Quale città se non Verona poteva ospitare la grande mostra collettiva che vede come filo conduttore il tema del vino rappresentato da sempre nell’arte. Il capoluogo veneto è famoso nel mondo per le sue produzioni vinicole e per il Vinitaly, la più grande fiera italiana del settore.
Il vino ha radici profonde nella nostra tradizione culturale e da sempre ha ispirato i grandi maestri: grappoli, calici che si scontrano in brindisi di comunione e fratellanza, putti vendemmianti, raccolti bucolici e agreste, il ciclo delle stagioni, il senso della terra, il rito del convivio, la gioia della festa, la “natura in posa”, immagini tra sacro e profano, racconti, allegorie, metafore, paesaggi, stati d’animo rappresentati nell’arte attraverso i secoli nella pittura, come nella scultura e nelle arti decorative si incontrano in unico luogo dando vita ad una mostra intensa ed emotiva, raccontata da capolavori d’arte dei grandi maestri.
1 philippe mercier giovane bevitore museo del louvre
L’importante evento culturale è tra le mostre più importanti organizzate fuori Milano in occasione dell’Expo 2015. La mostra raccolta nel piano nobile del Palazzo della Gran Guardia, approfondisce il plurimillenario rapporto tra vino ed espressione artistica in un percorso che ricalca epoche e luoghi molto distanti tra loro, in una selezione di 180 opere di pittura, scultura, arti decorative, divise in cinque sezioni tematiche, provenienti da 90 prestatori tra musei e collezioni italiani e stranieri. Inoltre, l’esposizione ripercorre la follia della tradizione romana del dio Bacco, ma anche del lavoro e fecondità della terra, e raffigurazione del vecchio e del Nuovo testamento attraverso l’occhio dei maestri dell’arte dal Medioevo al Novecento come: Lorenzo Lotto, Tiziano, Guido Reni, Luca Giordano, Annibale Carracci, Peter Paul Rubens, Jusepe Ribera, Nicolas Poussin, Jacob Jordaens; Giovanni Battista Tiepolo, , fino Depero, Guttuso, Picasso.
2 ambito di orazio fontana urbino rinfrescatolo istoriato 1560-1570
La mostra è prodotta e organizzata da Villaggio Globale International e da Skira editore in relazione con Expo 2015 dedicato al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, l’esposizione è curata da Annalisa Scarpa e Nicola Spinosa, con il supporto di un prestigioso comitato scientifico composto da 41 studiosi, tra curatori, membri del comitato scientifico, autori di testi e schede in catalogo. Un viaggio affascinante che nasce dall’incrocio tra due eccellenze, due punte di diamante della nostra cultura e della nostra storia, due simboli dell’Italia nel mondo: l’arte e il vino.
Molti grandi artisti si sono fatti interpreti della relazione tra i sensi dell’uomo e il vino: dall’olfatto che ne coglie le fragranze, alla vista che ne osserva le sfumature dei colori, al gusto che lo assapora, fino anche all’udito, in quanto esso diventa momento di convivialità, incontro, e quindi di dialogo o al tatto, quando la mano afferra il bicchiere.
3 francesco bassano autunno londra sphinx fine artistiche
Ecco scorrere nel percorso espositivo alcune “Suggestioni dall’antico” che testimoniano l’esistenza e la penetrazione della cultura del vino fin dai tempi degli Etruschi – dove il termine “vino” appare nella bronzea Tabula Cortonensis, terzo testo etrusco per lunghezza esposto eccezionalmente in mostra – per poi arrivare al “Vino e Sacro”, sezione dedicata ai racconti dell’Antico e del Nuovo Testamento interpretati dall’estro e dal pennello dei grandi maestri. Seguirà il “Mito”, ove spicca l’ambivalente figura di Bacco dio dell’ebbrezza e della follia, ma anche della produttività della terra, protettore delle arti e della creatività per giungere infine alla sezione dedicata al lavoro, allo scorrere delle stagioni, ai piaceri dell’incontro.
