Lefkada è un’isola di incredibile bellezza, che deve il proprio nome (lefkos significa “bianco”) alle scogliere quasi marmoree caratterizzanti soprattutto la parte meridionale della sua costa. Lontanissima (non solo geograficamente) dalla mondanità spesso artefatta delle più famose Cicladi e a pochi passi dal continente – visto che è possibile raggiungerla anche in auto, percorrendo il ponte mobile che la collega alla terraferma – appartiene all’arcipelago delle isole Ioniche, di cui è la quarta isola per estensione. Caratteristico di Lefkada è il territorio particolarmente variegato, che a 117 chilometri di costa bagnata da un mare cristallino oppone un entroterra collinare, coperto da una vegetazione fitta e selvaggia ed esposto su panorami mozzafiato. Qui sorgono antichi borghi di montagna, come Athani e Dragano, dove è facile trovare abitanti del posto, spesso vestiti con costumi tradizionali, che su banchi improvvisati lungo la strada vendono il famoso miele di timo prodotto sull’isola sin dall’antichità e ancora oggi presente in maniera massiccia nella tradizione culinaria locale.

Proprio l’originale fisionomia dell’isola ha permesso all’archeologo tedesco Wilhelm Dörpfeld di argomentare la tesi secondo cui Lefkada sarebbe la vera Itaca di cui Omero parla nell’Odissea. Probabilmente non si scriverà mai l’ultima parola sulla questione, vista l’oggettiva difficoltà nell’interpretare in chiave geografica il testo omerico, ma sta di fatto che la morfologia di Lefkada sembra assai vicina a quella descritta dal poeta greco. Dörpfeld individuò nella pianura di Nidri il luogo dove sorgeva il palazzo di Ulisse e nell’odierna Sivota quello in cui si trovava il porto di Focrinos; la vicenda secondo cui Ulisse portava le pecore a pascolare sulla terraferma sarebbe coerente con l’antica fisionomia dell’isola, collegata da un istmo all’Acarnania, e «l’alto Neriton coperto di foreste» ricorda lo Stavrota, il monte più alto di Lefkada. Ad ogni modo, se Lefkada non fu la Itaca di Ulisse, fu senz’altro l’Itaca di Dörpfeld, che si ostinò per tutta la vita a scavare nell’ossessiva ricerca di prove che dimostrassero l’origine storica del poema omerico e che amò a tal punto l’isola da farsi seppellire su un poggio nei pressi di Nidri, che lui stesso aveva nominato la Collina delle Ninfee. E non è questo il solo caso in cui il nome di Lefkada incontra il mito: tradizione vuole, infatti, che per l’amore non corrisposto verso il giovane Faone, la poetessa Saffo si sia uccisa gettandosi da un faro a picco sul mare nei pressi del promontorio di Capo Lefkas, il punto più a sud dell’isola.

Se le leggende di Lefkada appassionano, non meno avvincente è la sua storia millenaria, visto il continuo succedersi di dominazioni, a partire da quella dei corinzi, che nel 650 a.C. costruirono proprio il canale che separò Lefkada dalla terraferma. Nel IV secolo a.C. l’isola passò in mano ai macedoni, per poi piegarsi ai romani e in seguito ai bizantini. Un momento importante della sua storia fu l’egemonia della famiglia Orsini di Venezia, che avviò la costruzione del nucleo centrale della fortezza di Santa Maura, ancora oggi dominante l’entrata dell’isola. Ma la stessa Venezia nel 1797 cadde in mano alle truppe di Napoleone e di conseguenza Lefkada passò sotto il governo francese fino a quando fu conquistata nel 1810 dagli inglesi, che costruirono gli acquedotti e la rete viaria. L’isola rimase protettorato inglese fino al 1864, quando l’intero arcipelago ionico fu finalmente annesso alla Grecia. Ma nonostante una storia tanto ricca di accadimenti, fu un evento glamour a regalare enorme visibilità a Lekfada, quando nel 1962 l’armatore greco Aristotele Onassis acquistò per tre milioni e mezzo di dracme la piccola e vicina isola di Skorpios, rendendola l’angolo di paradiso privato dove sei anni più tardi avrebbe sposato Jacqueline Kennedy, vedova del presidente John Fitzgerald, accendendo i riflettori delle cronache rosa mondiali su un lembo di terra fino a quel momento sconosciuto. Fu allora che Lefkada iniziò a conoscere il turismo.

