Pochi sono quelli baciati da più di una musa e in grado di raggiungere altissimi livelli con creazioni tanto geniali quanto piacevoli. Uno di questi è di sicuro il britannico Matthew Bourne che con The Car Man, sua riattivazione della Carmen di Bizet, ha mandato in delirio pubblico e critica. Dato la scorsa settimana in prima ed esclusiva italiana al Teatro Alighieri per Ravenna Festival, lo spettacolo è atteso dal 14 luglio sino al 9 agosto al Sadler’s Wells Theatre di Londra con un interprete d’eccezione nei panni del meccanico bohémien Luca, il principal dell’American Ballet Theatre Marcelo Gomes.

Ormai di casa al Ravenna Festival che nelle passate edizioni ha ospitato ben quattro sue creazioni – Swan Lake nel 2007, Dorian Gray nel 2009, Cinderella nel 2011 e Sleeping Beauty nel 2013 – il pluripremiato Matthew Bourne padroneggia con estro e inventiva le arti della coreografia e della regìa, di cui è esempio The Car Man, nato nel 2000 e ripreso quest’anno con nuovi interpreti.
Classe 1960, Bourne inizia il proprio percorso nella danza dopo i vent’anni presso il Laban Centre di Londra e una volta diplomatosi entra a far parte di Transitions, la compagnia della scuola. Nel 1987 fonda il suo primo ensemble Adventures in Motion Picture, che cede il passo nel 2002 al nuovo gruppo creato insieme a Robert Noble New Adventures, continuando in maniera inarrestabile a raccogliere palme e allori.

Forse per la particolarità dell’ambiente britannico, da secoli attento alla drammaturgia e alla messa in scena, il contatto con le grandi produzioni del West End e la grande passione per il cinema, Bourne riesce nell’affrancare i revival di titoli di tradizione dagli stereotipi del semplice svecchiamento o della banale attualizzazione, proponendo una riscrittura totale che traduce e riplasma a briglia sciolta lo spirito di storie e personaggi. Dotati di un alto livello interpretativo, i suoi danzatori sono grandi attori, abili nel far fluire l’intreccio legando in maniera indissolubile danza e recitazione.

Niente tori, corride, nacchere e ventagli, della vicenda della bella zingara di Siviglia col sigaro in bocca rimane in The Car Man il retrogusto, grazie alla rielaborazione musicale di Terry Davies dalla Carmen Suite di Rodion Ščedrin e dall’opera di Georges Bizet, i cui motivi portanti si avviluppano ai personaggi suggerendo accostamenti con gli ipotetici corrispettivi dell’originale.
Anni Sessanta nel Midwest degli Stati Uniti, dove una piccola comunità di italo-americani vive in Harmony, questo il nome dato alla località, tra il lavoro nell’officina e il ristoro nel diner, entrambi di proprietà di Dino. Concentrato erotico e maledetto che non fa distinzioni tra eterosessualità e omosessualità, Luca il meccanico – “car man” appunto – piomba in quei luoghi come un ciclone seducendo la moglie di Dino, Lana, e un aiutante dell’officina, Angelo, già amato dalla dolce Rita.
Scene e costumi di Lez Brotherston, unite alle luci di Chris Davey, dipingono un thriller ispirato dal cinema neorealista, in particolare da Ossessione di Luchino Visconti e da entrambe le versioni cinematografiche di Il postino suona sempre due volte, quella di Tay Garnett e l’altra di Bob Rafelson. Tra passione, vendetta e omicidio, una drammaturgia sapiente, arricchita da flashback e controscene, tiene lo spettatore col fiato sospeso, sempre incuriosito a scoprire cosa accadrà dopo.

Nell’arco di nove mesi concentrati in due atti si dipana questa matassa tra Eros e Thanatos dove il ribaltamento di genere, tipica cifra di Matthew Bourne, rivitalizza una storia tanto battuta facendone emergere il seme più genuino.
Non un altro sguardo, non un altro bacio ma solo un colpo di pistola potrà ristabilire la quiete a Harmony, mettendo la parola fine a ciò che turba anima e corpo.
Didascalie immagini
- The Car Man (cor. M. Bourne) (© Silvia Lelli)
- The Car Man (cor. M. Bourne) (© Silvia Lelli)
- The Car Man (cor. M. Bourne) (© Silvia Lelli)
- The Car Man (cor. M. Bourne) (© Silvia Lelli)
In copertina:
The Car Man (cor. M. Bourne)
[particolare]
(© Silvia Lelli)
New Adventures
Matthew Bourne’s The Car Man
Bizet’s Carmen Re-imagined
regia e coreografia Matthew Bourne
musiche Terry Davies (da Rodion Ščedrin e Georges Bizet)
scene e costumi Lez Brotherston
luci Chris Davey
suono Paul Groothuis
prima italiana in esclusiva
Ravenna, Teatro Alighieri
dal 2 al 5 luglio 2015
XXVI Ravenna Festival
Prossime date:
dal 14 luglio al 9 agosto
Londra, Sadler’s Wells Theatre