casa della Corporazione di Livonia (© Donata Brugioni)
  3. Konstantin Peksens (1903): nel palazzo, in stile Romantico nazionale, Peksens visse per alcuni anni. Oggi vi ha sede lo Jugendstil Museum / Elementi decorativi in un palazzo in stile Romantico nazionale (1902) (© Donata Brugioni)
  4. Mikhail Eisenstein: L’Eclettismo decorativo all’inizio del secolo (1901), manteneva ancora molti caratteri delle architetture ottocentesche, dalle pesanti decorazioni (© Donata Brugioni)
  5. A Riga, gli elementi ornamentali dello Jugendstil attingono alle fonti più disparate (© Donata Brugioni)
  6. Particolari di edifici progettati negli anni 1903-1905 da Mikhail Eisenstein, considerati fra i più rappresentativi della sua produzione (© Donata Brugioni)
  7. Un ambiente interno nello Jugendstil Museum (© Donata Brugioni)
  8. Mikhail Eisenstein, Riga, Gorgoni sul coronamento di una facciata, 1904 (© Donata Brugioni)

In copertina:
Mikhail Eisenstein, Riga, Gorgoni sul coronamento di una facciata, 1904
[particolare]
(© Donata Brugioni)