4 giovanni battista ruoppolo natura morta con uva londra collezione cesare lampronti
L’immagine del vino, nelle prime raffigurazioni dell’arte cristiana, esprime il suo significato fortemente mistico. Accanto alle rappresentazioni dell’Ultima Cena, come quella di Tiziano dalla Galleria Nazionale delle Marche, e delle Nozze di Cana nell’intensa la versione di Luca Giordano dal Museo Nazionale di Capodimonte gli episodi biblici maggiormente trattati in mostra sono quelli dell’Ebbrezza di Noé e di Lot e le figlie, dove il vino diviene quasi simbolo da un lato di pietas filiale e dall’altro di umana debolezza.
La mostra offre spunti iconografici e simbolici molto interessanti attraverso il confronto, nelle varie sale, di personalità e scuole diverse, che ci permettono di riscoprire autori come: Pietro Ricchi, Bernardo Cavallino, Giacinto Brandi, Gioacchino Assereto, il friulano Nicola Grassi, il fiorentino, ma veneto d’elezione, Sebastiano Mazzoni con la sua costruzione visionaria e dinamicamente inventiva dello spazi, Bartolomeo Guidobono e, appositamente restaurato per la mostra, l’Ebrezza di Noe dal Monastero di San Lorenzo de El Escorial.
5 filippo de pisis natura morta 1924
Non potevano mancare i temi bacchici, con Sileni, Arianne e Baccanali, in cui gli artisti danno massimo sfogo alla loro fantasia, soprattutto nelle produzioni tra Sei e Settecento. Dalla classica visione del mito di Annibale Carracci e dall’esuberante e gioiosa carnalità del Bacco Ebbro di Peter Paul Rubens, eccezionalmente prestato dalla Galleria degli Uffizi, al Bacco fanciullo di Guido Reni della Palatina; dal Bacco vendemmiatore di Tommaso Salini, algido e suadente nella sua giovanile bellezza all’irriverente e grottesco Bacco con quattro uomini anziani di Pietro Vecchia; al Baccanale in onore di Pan delle Gallerie dell’Accademia di Venezia di Sebastiano Ricci, artista di cui giunge dal Museo Ermitage anche una suadente Baccante e satiri, fino al Baccanale di Nicolas Poussin dal Museo del Prado.
Per giungere poi alle rappresentazioni del Novecento dove il tema del vino viene trattato soprattutto attraverso le nature morte di Picasso, Sironi, Depero, Morandi, De Pisis, Guttuso i miti diventano altro.
6 plinio nomellini autunno in versilia 1912
Una mostra irripetibile che è stata magistralmente raccolta nel catalogo edito da Skira, che permette anche a chi non ha avuto modo di fruire direttamente di questo evento di assaporarne, come un buon bicchiere di vino, tutto il suo corpo iconografico e simbolico.

Didascalie immagini

  1. Philippe Mercier, Giovane bevitore. Olio su tela, 50×67 cm. Parigi, Museo del Louvre
  2. Ambito di Orazio Fontana, Urbino Rinfrescatolo istoriato, 1560–1570 ca. Maiolica dipinta, h. cm 32. Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
  3. Francesco Bassano, Autunno. Olio su tela, 78×103 cm. Londra, Sphinx Fine Artistiche
  4. Giovanni Battista Ruoppolo, Natura morta con uva. Olio su tela, 175×228 cm. Londra, Collezione Cesare Lampronti
  5. Filippo De Pisis, Natura morta, 1924. Olio su tavola, 35,5×43,5. Trento, MART–Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, collezione L. F.
  6. Plinio Nomellini, Autunno in Versilia, 1912. Olio su tela, 197×197 cm . Venezia, Fondazione Musei Civici Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro

In copertina:
Luca Giordano, Allegoria dell’Autunno, 1682–1685. Olio su tela, 117×172,5 cm. Milano, Collezione privata
[particolare]

Catalogo a cura di SKIRA

Dove e quando

Evento: Arte e Vino. Due eccellenze in una mostra unica
  • Fino al: – 13 September, 2015
  • Sito web