Questa estate anche chi resterà a Roma potrà andare in vacanza senza uscire dai confini del GRA, il Grande Raccordo Anulare: e si potrà andare molto lontano, muovendosi tra due luoghi che distano tra loro solo poche centinaia di metri. Basterà scegliere se esplorare il Vicino Oriente o spingersi ancora oltre, più ad Est, fino in Cina: in un caso o nell’altro (e, per i più avventurosi, in entrambi i casi) la Capitale mette a disposizione due mostre interessantissime.
Miniatura dipinta su seta con la rappresentazione di una coppia principesca con attendenti, tutti riccamente ingioiellati e con vesti dalle lunghe maniche ricamate in oro e profilate in pelliccia, Asia Centrale, inizi del XV secolo d.C.
Cominciamo dalle Scuderie del Quirinale, che ospitano (fino al 20 settembre) Arte della Civiltà Islamica. La Collezione al-Sabah, Kuwait: trecentosessanta oggetti che attraversano oltre 1400 anni di storia e di arte islamica e che provengono dalla mirabolante collezione dello sceicco Nasser Sabah al-Amad al-Sabah e di sua moglie, la sceicca Hussah Sabah al-Salim al Sabah, che comprende qualcosa come 35.000 pezzi che dal 1983 sono in prestito permanente al Museo Nazionale del Kuwait. Vicenda drammatica ed altalenante quella del museo, depredato nell’agosto del 1990 a seguito dell’invasione irachena: molte delle opere trafugate vennero fortunatamente ritrovate a Bagdad alla fine del conflitto e quindi restituite al museo, che può vantare oggi una delle raccolte medio orientali più complete e prestigiose al mondo.
Capitello orientale
Miniature (bellissima quella, datata al XV secolo, che mostra una coppia regale, o quella che rappresenta un pittore intento a lavorare a sua volta su una miniatura, in una sorta di quadro nel quadro), sete, collane e bracciali, tappeti, ceramiche, avori…un’impressionante varietà di opere che si ritrovano nella mostra romana, il cui percorso comprende due sezioni ben distinte: la prima parte, che segue un rigoroso ordine cronologico, mira ad inquadrare le principali fasi di sviluppo delle civiltà islamiche, dalle origini bizantine o mesopotamiche ai grandi imperi cinquecenteschi. Si passa poi all’esplorazione dei singoli temi dell’arte islamica (che, e l’esposizione in questo toglie ogni dubbio, non è affatto un’arte iconoclasta). Una mostra necessaria, che stimola la conoscenza di un mondo che solo apparentemente è lontanissimo da quello occidentale.
Statuetta del “Re del Cielo” in ceramica dipinta, Dinastia Tang (618 - 907 d.C), Rinvenuto presso la centrale elettrica M1 del villaggio Changzhuang, Gongyi (Henan),
E se il Vicino Oriente non bastasse? Basta una breve passeggiata dalle Scuderie del Quirinale per raggiungere Palazzo Venezia dove si svolge (fino al 28 febbraio 2016) Tesori della Cina Imperiale. L’età della Rinascita fra gli Han e i Tang (206 a.C. – 907 d.C.). Le opere esposte (circa 100 pezzi, provenienti dal Museo Provinciale dello Henan) raccontano l’epoca d’oro della civiltà cinese sviluppatasi nella cosiddetta Pianura Centrale, considerata un tempo come il vero e proprio centro del mondo, e caratterizzata dal regno della dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), durante il quale il giovane impero cinese consolida il suo potere, e da quello dei Tang (580 – 907) che porta la cultura cinese ad essere punto di riferimento di tutto l’Oriente, con un continuo scambio di merci (attraverso la mitica Via della Seta) e di idee tra l’impero ed i paesi vicini. Una ricchezza che è ben evidente nelle tre sezioni in cui si articola l’esposizione; la prima, dedicata alla vita quotidiana, prende in considerazione soprattutto l’aspetto materiale della cultura cinese; le seconda si concentra invece sulla religione, e su di un mondo spirituale inaspettatamente ricco di sfaccettature.
Statua di Bodhisattva Tian Yanhe, Dinastia Wei Settentrionali (386 – 534 d.C.), Rinvenuta nel 1973 nelle vicinanza del distretto Qi (Henan),
L’ultima sezione, “la porcellana dell’età dell’oro”, è invece dedicata ad una delle produzioni più note, antiche e tipiche dell’arte e dell’artigianato cinese, se è vero che l’esemplare più antico giunto fino a noi risale a oltre 4000 anni fa, e considerando che lo stesso Marco Polo descrive “le più belle scodelle di porcellana del mondo”.
Una città, due musei, due mostre diverse e complementari: imperatori, guerrieri, esploratori, pittori..siete pronti insomma per un’estate da mille e una notte?

Didascalie immagini

  1. Miniatura dipinta su seta con la rappresentazione di una coppia principesca con attendenti, tutti riccamente ingioiellati e con vesti dalle lunghe maniche ricamate in oro e profilate in pelliccia, Asia Centrale, inizi del XV secolo d.C.
    Dipinta in policromia su seta, 20×28.3 cm, Inv. n. LNS 77 MS
  2. Capitello marmoreo in stile corinzio con una iscrizione in cufico col nome dello scultore (Shukr, il giovane schiavo [di Dio], fata), la data e con invocazioni alla benedizione sul committente, il califfo Omayyade di Spagna ‘Abd Allah al-Hakam al-Mus
    Inv. n. LNS 1S, Scultura in pietra, 28.5×26 cm
  3. Statuetta del “Re del Cielo” in ceramica dipinta, Dinastia Tang (618 – 907 d.C), Rinvenuto presso la centrale elettrica M1 del villaggio Changzhuang, Gongyi (Henan),
    altezza 77 cm, larghezza 14 cm, Museo Provinciale dello Henan
  4. Statua di Bodhisattva Tian Yanhe, Dinastia Wei Settentrionali (386 – 534 d.C.), Rinvenuta nel 1973 nelle vicinanza del distretto Qi (Henan),
    altezza 96 cm, Museo Provinciale dello Henan

In copertina:
Mattonella ottagonale di ceramica con corpo in “pasta fritta” proveniente dal mausoleo di Khwaja Rabi’ a Mashhad (Iran nord-orientale), decorata con un esagono centrale (iscritto col motto “Oh Protettore”, invocazione a Dio), dal quale si sviluppa un
Ceramica stampata, ingobbiata, dipinta in blu e nero sotto un’invetriatura trasparente incolore, altezza 20,5 cm, larghezza 20,5 cm, Inv. LNS 290 C

 

 

Dove e quando