Dal 1875 il compositore Georges Bizet dimora nel cimitero parigino del Père-Lachaise insieme a tanti altri colleghi artisti. Quando vi giunse, portava certamente nel cuore la delusione dovuta all’insuccesso della sua ultima opera, Carmen. Quest’opéra-comique dal soggetto violento, dall’orchestrazione ricca e dalle linee vocali a volte complesse era troppo per il pubblico borghese della capitale francese.

Non fu questo il parere di alcuni lungimiranti coevi – Wagner, Brahms e Nietzsche per citarne alcuni – e non è stato questo il parere del nutritissimo pubblico che ha applaudito il capolavoro di Bizet la sera del 15 luglio presso il Teatro Antico di Taormina.
Trasmesso in diretta nei cinema di tutta Europa, quest’allestimento siciliano è stato curato dal regista d’ispirazione zeffirelliana Enrico Castiglione. Le sue regie, seppur forse prive di quelle visionarie e innovative interpretazioni ormai tipiche del genere, risultano assai utili per avvicinare i neofiti al mondo dell’opera lirica.

Si è potuto osservare in quest’occasione dove il pubblico accorso era costituito in larghissima parte da turisti che – pur sedendo per la prima volta davanti a un esempio di teatro musicale (alcuni applausi fuori luogo durante l’ouverture tradivano questa inesperienza) – ne hanno goduto ampiamente potendo ammirare l’opera così com’è.
Complice indiscussa del successo di questa Carmen taorminese è stata la direzione di Myron Michailidis, bacchetta sicura ed esperiente dal gesto autorevole. I tempi frizzanti e una conduzione spedita hanno fatto emergere dalla musica di Bizet tutta l’intensità emotiva della quale è portatrice.

La scenografia dai colori terragni, anch’essa firmata da Castiglione, si prolunga dai mattoncini di cotto della scena del Teatro Antico; pratica e modulare, è costituita da grandi blocchi che combinandosi danno origine ora a una piazza di Siviglia, ora alla montagna, ora alla Plaza de toros. Ricchi invece i costumi di Sonia Cammarata, anch’essi caratterizzati da tinte calde e da dettagli rifiniti.

Tutti in parte e compenetrati i numerosi interpreti. Elena Maximova, che si alternerà nel ruolo della protagonista con Alessandra Volpe, ha dato vita ad una Carmen sensuale e vispa (basti ammirare l’esecuzione della Seguidilla nella quale la zingara legata lega a sua volta un Don José già sedotto). Nella parte di Don José troviamo il tenore Giancarlo Monsalve. Il suo personaggio risulta appena caricato e a tratti melenso; la grande emozione di trovarsi in un luogo così antico ne ha inoltre ingabbiato un po’ la voce che ha faticato ad aprirsi.
Michael Bachtadze veste invece i panni, vanitosi e sicuri di sé, del torero Escamillo. Spiritose e vivaci Irene Molinari e Sara Baratta nei ruoli rispettivamente di Mercedes e Frasquita; molto intensa Joanna Parisi nel ruolo di Micaela, applauditissima nella sua aria del terzo atto “Je dis que rien ne m’épouvante”.

Stretto sul non grandissimo palco del Teatro Antico il Gran Coro Lirico Siciliano diretto da Francesco Costa, elemento necessario in un’opera così ricca di realismo. Altrettanto necessarie le coreografie di Sarah Lanza: dal sapore anticipatorio, movimentano e commentano gli entracte strumentali.
Carmen andrà ancora in scena al Teatro Antico di Taormina per le prime due settimane di agosto, alternandosi con il Don Giovanni e con Il barbiere di Siviglia a completare questa “trilogia sivigliana”: un’occasione per giovani e meno giovani di avvicinarsi al teatro d’opera, senza traumi e con poca intermediazione, in una delle cornici più belle del mondo.
Didascalie immagini
- Carmen (foto © 2015 Domenick Giliberto)
- Carmen in scena a Taormina (foto © 2015 Domenick Giliberto)
- Don José e Carmen (foto © 2015 Domenick Giliberto)
- Don José e Micaela (foto © 2015 Domenick Giliberto)
- Escamillo (foto © 2015 Domenick Giliberto)
In copertina:
Carmen
[particolare]
(foto © 2015 Domenick Giliberto)