Mito, storia, glamour… E tuttavia chi oggi va a Lefkada lo fa per il suo mare fantastico e le incantevoli spiagge. Un’incredibile varietà di caratteri rende particolarmente piacevole girare in cerca di calette ancora sconosciute o fermarsi in luoghi ormai rinomati per la propria meraviglia. E’ il caso di Porto Katsiki, posta nella punta meridionale dell’isola e ormai da anni eletta spiaggia più bella di Grecia, lembo di terra di sabbia e ciottoli bianchi circondata da impressionanti rocce a picco su un mare che, riparato dai venti, è in questo tratto particolarmente calmo e trasparente. Per apprezzarla in tutta la sua bellezza è consigliabile visitarla durante la bassa stagione, quando non è presa d’assalto dai turisti; ma in qualsiasi periodo dell’anno è inevitabile lasciarsi suggestionare da tanta imponenza e dai colori di un mare che si fa subito profondo. Non da meno è la bianchissima spiaggia di Egremni, che grazie alla difficoltosa accessibilità (è raggiungibile solamente via mare o attraverso un’impervia scalinata di 300 gradini al termine di una lunga strada sterrata), pur rinomata, ha mantenuto il suo carattere selvaggio e rappresenta un vero paradiso per gli amanti della tranquillità, come pure la vicina Gialos, una sconfinata distesa di sabbia e dune, all’estremità della quale è possibile trovare campeggiatori che praticano un nudismo mai invadente e in Grecia assai tollerato.

Decisamente più a nord, percorrendo la stretta e panoramica strada che dal villaggio di Kalamitsi scende verso il mare, si trova un bivio che conduce a due piccole spiagge confinanti tra loro ma divise da scogli che ne impediscono il passaggio a piedi. Si tratta di Kavalikefta e Megali Petra, caratterizzate entrambe da enormi massi sui quali vanno a infrangersi le onde e che, seppur meno note, sono oasi di pace di rara bellezza. Chi invece ama la comodità ma non vuole rinunciare all’incanto di un mare turchese, può recarsi alla mondana spiaggia di Katishma, circondata da locali che si animano soprattutto dall’ora del tramonto, o a quella ugualmente attrezzata ma più appartata di Pefkoulia. Nella parte orientale dell’isola, quella che dal capoluogo Lefkada porta ai centri abitati di Ligia, Poros e soprattutto Nidri, l’abitato più cosmopolita dell’isola, si trovano le località di mare più adatte ai bambini, come la spiaggia di Nikiana o quella di Mikros Gialos, dove l’acqua è sempre calma e degrada molto lentamente e dove, nonostante la zona sia più interna e meno selvaggia, il paesaggio regala una vista incantevole grazie al contrasto tra la macchia mediterranea e un mare al cui orizzonte si stagliano i profili delle isole di Madouri, Skorpios e Meganisi. E su un’isola tanto sfaccettata non potevano certo mancare le spiagge per gli amanti dello sport! Il lido di Aghios Ioannis (conosciuto come Spiaggia dei Mulini per la presenza di quattro mulini a vento eretti nei primi del ‘900 per macinare il grano) e quello di Vassiliki, esattamente sul lato opposto dell’isola, battuti da un vento costante che si rafforza nel pomeriggio, sono punti di ritrovo per appassionati di kite surf e windsurf e luoghi di gara per competizioni internazionali.

Multiforme, poliedrica e ammaliante come una sirena, Lefkada è tante cose in una volta sola. Ma prima di ogni altra è un invito a osservare: uno scorcio inarrivabile, un lembo di spiaggia incontaminato, un tramonto dai colori inconsueti possono essere dietro una curva, in fondo a un sentiero, sotto i nostri occhi. Perché la bellezza è un po’ come la felicità: a volte l’abbiamo a un passo e rischiamo di lasciarla sfuggire perché ci hanno insegnato a cercarla lontano.
Didascalie immagini
- Athani, l’orizzone al tramonto fotografato dal piccolo villaggio (Foto © Federico Ciavaglia)
- Lefkada, ingresso dell’isola; sullo sfondo si notano le mura del castello di Santa Maura (Foto © Federico Ciavaglia)
- Lefkada, il profilo delle isole di Madouri, Skorpios e Meganisi visto dal mare (Foto © Federico Ciavaglia)
- Porto Katsiki, la spiaggia più famosa di Lefkada è considerata tra le più belle d’Europa (Foto © Federico Ciavaglia)
- Aghios Ioannis, la Spiaggia dei Mulini, ritrovo per appassionati di kite surf (Foto © Federico Ciavaglia)
In copertina:
Lefkada, il profilo delle isole di Madouri, Skorpios e Meganisi visto dal mare
(particolare)
(Foto © Federico Ciavaglia)